Kotor (Montenegro)

_DSC0453_462Che al mondo ci fosse pure il Montenegro non è che mi interessasse tanto, eppure lo sbarco a Kotor (Cattaro in italiano) ha destato mille curiosità, a cominciare dal cartello che al porto da il benvenuto, con l’aquila imperiale bifronte e quello stemma con al centro il leone di san Marco (ma non è alato e non ha la Bibbia), in ogni caso Venezia, nel quasi millenario dominio su quel mare, ha contato qualcosa anche li e l’impressione iniziale, cioè quella di non temere pericoli dal mare ma dal monte retrostante, lo han confermato le ampie mura che circondano la città. Indubbiamente erano i popoli barbari che premevano dall’entroterra e non i mercanti veneziani il nemico da cui proteggersi. In fondo Kotor è ben nascosta in una piccola baia, per arrivarci le barche devono percorrere qualcosa che è più simile a un fiordo che non a delle bocche di mare, e uno sguardo rapido alle carte satellitari da l’illusione che sia molto distante dal mare.  

E oggi? Oggi il Montenegro è uno dei pochi paesi al mondo ad aver adottato l’euro pur non facendo parte dell’Unione Europea, mentre ad esempio nella vicina Croazia, che ha aderito all’Unione, la Kuna è rimasta moneta ufficiale.

Da quanto tempo …. non entro in museo?

Su tutto si fa la cresta. Ad ogni prelievo con il bancomat, 10 € li metto nel mio conto personale, uno scomparto innocuo del portafogli. Serve per le spese folli, quelle desiderate e che non voglio gravino sulla famiglia, perché quelle son mie, e solo mie. Che sia un libro, un disco o una serata con gli amici, non importa, son piccole gocce che riempiono il cuore.

Ma cosa c’entra una cena con gli amici con un museo? Una cena con gli amici è il ritrovarsi insieme, le libagioni cum pamen sono un ritrovarsi, il museo è ritrovare qualcosa che appartiene al passato, più vecchio dell’età che ci si porta appresso. Arte scultorea, arazzi, dipinti che raccontano com’era … il mondo. Si com’era te lo immagini, pensi di immaginalo mentre il presente diventa futuro. Anche una cena con gli amici è un museo, vivente.

Non entro nei musei da tanto tempo, son spenti, non voglio che mi si racconti di un passato o di un’arte sepolta, mi piace spingermi in alto, per vedere quello che gli uomini han trasformato in soddisfazione dei propri bisogni, mentre immergermi in un’immagine serve  solo a cercare di capire come svolgessero la vita gli antenati. 

Quante storie stanno dentro una foto scattata dall’alto? Una storia per ogni tetto, una storia per ogni facciata, per ogni vicolo, muro o terrazza. Storie passate e storie presenti.

Domani potrei essere colombo o falco e cercare un nido tra le tegole, o zanzara per entrare da ogni finestra, quale sarà il museo del futuro? Intanto son vivo, e il museo lo faccio da me :)._DSC0615_620