Ljubljana (Lubiana – Slovenia)

Lungo la strada che porta da Trieste a ad Opatija avevo visto quel cartello con su scritto Ljubljana, così mentre le dita regolavano l’acceleratore, i pensieri correvano a quella nuova meta. Non capita tutti i giorni di trovarsi a poco più di cento chilometri da un’altra capitale. In questa condizione la mia voglia di grandi città, di assaporarne le culture, respirarne l’aria, è uno stimolo. Voglio andarci, mi piace guidare e non importa se quest’aprile ha un sapore autunnale, ho cappelli e ombrelli a sufficienza. 125Il barocco mittelleuropeo avvolge chi passa per la strada, Difficile pensare che le agenzie di rating abbiano declassato la Slovenia e che cinque banche siano a un passo dal fallimento. Ma la città è bella, la gente anche in periodo di crisi respira, mangia, pensa; in una parola vive.

Peccato che una città così la domenica, incurante delle iniziative di associazioni e istituzioni, abbassi le saracinesche. Un minibus elettrico (gratuito) mi ha fatto ripercorrere due volte le vie del centro con la piacevole compagnia dell’autista che parlava italiano e inglese🙂

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

19 thoughts on “Ljubljana (Lubiana – Slovenia)”

  1. Bellissima Lubiana, un vero pezzetto di atmosfera mitteleuropea a pochi chilometri da casa mia, ci manco da un po’, ma ci tornerei subito!
    Foto molto belle, mi hai fatto venire una gran voglia di un giretto in giornata…. l’ultima volta anch’io l’ho vista in una gelida giornata primaverile che sembrava autunno, faceva un freddo terribile…
    Buona giornata,
    Tatiana

    1. Non sono ancora stato a Vienna, ma penso che chi ha disegnato il cartone Heidi possa essersi ispirato a Lubiana. E tu che puoi si un giretto faccelo, è bella proprio.

  2. Ciao Popof, che meraviglia di post, me lo sono letto tutto nella posta.
    *In questa condizione la mia voglia di grandi città, di assaporarne le culture, respirarne l’aria, è uno stimolo. Voglio andarci, mi piace guidare e non importa se quest’aprile ha un sapore autunnale, ho cappelli e ombrelli a sufficienza. *
    Questo passaggio mi ha fatto innamorare; io non l’ho mai visitata da turista, la attravwersare per andare in montagna, una montagna staordinariamente affascinante, ecco, la prossima volta potremmo andare a camminare in montagna e fermarci in una baita a bere un te alla frutta e mangiare una fetta di Gibanica😉 (con la Lady ovvio)Buon fine settimana.

    1. Ecco la catena montuosa non sono riuscito a vederla, nemmeno su dalla torre del Castello, la giornata era proprio con scarsa visibilità. Sarà motivo per tornarci allora e magari per allora ci sarà una guida che conosce le valli li intorno.
      E poi un’altra cosa, sono un gran goloso, eppure tutte le volte che vado in un posto per me nuovo, dimentico si assaggiare i dolci locali. Insomma devo organizzare un’altra vacanza 😉

  3. Caro Paolo, sai certamente che mi piace andare in giro.
    Le tue foto, anzi, meglio, i tuoi giri, mi piacciono, anche tu sei un girovago, vedo.
    Sono stato a Zagabria, qualche anno fa, ci sono passato andando verso Plitvice, un paradiso terrestre di laghi verdi e terra bianca di calcare. Il verde della natura si mischia col turchese delle acque.
    Una specie di “laguna blu” lungo le cui rive si può camminare con in un paradiso terrestre.
    Lì, a Plitivice, ho provato una delle sensazioni più profonde (diciamo così) della mia vita.
    Dopo una lunga (e piuttosto impegnativa) passeggiata lungo i percorsi del parco di Plitivice, siamo arrivati in un’oasi di riposo. Mi ricordo, era un’isolotto con qualche punto ristoro, molte panche per riposarsi e una grande prato verde accogliente.
    Era estate e portavo una camicetta leggera. Mi sono sdraiato per terra, sull’erba, stanco, ma con gli occhi ancora pieni della bellezza del posto.
    Ho sbarrato lo sguardo verso il cielo e sono rimasto così, a respirare profondo, intenso, il creato intorno a me. Ed è stato così che… ho sentito le radici spuntarmi sotto la schiena. Ho cominciato a sentirmi un tutt’uno con la terra, erba era il materasso sotto di me ed erba verde stavo diventando piano piano anche io.
    Ed è stato naturale desiderare che si potesse finire così, un giorno, la vita.
    Cacciare le radici dalla schiena, succhiare nutrimento alla terra e diventare per quella altrettanto nutrimento.
    E sapessi come mi ha intristito il pensiero della solitudine eterna in una cassa di zinco!
    Poi, per fortuna, è arrivato il mio figlioletto a strapparmi a quelle visioni immorali!
    Ed è ripresa la vita.
    Ma se ci penso, ancora sento il solletico sotto la schiena, nei punti dove spuntavano, esili, i radiconzoli pallidi.

    Un abbraccio.
    Piero

    1. Sapevo, so, di Plitivice, conto di tornare in quei posti, non ho potuto deviare alla vista del cartello per motivi familiari.
      Sai anch’io ho provato quella sensazione, in Calabria nel febbraio del 2008, prati verdi, cielo azzurro intenso, fiori gialli a punteggiare le colline, e a voce alta dissi “questo sarebbe il posto giusto e il giorno giusto per chiudere gli occhi”. Le parole al cielo giunsero in ritardo suppongo, perchè il 10 marzo ero a Milano, e si vede proprio che non era il giorno ne il posto giusto😉 tanto che sono ancora qui😀

      1. Posso introdurmi nel vostro discorso?
        Perchè di Plitivice ho ricordi bellissimi pure io: un parco, un’oasi meravigliosa che mi regalò una mattinata di serenità a contatto con una natura bella e sorprendente. Non ebbi, però, nessun pensiero di “chiudere gli occhi”, anzi, li tenevo ben aperti, senza sapere che poi, pochi km più su avremmo avuto un incidente stradale che ci fece davvero rischiare di chiudere gli occhi…ma non era quello il momento e così i miei occhi ancora hanno la gioia di vedere cieli e mari blu.
        Ricordo che pochi anni dopo quando lessi che Plitivice non era stata risparmiata dalla guerra, piansi di rabbia.

  4. Passai da Lubiana una vita fa, con Brattitta al seguito e queste tue foto hanno risvegliato alcuni ricordi. Ma le scarpe proprio non le ricordavo: quale il significato?

    1. Avevo visto di questa moda in un film USA, in cui le scarpe venivano lanciate su un albero scarnificato. Ora stimolato da te sono andato a cercare e sai come si chiama questa moda? Shoefiti, ed ho scoperto che anche in un paese qui vicino, Cividate al Piano, s’è diffusa questa moda delle Scarpe Volanti, sembra legata a un riti adolescenziali come la fine della scuola o l’inizio di una nuova vita (matrimonio e divorsi compresi).

    1. Ho un pullman😀
      Scherzi a parte, mi piace viaggiare fuori dai periodi di ressa (no a caso siamo partiti il 26 e rientrati il 30), comunque un posto c’è sempre. Sai che sta tornando in auge l’autostop? E c’è anche una nuova moda, che tu hai rilevato in un tuo post, ma devo prima riguardare bene le foto, poi ti dirò😉

      1. una nuova moda? e dove e quando??? caspita, faccio la scout e non me ne sono accorta!😀 comunque fate bene a viaggiare fuori stagione, sono le vacanze più belle!

  5. Chiudere tutte le saracinesche la Domenica lo trovo un gesto di civiltà contro l’imperante società dei consumi. Insieme ai monumenti barocchi mitteleuropei è una delle cose che fanno assomigliare Lubiana a Vienna!

    1. Si è vero, ma una città con le saracinesche alzate è più viva e se si ha vocazione turistica e necessità di guadagnare meglio un negozio aperto che una cessione alle banche dei centri storici. Purtroppo sono due aspetti in contrasto, pensa solo che non sono mai entrato a Brera e in altri musei di Milano solo per il fatto che la domenica la città si veste d’ansia, quella che incombe sul cittadino quando non ha altro posto dove posar lo sguardo che non sia il grigio della pavimentazione stradale.

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