Umano calore estivo

Cattura

E’ scoppiata l’estate, di botto, è bastato qualche giorno di sole per ritrovarsi con i corpi esposti al sole, a cercare refrigerio in qualsiasi acqua che fluttui, che scorra. Rive di fiumi, rive di mari, i nostri corpi che stanno a riva, ai bordi dell’acqua.

L’acqua è vita, scopriamo di stare ai bordi della vita. Senza immergerci nella vita, lasciandoci solo sfiorare per trarne i benefici che agogniamo. Se anche una vita si spegne a pochi metri fa niente, domani potrebbe piovere e addio sole, addio mare, addio gioia da bordo campo: è l’estate che torna e la primavera che va via.

Continuare a far finta di nulla come su quella spiaggia laziale è un fatto umano, è un fatto normale, inutile spostarsi dal posto in cui qualcuno si è spento, non serve a nulla. Ciascuno nel suo piccolo ha fatto i salti mortali per conquistare un posto al sole, stare in coda con la radio accesa, il climatizzatore e la benzina che evapora. E che fatica quella di piantare un ombrellone, quella di mantenere lontani i vicini di spiaggia e godersi la vista mare. Il naufrago della vita poteva anche morire cinquecento metri più in là e non avrebbe scombussolato una pigra e dignitosa giornata di sole.

Scrivevo in un commento a Marirò qualche giorno fa, che è la morte a renderci come dei, lei mi rispondeva che gli dei sono esenti dei dolori della vita, forse abbiamo ragione entrambi, o forse che no, qualcosa dell’umano sentire, soffrire e gioire ci sfugge.

Ho avuto occasione più volte di iniziare una vacanza in spiaggia e finirla in ospedale per qualcuno che stava per annegare, ho visto le persone comporsi come un anemone marino che si chiude, riunirsi in massa intorno a chi è stato male, come ci fosse una calamita. Un’onda elettrica che attiva il magnete della curiosità, per cercare di capire cosa e come sia successo. Finito l’effetto magnetico, stemperato in due parole di scaramanzia, c’è chi torna a leccare il gelato, chi a succhiare la cannuccia che porta il fresco in gola. Così, come pochi attimi prima, si erano composte a fiore sul malcapitato, si allontanano come un branco di sardine in mezzo a cui è caduto un sasso.  Meravigliosa umanità, quanto fai pena.

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

12 thoughts on “Umano calore estivo”

  1. Negli ultimi tempi ho fatto la scelta di vivere qui a Montefalco dove sono circondata da persone che mi coprono di attenzioni ed hanno premura per me. In città, nel mio grande appartamento passo giornate completamente sola, il mio vicino di casa non sa se la mattima mi sono alzata o no, spesso mi prende una grande paura che mi possa succedere qualcosa di grave. I ritmi convulsi della vita ci portano ad essere distratti e a non dar valore alla vita…
    Lucia

  2. Provo un profondo ribrezzo per gente che è capace di stare
    in spiaggia a mangiare il gelato e fare
    il bagno come se nulla fosse vicino ad un essere umano morto e che è
    ancora coperto da un lenzuolo .
    Non riesco a capire che razza di mentalità e di cervello abbiano e dove sia finita la compassione e la pena per una poveretta morta vicino a loro.

  3. A fine servizio il giornalista si è domandato se questa fosse “la vita”… una vita di merda ho risposto tra me e me… nel cuore hanno pietre e nell’animo il gelo… c’è solo da vergognarsi ma questa è davvero la vita, una vita che vale niente…

  4. Era già successo un “caso” analogo, la stessa scena disgustosa: un lenzuolo sopra una Persona ed intorno il Nulla, perchè non sarano mica esseri umani quelli… questo. purtroppo, mi porta a pensare che l’indifferenza di fronte alla morte sia diventata la regola per molti. A me disgusta, forse ancor di più, quando guardano picchiare qualcuno, anche persone anziane e indifese per derubarle di pochi spiccioli e nessuno fa nulla per difendere ed evitare.
    Mi sembra anche di aver visto due giovani scambiarsi affettuosità poco distante, giovani, ecco che la preoccupazione aumenta, Ciao, buona giornata Popof…

  5. Ciao
    Che notizia squallida,mi chiedo come sia possibile vivere nell’indifferenza più totale per quanto succede intorno a se …
    Molte volte ad agosto guardando le spiagge mi viene da pensare che alcune persone sembrano i “forzati” della vacanza,come se si volessero prendere tutto il sole ,tutto il mare,tutte le feste e i divertimenti……in questa ottica un poveretto coperto da un lenzuolo si può ignorare…..che schifo però

  6. eh sì,…l’uomo: creatura meravigliosa e terribile al contempo. capace di solidarietà e premure e capace di indifferenza glaciale.
    Non abbiamo dato un bell’esempio noi esseri umani in questo caso (e in tanti altri). Diciamo pure che abbiamo fatto schifo! Perchè dopo i primi vani tentativi di soccorso che ci sono stati per aiutare la signora russa, non costava nulla, per decenza, per decoro, per rispetto, allontanarsi da quel luogo anche di pochi metri. Ci sentiamo dei in terra, carichi di sciocca superiorità e menefreghismo ormai anche ostentato.

  7. Sinceramente la cosa è piuttosto imbarazzante: io non mi sono mai trovato in una situazione simile e penso che forse farei i bagagli e andrei via dalla spiaggia o forse andrei un po’ più in là… Ma quanti metri più in là è il confine tra insensibiltà e sensibilità? E andarsene dalla spiaggia (magari a mangiare un gelato lontano dalla spiaggia) è forse segno di maggiore sensibilità o di altrettanta indifferenza, come quella di coloro che restano a giocare a racchettoni? E i curiosi che fanno capannello e il fotografo che scatta la foto e la manda ai giornali o la mette su facebook sono più o meno sensibili di chi resta in spiaggia, magari in silenzio a leggere un libro?
    Purtroppo io non ho risposte… ma sento in tutto ciò un alone misto di pietà, disagio, imbarazzo ma anche di ipocrisia…
    E perchè quando qualcuno muore allo stesso modo nelle strade di città, alle fermate del tram o in un centro commerciale la notizia non va sui giornali e nessuno si indigna come quando succede al mare?

  8. Sad what is happening to the human race. I would like to think there are more kind and sensitive people than these kinds, but I am not so sure any more.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...