Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia

3920236 (1)E’ bastato questo titolo ad incuriosirmi e a farmi leggere il sunto sulla terza di copertina. Dopo uno sfoglio veloce per capire il ritmo di scrittura, ho deciso di mettere il libro nel carrello. C’è un pizzico di Peppino Impastato nella storia, ma l’autore non l’ha conosciuto, nei sui trent’anni al massimo avrà visto il film, I cento passi.

Cento passi son pochi e sono tanti, come il vuoto che ci sta in mezzo a due muri, a una strada o a due epoche diverse. Eppure per certi versi me lo ha richiamato per l’allegria manifestata nella lotta alle minchiate. Tra l’allora e l’oggi oltre un quarto di secolo separa epoche e persone, eppure nel racconto di Rizzo l’oggi si fonde con una storia vecchia che chiede vendetta ai personaggi che si muovono tra le pagine del libro.

Perché il passato dell’isola non è soltanto quello romanzato storicamente da Primo Aprile, di un sud ricco, marchesato e defraudato, è  anche le storie piccine e vere, come quelle di Peppino che alla radio chiamava merda la mafia, e che anche per questo finisce massacrato. Nel racconto di Rizzo, ai tempi d’oggi, ci si ribella al sopruso ed alla prepotenza di chi dovrebbe rappresentare le Istituzioni, versando una tonnellata di letame davanti alla casa del sindaco. Nel racconto, Osso, Pupetta e Gaga (i tre personaggi base) non fanno cose più gravi, sembrano goliardate, ma sono sufficienti a far riaprire un processo archiviato, una vecchia storia che diventa racconto nel racconto, l’ieri e l’oggi che s’intrecciano. Perchè come dice Rizzo al capitolo zero “La Sicilia non esiste. Io lo so perché ci sono nato”. Una frase che non è la negazione dell’affermazione ma la risacca del “così è se vi pare” di Pirandello. 

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

13 thoughts on “Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia”

  1. Dovrò leggere il libro per capire meglio ma già mi piace che l’autore sia un siciliano. E solo un siciliano poteva scegliere quel titolo. Perchè solo i siciliani possono lamentarsi di se stessi e se lo fanno altri sono guai. Solo un Siciliano può dire che la Sicilia non esiste e che non esiste come certo immaginario collettivo la vorrebbe ( e per sempre).

    1. Te lo consiglio da leggere sotto l’ombrellone, perchè è un libro rapido, che si legge in fretta ed ha bisogno del mare per sciacquar le membra, perchè in Sicilia convivono almeno due anime, una che sente e parla e una sorda e muta, una viva e una stereotipata. Per chi come me, che ci vive lontano da molto tempo, la differenza è più marcata, si arrota col desiderio.

    1. Eh no cara Gabry😳
      Ad un certo punto del racconto il narratore (perchè è scritto in prima persona) dice a proposito del fatto che si possa parlar bene o male di noi solo al chiuso dell’isola (in mare aperto) è proprio uno stereotipo e lo ridicolizza. Come dire che il fatto di essere siciliano gli consente di dire peste e corna, e al tempo stesso traendo forza da questa genealogia, possa anche poter dissentire.
      Non so se l’autore sarebbe d’accordo con questa mia interpretazione, fatto sta che non usa il dialetto ad ogni piè sospinto come ad esempio Camilleri, usa l’italiano, lingua compresa in tutto lo stivale, e quindi il suo racconto è per una platea aperta.

  2. Lo leggerò di sicuro perchè come dice Maria Rosaria certe affermazioni ce le possiamo permettere solo noi che questa terra la subiamo e la amiamo contemporaneamente.

    1. Si ho visto il giro, Nibali ha dimostrato d’essere uno squalo di montagna, uno che nuota nella nella neve usando le pedivelle al posto delle pinne🙂 Un grande.

  3. Subito da leggere (appena avrò finito Inferno di D.Brown) perchè io amo la Sicilia, continuo a dirlo e non so perchè. Sai Popof quando vai in un posto e dici di esserci già stato e continui a pensare di ritornare? Sono lontanissima dalla Sicilia, come luogo e antenati, ma io mi sento siciliana dentro. Con tutte le contraddizioni che i siciliani hanno.

    “solo noi che questa terra la subiamo e la amiamo contemporaneamente.” Liù, è vero e mi ha sempre fatto paura quel “la subiamo” e su questo tanta, troppa gente ci marcia.
    Abbraccio a tutti i siciliani.

    1. Giuseppe Rizzo mi ha inviato una e-mail, le sue parole le incollo qui come risposta condivisa con chi mi segue in questo strambo blog🙂 :
      Da: girizzo@hotmail.it
      >Data: 26-mag-2013 0.57
      >A: “popof1955@virgilio.it”
      >Ogg: Grazie
      >
      >Grazie delle belle parole su Piccola guerra lampo.
      >
      >Di cuore
      >
      >Giuseppe
      >
      >Inviato da iPad
      >

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