Morire di lavoro nel tempo della crisi del lavoro.

6_l_andamento_degli_infortuni_sul_lavoro_(anni_2001-2008)

Non c’è giorno che passa senza il consueto bollettino di guerra con i morti per cause legate all’attività lavorativa. Non importa  che giorno è, diminuiscono gli occupati, ma le percentuali non mutano. “Dall’inizio dell’anno sono documentati, scrive Carlo Soricelli sul suo blog,  176 lavoratori morti per infortuni sui luoghi di lavoro. Il 32,3% sono morti in edilizia, il 31% in agricoltura dei quali la maggioranza schiacciati dal trattore che guidano, il 17,5% nei servizi, il6,5% nell’autotrasporto, il 5,5% nell’industria (compresa la piccola industria e l’artigianato)”. Senza contare i morti sulle strade durante l’itinerario casa- lavoro-casa.

Ho sottomano le statistiche INAIL del 2011, le ultime disponibili e consultabili cliccando su questo link, dicono 893 morti.

Gestioni assicurative Infortuni in complesso Casi mortali
2010 2011 Var.% 2010 2011 Var.%
             
Agricoltura      50.235      47.054 -6,3 112 109 -2,7
Industria e servizi    693.461    647.656 -6,6 845 765 -9,5
Dipendenti conto Stato      32.488      30.629 -5,7 16 12 -25,0
             
Totale   776.184   725.339 -6,6 973 886 -8,9
             
Settore navigazione       1.269       1.003 -21,0 6 7 16,7
             
In complesso   777.453   726.342 -6,6 979 893 -8,8

Io leggo anche un dato non scritto: ogni anno ci sono oltre 3500 persone, tra vedove/i, orfani, genitori (non trovo il sostantivo che identifica i genitori orfani di figli), che la sera non hanno rivisto i propri cari tornare a casa. Che han ricevuto magari una telefonata per vedere il mondo crollare. Sogni spezzati insieme alle vite. Un vortice di morte che travolge anche le vite dei vivi.

Sin quando non ci tocca da vicino chiniamo la testa, chiudiamo gli occhi, magari una preghiera. Poi stringiamo le mani in tasca, ci tocchiamo in testa e sul petto (o da qualche altra parte) e proseguiamo speranzosi. Come di rito, alle famiglie verranno recapitati prima i telegrammi di cordoglio, poi, visto che si tratta di lavoratori dipendenti, attraverso i legali dell’azienda, vengono spedite le lettere di contestazione disciplinare per non aver seguito le procedure antinfortunistiche: un passaggio necessario prima di stabilire le effettive responsabilità intese come colpe. I familiari rivivranno attimi di tensione, rabbia, pianto e disperazione.

Dio, quando cacciò Adamo dall’Eden condannò l’uomo a coltivare la terra da cui era stato creato, non a morire per lavoro.

Annunci

Informazioni su popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
Questa voce è stata pubblicata in Notizie e politica, sc-arti e mestieri e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

16 risposte a Morire di lavoro nel tempo della crisi del lavoro.

  1. Pingback: Morire di lavoro nel tempo della crisi del lavoro. | mentre aspetto…

  2. in fondo al cuore ha detto:

    Hai assolutamente ragione…..a volte vedendo gli incidenti viene da chiedersi “ma come è possibile?” eppure è accaduto…..non so se la crisi influisca….probabilmente nelle piccole aziende edili magari sì…..la sicurezza non è mai stata al primo posto nelle preoccupazioni……
    Speriamo si inverta questa macabra tendenza….

    • popof1955 ha detto:

      Sai da un verso l’attribuzione delle responsabilità dei “preposti” potrebbe far aumentare la valutazione del rischio, dove due occhio non vedono, quattro magari qualcosa notano.

  3. accantoalcamino ha detto:

    Volevo lasciare un “mi piace” ma lo trovo inopportuno e l’ultimo fataccio di Genova era davvero possibile evitarlo, lì la sicurezza non c’entra, lì ritorna in campo prepotentemente la poca professionalità delle persone che ritengono il posto di lavoro un luogo dove trascorrere delle ore in maniera ludica e leggera (Schettino docet)e prendono navi, traghetti ecc. giocattoli per scorribande. Poi, per evitare guai seri si ricorre al “guasto tecnico” che, comunque, dovrebbe essere sempre preventivato. C’è bisogno di SERIETA’, di tutti, delle istituzioni, degli imprenditori, dei lavoratori.
    Ciao Popof, buona setimana.

    • popof1955 ha detto:

      Valutare il rischi lavorativi è indispensabile, è la miglior forma di prevenzione e molte morti si potrebbero evitare, una cosa è la disgrazia per imprevisto, altra cosa quella per negligenza, ora le leggi dello Stato tendono ad attribuire le responsabilità soggettive, purtroppo tendono anche a liberare dalle proprie responsabilità i datori di lavoro.

  4. A vedere e sapere certe cose si resta sgomenti.

    • popof1955 ha detto:

      Ogni tanto vado a vedere le statistiche INAIL, i dati sono davvero impressionanti e fermandosi solo all’Italia. Perchè da noi ha destato sgomento e dolore quanto accaduto a Genova, ma abbiamo rimosso le centinaia di morti in un solo evento in Bangladesh.

  5. ili6 ha detto:

    E noi dipendenti non dovremmo star zitti quando ci accorgiamo che qualcosa non va, anche a costo di diventare “antipatici” ai nostri superiori.
    L’inesperienza e la non professionalità sono una cosa, il risparmio o la frode sulle norme di sicurezza sono tutt’altra cosa. Poi a volte si mette di mezzo anche il destino…
    Se penso alla voce SCUOLA, alla fatiscenza di certi edifici, ai tagli al settore e al fatto che i ragazzi vi trascorrono più ore che a casa…davvero c’è da dire: IO speriamo che me la cavo…

    • popof1955 ha detto:

      Secondo l’art. 56 del Dlgs 81/2008 il lavoratore che tace sulle carenze antinfortunistiche è perseguibile anche penalmente al verificarsi di un infortunio. Solo a considerare le norme sulla sicurezza attuali, i posti a maggior rischio sono proprio scuole e ospedali, e a metterli a norma si potrebbe assorbire quasi tutta la disoccupazione attuale.

  6. cucinaincontroluce ha detto:

    Lo tocco con mano ogni giorno per motivi strettamente legati al mio lavoro eppure, per quanto facciamo, controlliamo, sanzionamo, i dpi proprio vengono ignorati, sia da parte datoriale che da parte dei lavoratori… infortuni in itinere non se ne parla, sono all’ordine del giorno, ma lì di potere non ne abbiamo proprio… però ogni evento è una tragedia e non c’è accenno ad alcun miglioramento….. e i lavoratori rischiano perchè “è una fortuna avere un lavoro”, ma a che serve averlo se un istante dopo non ci sei più?

    • popof1955 ha detto:

      E’ anche una forma culturale umana, sembra quasi che ad adoperare guanti si faccia cattiva figura. Quante volte vediamo un macellaio indossare il guanto a maglie metalliche quando affetta grossi pezzi di carne? Però sono spesso anche i ritmi di lavoro imposti a generare infortuni mortali. Il far presto purtroppo non l’ho trovato nel dlgs 81/2008 (spero sia una svista).

  7. Vittorio Torriero ha detto:

    Lo sapete che in Italia ogni anno si verificano 4.500.000 di incidenti domestici 8.000 dei quali con esito mortale e sapete che il costo annuo di questo fenomeno risulta pari al 6% del PIL. cioè 120 MILIARDI di euro?
    Saluti da Vittorio Torriero Presidente Ceper Milano

    • popof1955 ha detto:

      Ho trovato quel dato anche in altri siti, ma non si riporta l’anno di riferimento. Gli infortuni domestici sono un dato non trascurabile, il numero però lascia un po’ perplessi se non fosse che la sottovalutazione del rischio la fa da padrona tra le mura domestiche.

  8. zebachetti ha detto:

    Purtroppo le norme sulla legge 626 antinfortunistica sono mal applicate e vengono prese molto alla leggera anche dai lavoratori, comunque è vero nel 2013 non si deve morire di lavoro ci devono essere controlli severi Ciao Paolo Buona Giornata

    • popof1955 ha detto:

      Adesso è operativo il dlgs 81/2008, ma è uno spostare le responsabilità, anche penali, sui lavoratori preposti. Forse l’obiettivo è quello di attivare una vigilanza diretta, spero che funzioni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...