SUI SENTIERI DELLA LIBERTA’

DSC_0066Ieri, dopo aver postato il video dei MCR, di colpo m’è venuta voglia di non trascorrere in 25 aprile a casa a preparare le valigie, così mentalmente mi sono organizzato per fare un salto a Cantiglio in Val Taleggio (una valle laterale della Val Brembana), a una cinquantina di chilometri da casa. Un sentiero conosciuto, che quasi sempre percorro il 25 aprile. Naturalmente non si va in montagna alla vigilia di una partenza, ma ogni tanto un pizzico di egoismo non guasta, perché se è vero che sulla poltrona del dentista si soffre, su quella di casa si crepa.Così dopo una breve discussione notturna con la consorte e l’impegno ad essere di ritorno entro le 14.00, stamattina alle 8,30 ero pronto a partire. Si l’ora era tarda, ma la sveglia era stata sabotata.

Ma come tu il tuo compleanno lo festeggi da solo in montagna? Bhe, il 25 aprile è il  mio compleanno feisssebook, una data dovevo metterla, ditemi che non ho scelto bene? D’altronde il mondo virtuale dà la possibilità di poter scegliere quando e dove nascere, così ho scelto una delle date più belle, almeno gli auguri li ricevo in una data importante. Grazie di cuore a voi tutti 🙂 🙂 🙂

UN PARLAMENTO SADOMASOCHISTA

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Non s’era mai visto ne sentito che un numero compatto di uomini e donne fosse preso a bacchettate e schiaffoni dal Presidente della Repubblica, e ad ogni schiaffo e randellata applaudissero all’unisono.

Bravi, in special modo quelli del Partito Democratico che si sta autorottamando ed applaude, mentre il rottamatt (in dialetto lombardo, rottamaio in tricolore) smonta i pezzi della macchina per il riciclo. Veramente encomiabili, capaci solo di sprecar voti senza manifestare la capacità di esprimere un accordo. Bravi anche quelli del PDL che han dovuto richiamare il puffo che tanto aveva sputato sul Presidente Napolitano sino a che questi non lo aveva messo nell’angolino in penitenza. Bravi i pentastellati, che si preparano a giocare a squash.

Va bene è la politica, se non altro malgrado gli 88 anni il Presidente dimostra di essere in grado di poter guidare ancora quest’Italia sgangherata. Vorrà dire che chi chiede aiuto, chi ha bisogno d’aiuto, ha una sponda al Quirinale in cui sperare di avere ascolto.

Perché cari i miei deputati e senatori, il Presidente ha parlato a voi solo perché affollavate un’aula occupata grazie al voto Popolare, ma era rivolto a noi italiani, affinché si vigili, anche se siamo quelli che hanno espresso un Parlamento e un Senato Arlecchino, capace solo di fare spettacolo e piagnistei. Il Suo discorso è stato la nostra rivincita. Non fate finta di piegarvi  masochisticamente al potere presidenziale per poter aspirare sadicamente di mettere in atto le vostre storture legislative. La rete non è un partito, non lo deve neanche diventare, ma attraverso la rete le idee si diffondo rapidamente, governare non significa approfittare della cosa pubblica, significa fare meglio di quanto si possa fare noi popolino. E quando stasera vi ficcherete nelle vostre lenzuola linde, pensate che ve le paghiamo noi, sentirete il nostro fantasma agitarsi nel letto.

Camminar pensando.

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Mercoledì scorso, mentre a Roma erano in corso i preparativi per l’elezione del nuovo Capo dello Stato, approfittando della rara giornata primaverile, con i miei amici ci si incamminava su un sentiero, quello tracciato in rosso sulla cartina, che dalla stazione della funivia per i piani d’Erna, sopra Lecco, porta al castello attribuito all’Innominato. Un sentiero Manzoniano, che ripercorre quello che si presume avessero attraversato i bravi per raggiungere il Castello collocato su una rupe impervia.

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Lungo la strada ognuno rammentava un pezzetto dei “Promessi Sposi” confrontandolo con quanto accadeva nella capitale, dove un certo matrimonio che desse respiro ai desideri e sogni di almeno metà degli italiani, non s’aveva da fare.

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Così il ruscello che scendeva da un fianco del monte per riversarsi molto più a valle nel lago, diventava le idee frizzanti che lasciano il cervello per impaludarsi nel lago ameno dove nuotano alborelle, trote, tinche, carpe e qualche infestante pesce siluro che fa strage di tutto quanto è a portata di bocca.  

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Quello sopra è Campo Secco, l’avamposto da cui si può vedere chi sale e chi scende dal sentiero e impedirne il passaggio se indesiderato. C’è un Campo Secco a Roma, o c’è solo Campo dei Fiori? Dov’è che si nascondevano i franchi tiratori?

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Dopo tre ore di cammino (noi del CAI abbiamo il passo più veloce di quelli del Rotary) ecco la torre, ancora ben conservata. L’Innominato, se mai c’è stato, l’ha lasciata per percorrere le vie del pentimento, disegnando un po’ l’ideale italiano che prima abusa e poi si pente per aprirsi le strade del paradiso, nel caso esistesse un aldilà con regole terrene.

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Spending review: risparmiamo sul trasloco.

EPSON DSC pictureL’esito dell’elezione del nuovo Capo dello Stato sarà anche irrituale, ma io rischio di essere irriguardoso, considerando Deputati e Senatori del Partito Democratico incapaci a scegliere un cambiamento quando ne avrebbero avuto la possibilità.

Due anni di manfrine. Prima il piccoletto che si dimette perché l’Italia rischia la serie B. PD e PDL votano insieme un governo tecnico che stanga e striglia (basta non mangiare per risparmiare sulla spesa), poi il genio di Arcore fiuta che rischia il carcere e fa mancare i voti a un governo imposto per riparare ai danni fatti da lui e dall’allegra combriccola quando stava fuori da palazzo Grazioli, così la campagna elettorale diventa legittimo impedimento per rinviare qualche processo a cui sfugge dandosi ammalato. Poi le elezioni parlamentari con l’esito dei tre vincitori perdenti, il non riuscire a trovare un accordo di programma con la nuova entità politica espressa dal voto. Neanche a me piacciono (o farei meglio a dire piacevano) i pentastellati, ma sono un’espressione della gente che è stufa e che aspira ad un’altra forma di speranza, più giusta, più equa più reale.

La possibilità rappresentata dal tentativo di trovare una convergenza  sulla figura di Rodotà è stata pietosamente sprecata per ritrovarsi intorno al Presidente uscente. Scelta imposta da un’ala interna del PD in accordo sotterraneo con il PDL? Si? No? Più si che no. Il futuro sarà gravato da quest’esito infausto che ci condanna a un governo di coalizione per forza che farà più danni di quelli rilevati sino ad oggi.

Siamo forse sulla soglia di una dittatura parlamentare?  Sembrerebbe di si, o forse no semplicemente siamo italiani, figli del vulemuse bene, intanto le aziende sono allo stremo, in quasi 5000 han dichiarato fallimento dall’inizio dell’anno e  un paio di milioni di lavoratori sono disoccupati. Stiamo manifestando una capacità di sopravvivenza insperata e mi meraviglio di come le fabbriche si svuotino e le piazze non si riempiano.

Non che l’elezione di un nuovo Presidente servisse per rilanciare l’economia e il lavoro, ma sarebbe stata un segnale forte per l’Europa bancaria, il segnale che pure qui siamo stufi e facciamo sul serio. Ma no kara Merkel & C. state tranquilli noi italiani giochiamo soltanto, mangiamo pizza e spaghetti con lo stesso condimento, abbiamo tanto sole, tanto mare e tanta tanta pazienza. Sappiamo anche risparmiare, il ministro del bilancio ha già tirato una linea sule spese di trasloco del Presidente e su quelle del Presidente entrante, e magari si risparmia anche sulle spese per la cerimonia d’insediamento e passaggio di consegne.

Rosy President? Yes, you can (2)

Dopo le dimissioni di ieri da Presidente del PD, ora si apre una possibilità in più. Una spinta la da il fatto che è meno di parte di quanto lo fosse prima, può rappresentare l’elemento di ricucitura all’interno dello stesso PD, può essere uno schiaffo morale nei confronti del PDL, può essere l’occasione per il pentastellismo di una scelta di campo che non costringa a destra l’Italia. Oggi vedremo come va a finire.

libera...mente

Rosy-Bindi (immagine dal web)(Rosy Bindi – immagine web)

Scriveva a novembre Gad Lerner nel suo blog:  Rosy Bindi commetterà pure l’errore di non riuscire a dissimulare i propri sentimenti, nonostante vent’anni di professionismo politico che ancora non l’hanno resa cinica. ….. A differenza di altri veterani, infatti, la Bindi ha praticato un’attività militante e istituzionale mai sfiorata dall’ombra dell’affarismo: alzi la mano chi possa ricordare sue commistioni improprie fra politica e business, sue amicizie improprie, vizi, privilegi, stile di vita men che sobrio. E’ generosa e appassionata nel sostenere le sue posizioni, senza timore di rivendicarle. Anche quando coincidono con la dottrina della Chiesa, come sul matrimonio e l’adozione per gli omosessuali, non lo fa certo per clericalismo: i vescovi ha saputo fronteggiarli con un coraggio di cui non hanno dato prova molti esponenti politici non cattolici….

Eh, si a me la Bindi piace, come la semplice descrizione di Gad Lerner. Hai voglia…

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Rosy President? Yes, you can

Rosy-Bindi (immagine dal web)(Rosy Bindi – immagine web)

Scriveva a novembre Gad Lerner nel suo blog:  Rosy Bindi commetterà pure l’errore di non riuscire a dissimulare i propri sentimenti, nonostante vent’anni di professionismo politico che ancora non l’hanno resa cinica. ….. A differenza di altri veterani, infatti, la Bindi ha praticato un’attività militante e istituzionale mai sfiorata dall’ombra dell’affarismo: alzi la mano chi possa ricordare sue commistioni improprie fra politica e business, sue amicizie improprie, vizi, privilegi, stile di vita men che sobrio. E’ generosa e appassionata nel sostenere le sue posizioni, senza timore di rivendicarle. Anche quando coincidono con la dottrina della Chiesa, come sul matrimonio e l’adozione per gli omosessuali, non lo fa certo per clericalismo: i vescovi ha saputo fronteggiarli con un coraggio di cui non hanno dato prova molti esponenti politici non cattolici….

Eh, si a me la Bindi piace, come la semplice descrizione di Gad Lerner. Hai voglia a fare le fantaelezionipresidenziali come fossero il fantacalcio, e a dire che ci sono gli hacker, fatto sta che a mio modestissimo parere questo arlecchinico parlamento ha un’occasione irripetibile, quello di eleggere una presidente  Donna, oltretutto di sana e robusta Costituzione.

Di sicuro nelle prime tre votazioni il suo nome non verrà fuori, ma dalla quarta in poi …

IL GRILLO HA UNA BUSSOLA?

wild piano al rigugio Coca (89)Un vecchio amico mi ha raccontato di quando nel ’75  si ritrovò, poco più che ventenne, ad essere eletto con altri coetanei nella lista del PCI. Quei ragazzi di allora, avevano accettato la candidatura con passione, memori delle lotte quotidiane dei genitori contro i padroni che, grazie ai voti dei mangiaostie, ottenevano da quasi trentanni la legittimazione ad amministrare il comune. C’era stata gran festa per le strade della cittadina dopo le elezioni, e la bandiera rossa con falce e martello sventolava alta sulla facciata della sezione. Finita la festa però occorreva amministrare. Da soli non erano maggioranza assoluta, occorreva  trattare con chi avrebbe consentito loro di entrare in giunta. Con i numeri che avevano avrebbero dovuto accordarsi con i socialisti e i repubblicani, che sino ad allora avevano amministrato con la DC. L’alternativa era restare, come i loro padri per 5 lustri, all’opposizione.

Scelsero la via dell’accordo di programma, trovarono i punti su cui potevano convergere le loro posizioni con quelle del PRI e del PSI e anche se loro rappresentavano il 35% dell’elettorato, consentirono che sindaco diventasse un socialista. In compenso dalle sale Consiliari e di Giunta, uscirono in 5 anni: l’istituzione del servizio di trasporto pubblico, la costruzione di un Asilo Nido, l’attivazione di una Scuola Materna, il piano regolatore comunale,  la costruzione di una piscina coperta e del centro sportivo, si attivò il consultorio familiare. Si gettarono le basi per nuovi insediamenti produttivi, decentrando in una zona periferica le attività artigianali e industriali che con la cittadina, che era cresciuta e si era sviluppata, si erano ritrovati in centro paese. Furono anche resi pubblici i dati delle dichiarazioni dei redditi, con relative denunce e querele.

A quel tempo non c’era internet, ci si guardava in faccia, si gridava forte se era il caso e in qualche altro ci si azzuffava pure. Ma quando si facevano gli accordi porte e finestre erano chiuse, inutile fare fare gossip o cuttiggiu, e tanto meno streaming col superotto, servivano fatti e cose reali.

C’era una bussola a quel tempo, erano le segreterie provinciali e regionali. I tanti grilli che c’erano per la testa, alla fine un indirizzo univoco, una via da percorrere la trovavano. Non bastava ovviamente guardarsi intorno, applaudirsi e poi spiccare il volo dicendo “grazie dei voti, siamo qui, abbiamo l’apriscatole e non facciamo accordi. Vedete siamo coerenti”.

A quanto pare una via diversa da quella indicata dal Presidente uscente si potrebbe anche trovare, a cominciare dal successore di Napolitano. Basta averne l’intenzione.wild piano al rigugio Coca (135)

il resto di Aiaccio

Ma oltre alle farmacie viste nel post precedente, ad Aiaccio che ci sta? Il casinò, si ci sta il casinò, ma quello, specie senz’ò lo si trova ovunque, e poi ci stanno le case, tirate su una stanza sull’altra, con le persiane che inseguono il vento, disposte come fossero le carte di un solitario,  mentre la vita in strada si svolge lenta e non s’intreccia, come in questa foto, in cui una tettoia separa e ripara i tavolini vuoti dal resto.
crociera novenbre 2012 (231)
Poi ci sono le scale,  dentro le case si inerpicano, salgono dritte nelle pance delle costruzioni e fuori si aggrappano ai muri come fossero costole toraciche o uno xilofono. Ho finito per accoppiare Aiaccio ad acciacco, e forse questa è la risposta per le farmacie. Ma una cosa è certa ad Aiaccio ci vuole fiato. La spartanità non prevede ascensori. Indispensabile è salire, non farsi portare su in qualche modo.

Anche la cattedrale è limitata all’essenziale, come se tutto il barocco che si affaccia sul Mediterraneo fosse affondato nel Tirreno.

crociera novenbre 2012 (230)
Ah dimenticavo una cosa, non ci sono negozi o ristoranti cinesi, anzi l’unica parola straniera incontrata è: pizzeria (con grondaia a fil di strada).
crociera novenbre 2012 (238)