il resto di Aiaccio

Ma oltre alle farmacie viste nel post precedente, ad Aiaccio che ci sta? Il casinò, si ci sta il casinò, ma quello, specie senz’ò lo si trova ovunque, e poi ci stanno le case, tirate su una stanza sull’altra, con le persiane che inseguono il vento, disposte come fossero le carte di un solitario,  mentre la vita in strada si svolge lenta e non s’intreccia, come in questa foto, in cui una tettoia separa e ripara i tavolini vuoti dal resto.crociera novenbre 2012 (231)Poi ci sono le scale,  dentro le case si inerpicano, salgono dritte nelle pance delle costruzioni e fuori si aggrappano ai muri come fossero costole toraciche o uno xilofono. Ho finito per accoppiare Aiaccio ad acciacco, e forse questa è la risposta per le farmacie. Ma una cosa è certa ad Aiaccio ci vuole fiato. La spartanità non prevede ascensori. Indispensabile è salire, non farsi portare su in qualche modo.

Anche la cattedrale è limitata all’essenziale, come se tutto il barocco che si affaccia sul Mediterraneo fosse affondato nel Tirreno.

crociera novenbre 2012 (230)Ah dimenticavo una cosa, non ci sono negozi o ristoranti cinesi, anzi l’unica parola straniera incontrata è: pizzeria (con grondaia a fil di strada).crociera novenbre 2012 (238)

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

14 thoughts on “il resto di Aiaccio”

    1. Di città marinare e collocate su isole ne ho viste tante. Aiaccio essendo anche la città natale di Bonaparte me l’aspettavo come una città con qualche, criticabile, sfarzo imperiale. Niente ricorda Napoleone, a parte quel leone di pietra a cui peraltro manca il Napo. Anche la cattedrale, molto dimessa. Però ho percepito un forte orgoglio corso. Forse tra tutte le provincie francesi è quella a cui la Francia da di meno, ma al tempo stesso senti che loro non chiedono ne pretendono niente. Oltre la città la natura trionfa, la conosco dai libri e dalle riviste, eppure la mia anima consumista (quella che meno amo) con i negozi che espongono quelle che per noi sono rimanenze, mi ha lasciato perplesso.

    1. Alla Livorno degli anni 90 un po’ somiglia, ma non con la stessa vitalità. Le altre città liguri al confronto sono sfarzose o si danno un tono che inganna l’occhio, e qui mi riferisco al tromp l’oeil che imperversa intorno a Genova, perchè l’occhio vuole la sua parte😉

  1. Ciao Popof, ci sono stata anni fa, di passaggio ma non mi ha colpita molto, forse perchè dopo essere stata sulla spiaggia di Saleccia, non c’è città che, per me, regga il confronto (mi conosci no?😉 )
    Buon fine settimana, grazie della mail ♥♥♥

    1. Le risorse naturali non ho avuto modo di vederle, la spiaggia di Saleccia (che non conosco, ma ho cercato con google) mi ricorda tanto le coste dalmate, almeno a me ha richiamato quelle.
      Grazie a te Libera e in attesa di vedere i commenti riabilitati se ti va, scrivimi. Ciao🙂

  2. Pure a me la costa dalla parte di Aiaccio ,soprattutto verso Calvi ,ricorda le coste della ex jugoslavia ,sono stata in campeggio in quei posti e li ho trovati sotto certi aspetti molto simili

    1. Sai, dopo le tue parole e quelle di Libera sopra, perchè la Corsica è davvero interessante,sono andato a vedere un po’ i prezzi per quest’estate … e sono rimasto basito😉

      1. Per le mie tasche troppo care, poi sai dappertutto in agosto i prezzi s’impennano, e bene o male ho delle buone alternative😉
        L’entroterra non è del tutto escluso, ma i mesi buoni credo vadano da maggio a giugno e poi settembre, che mal si conciliano con il lavoro (e santa Fornero dice di no alla mia pensione)

    1. Senti il giramondo, io mi limito all’Europa (grazie per i click dal Giappone😉 )
      I libri di storia dicono sia nato li, i corsi non ne vanno molto orgogliosi, e io … ma poi uno è di dove nasce o di dove vive?

    1. Il museo c’è, o meglio la casa natale museo, ma mie era passata la voglia (o era chiuso?) di andarlo a visitare, anche ripensando a quello che anni fa la guida cistercense raccontava a proposito delle truppe napoleoniche che utilizzavano la chiesa della Certosa di Pavia come stalla e asportando, come dal resto della penisola, le opere d’arte. Ecco con quelle ci potevano almeno adornare la cattedrale😉

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