Lettere aperta a Rosario Crocetta (Governatore della Sicilia – per chi non lo sapesse)

Cattura1Caro Rosario,

innanzi tutto ti dico che ti apprezzo. Non sapevo chi fossi sino a quando la maggioranza (relativa) dei miei conterranei (vale in campo nazionale lo jus sanguis?) non ti ha eletto a Governatore (o presidente dell’Assemblea Siciliana, che dir si voglia). Però avendo uno spirito sinistrorso (lo stesso che mi spinto ad altri lidi 8 lustri fa), ho cercato notizie su di te. I tuoi precedenti a Gela testimoniavano che non sei un Renzi del Belice. Ma bando ai leccaculismi, a me piace dire pane al pane e vino al (di)vino, quella tua presa di posizione su Alitalia di oggi ha spalancato un portone. 

Come avrai capito subito sono un migrante, io che ha investito anche nella Sicilia un piccolo capitale e che raggiunti i 57 anni scopre che la Sicilia è lontana. Più lontana del Portogallo o della Polonia in tempi e costi (low) di viaggio. Hai ragione a dire che Alitalia, la mantenuta di stato, quella a cui pago la CIG dopo 39 di contributi e nessun diritto alla pensione, ha penalizzato la Sicilia. In questi anni ho visto un sacco di corregionali partire con Alitalia in fretta e furia per un funerale, sobbarcarsi costi enormi per un saluto estremo, per stare al capezzale dell’amato congiunto un’ultima volta. Io personalmente ho sempre avuto la fortuna di aver visto i parenti in vita da poco, non ho mai ceduto al ricatto del “a qualsiasi prezzo”, i miei cari li rammento vivi e non morti (bella fregatura per Alitalia, non ti pare?), e anche se ci fosse stato il Ponte Sullo Stretto (lo scrivo maiuscolo N.B.) avrei risparmiato si e no 20 minuti, inutili a me come a un carico di arance o mandarini considerando il limite dei 130 km orari e 1350 km da percorrere. Ma tant’è sue Eminenza il Ponte Sullo Stretto ha la precedenza, ha ciucciato soldi a valanga. Il nano di Stato ci si è buttato a capofitto con il desiderio di inaugurarlo (anche se di polistirolo), e l’unica cosa con i piedi piantati per terra non è decollata. Quale? Ma è chiaro, alla Sicilia sarebbero serviti almeno altri tre aeroporti, uno tra Messina e Palermo (dai Nebrodi il più vicino è a 180 km), uno nel nisseno  e uno nel ragusano (onore a Comiso, almeno il ciliegino lo mangiamo fresco anche al nord).

Debbo finirla questa lettera, non posso chiederti, come si fa in una lettera normale “come stai, fammi avere tue notizie”, la mia è una lettera anomala, e visto che hai parlato di aeroflotte, di aeroporti, io ci aggiungo i servizi collegati (taxi, autonoleggio, servizi alla persona, ristorazione, alberghi, turismo, affari) dichiariamo guerra ad Alitalia e facciamo un bell’aeroporto tra Barcellona Pozzo di Gotto e Cefalù, e vada a ramengo il Ponte sullo Stretto (che in acronimomicismo suonerebbe piessesse PSS, il che porta di per se male). 

Lo so resterò deluso, non sentirò a Linate “i passeggeri del volo per AZ722 diretti all’aeroporto Peppino Impastato si portino all’ingresso A per l’imbarco”, ma lasciami sognare, e se vuoi lanciare dei fondi d’investimento conta su di me, penso che anche altri aderirebbero, anche in economia l’unione fa la forza.

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

17 thoughts on “Lettere aperta a Rosario Crocetta (Governatore della Sicilia – per chi non lo sapesse)”

      1. da Palermo, appunto. aggiungi 80 euro di gasolio e 7 euro al giorno per posteggio auto. al taxi non oso pensare.

  1. Caro Paolone,
    beh, non so se tecnicamente i tre aeroporti in più possano reggere il mercato, ma io non me ne intendo di queste cose.
    Mi piace però, come fai tu, pensare ad un’Italia diversa, dove le cose si dicono e si fanno perchè servono a qualcosa.
    E non a qualcuno!
    Mi piace pensare che quel che si dice, poi, si fa per davvero.
    Non lo si annuncia tanto per inaugurare una pietra del primo cantiere, magari anche con la benedizione di qualche cardinale in cerca di pubblicità a nostre spese.

    Io non so se Crocetta veramente riuscirà a mantenere le promesse che ha fatto. A sua discolpa dico subito in anticipo che lui ha una regione elettoralmente azzoppata e politicamente avvelenata. A suo vantaggio dico che ha un popolo che ha bisogno di un vero segnale di rinascita.

    Io non so se Crocetta darà al suo popolo il segno di rinascita che quel popolo si aspetta e si merita.
    Ma c’è un popolo anche più grande che aspetta e si merita un segno di rinascita come quello di Crocetta.
    E non so neanche se Crocetta sappia, possa o voglia cercare e provare di dare a questo popolo più grande il segno di rinascita che stiamo aspettando.

    Ma, certo, Cicciobellorenzi ha un poco stufato, con le sue fisime da primadonnazitella, come il pupetto reale di casmadred’inghilterra, prima ancora di nascere: icone pop loro malgrado.
    E hanno stufato anche il democristianolettanipote che mi pare il dejavu di un film degli anni ’80 “A volte ritornano” riferndosi agli zombiedemocristiani, e anche lamummiache non vuolemorire, intrattenitore, imbonitore e incantatore di serpenti (hai capito a chi mi riferisco?), e infine il crinaricciutogrilloparlantemessiainbarbaecravatta, urlatore marino.
    Non ne posso più!

    Ma uno normale, no, Paolò?
    Uno che fa come il salumiere sotto casa: apre alle otto e chiude alle otto (non fa accordi notturni in cabine di regia occulte e riservate).
    Cerca di fregarti, ma onestamente, solo un poco sul peso.
    Non sarebbe un mondo meraviglioso, quest’italietta da bar?

    Un abbraccio (e scusa se sono andato troppo lungo).

    Piero

    1. Durante una chiaccherata con un’amica ieri sera alla fine concordavamo su una cosa, che un ipotetico ponte sullo stretto servirebbe più al sud che non al nord, ovvero al trasporto locale, quello di 2 o 300 km, ma solo il progetto è un pozzo senza fondo.
      Qualche anno fa ho percorso il tunnel del monte Bianco (con pedaggio), tre anni fa son passato da Ventimiglia (a gratis eccetto il pedaggio autostradale), in una situazione di concorrenza ponte/ferryboat quale si sceglierebbe?

      1. ecco: servirebbe più al sud che al nord…quindi ?
        la tua amica ti ha detto anche altro e tra l’altro che non spenderà più parole per un ponte. Hai inserito tu la nota ponte nel post, non io. ma anche l’aeroporto al centro della Sicilia servirebbe al sud: Ahi ahi…

  2. Tu che scrivi a Crocetta, Bertinotti che scrive a Napolitano… io vorrei scrivere al Padre Eterno ma il francobollo costerà l’ira di dio, gli direi ” Voglio un mondo in cui il bisogno di qualcuno non sia la risorsa di qualcun’altro”. Credo che mi manderebbe su Marte🙂

  3. l’unione fa la forza anche in economia ! ma non mi sembra ! a me sembra che quando si parli di economia ! non ce’ piu un unione collettiva’ che faccia la forza ma un unione individuale che faccia una forza personale o mi sbaglio? perche questo paese pensa solo a se stessi ! dallo sport al lavoro piu faticoso prestigioso che esiste! dal professionista allo studente ! nessuno e piu tranquillo e felice in questo paese ! e pur vero che i treni ci sn apposta e anche gli aerei se ad uno non gli sta bene la propria terra parte ! ma questo muovervi e quasi scappare per trovare la felicita’ ed una sistemazione come la interpreti? una condanna al passato nel luogo di nascita oppure un modo di dire vado a farmi la mia strada guardo’ un po cosa combino ma non posso piu fallire e tornare indietro ! cosa cambiera’ fra 20 anni ! eppure tu che nei hai quasi 60 hai visto italia frantumare e i giovani non realizzare piu’ i propri sogni ! eri un giovane anche tu ! ed adesso devi porgermi la mano come aiuto per farmi un futuro ! ed io ho te ! ma altri giovani e la generazione che non ha la mano che vuole cme fa !? domande su domande ! sogni quasi realizzabili e poi frantumanti perche mancano sponsor ! mi hai insegnato ad inventare ! ma ci sno sei ma !!! perche siamo arrivati a questo punto alla tecnologia avanzata ed all’umanita’ che va indietro ?sara’ i troppi investimenti passati della tua generazione !?o i debiti accumulati dallo stato?!

    1. Trovo normale che quando si è giovani ci sin senta individui collettivi, il fatto vero è che l’uomo è un animale sociale, che vive bene stando insieme agli altri usando la coesione sociale come collante. La situazione attuale rischia di bruciare non una ma forse due o tre generazioni, gli sbocchi per i giovani sembrano molto limitati, ma non è che in passato siano stati infiniti. Occorre che ad un certo punto ci si fermi su uno scoglio e riflettere intanto che la tempesta interiore si calma. Ogni essere umano non torna mai indietro, fisicamente è impossibile tornare indietro nel tempo, può a volte sembrare che torni sui propri passi, ma in effetti è sempre e comunque un andare avanti, semmai sono gli altri individui che ci circondano che fanno si da far apparire qualsiasi scelta una sconfitta, viceversa anche una disfatta può essere vincente, basta avere la forza e la voglia di ricominciare.

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