Come combattere la deflazione?

Mi accorgo che son quasi due anni che non ne parlo (qui il link a un post di due anni fa). Nella misura attuale fa meno paura di quel che è, forse perché la stiamo vivendo sotto pelle. Sembra quasi che sia sotto controllo, perché prodotta o meglio provocata dalle scelte di chi governa in casa nostra oltre che di chi è in trasferta europea (BCE).

Parlo della deflazione, quel mostro che si abbatté sul mondo con la crisi del 1928, poi il default tedesco del 1932, nel 1998 sulle tigri asiatiche, ed ora incombe su di noi europei del Mediterraneo. Come al solito non se ne parla o se ne parla poco, meglio così. Basta che non finisca come la Concordia che è stata riportata a galla senza sapere dove parcheggiarla, se il rimorchiatore tira troppo la corda questa si spezza, come in Grecia, dove lo strappo ha generato un colpo di frusta cieco, di rimbalzo.

Ma guardiamo ai fatti. Qualcuno quasi si rallegra della diminuzione dei prezzi, in fondo se i prezzi diminuiscono ci si può comprare più roba. Solo che con i prezzi in calo avviene il contrario, ovvero se si prevede che i prezzi diminuiscano, si rinvia l’acquisto in attesa che scendano ancora. Se è un discorso che può esser valido per le primizie stagionali per togliersi lo sfizio, diventa negativo quando riguarda beni durevoli come macchine e case. In questo caso si è in presenza di un cane che si morde la coda in quanto i costi per realizzare una casa ad esempio, non vengonoo coperti all’atto della vendita, con la conseguenza che il costruttore non è in grado di pagare i fornitori e la banca che ha concesso dei mutui non vede restituito il prestito concesso. Il processo finale di un tracciato di questo tipo vede dei fallimenti a catena.

C’è poi l’aspetto del risparmio. Se deposito in banca 1.000 €, dopo un anno la banca non sarà in grado di rendermi la stessa cifra in quanto gli investimenti fatti dalla banca non sono stati remunerativi. Facendo l’ipotesi che la banca avesse investito i miei 1.000 € in titoli azionari, a sua volta si vedrebbe restituito un importo minore e non potrebbe far fronte all’impegno di custodia e remunerazione, assunto con me.

Questo ragionamento purtroppo porta ad un risultato pessimo: per essere sicuro di avere i miei soldi disponibili in qualsiasi momento devo tenermi la carta moneta in tasca perché il rischio che la banca fallisca è alto. Quel che è accaduto in Grecia insegna qualcosa. In quest’ottica la lotta all’evasione, attraverso l’obbligo di pagamenti tracciabili oltre i 1.000 € ha lo scopo di limitare l’uso e la detenzione di denaro contante, sottratto alla libera circolazione, alla stessa stregua dei capitali esportati illegalmente nei paradisi fiscali. I soldi messi sotto la mattonella socialmente non producono nulla.

Dal lato opposto a quello dei crediti c’è quello dei debiti, questi ultimi in situazione deflattiva incrementano il loro valore oltre gli interessi comunemente dovuti, ovvero se ho un debito di 1.000 €, dopo un anno per comprare lo stesso bene o servizio mi occorrerà meno denaro che non l’anno prima, quindi pagando al valore dell’anno precedente pago un prezzo maggiorato. Anche questo passaggio diventa un motivo per rinviare l’acquisto.

Come se ne esce? Indubbiamente rilanciando i consumi attraverso l’aumento della massa di moneta circolante. Per fare questo occorre che ci siano più soldi in tasca a più gente possibile, cosa che attualmente la BCE non considera nemmeno visto l’impegno profuso nel contenimento dell’inflazione e del debito pubblico. Una ventennale politica di sperperi e sottrazione di denaro pubblico, è la matrigna perversa di un’economia agonizzante che necessita di una flebo a base di rilancio degli investimenti in cui al primo posto vi sia l’obiettivo della  piena occupazione durevole, perché il nomadismo occupazionale, elegantemente ribattezzato in itinere e anche flessibile, può far bene nel breve periodo, mentre occorre tener presente che la vita lavorativa di un uomo si è allungata.DSC_0777

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
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14 risposte a Come combattere la deflazione?

  1. accantoalcamino ha detto:

    Buona domenica maestro 🙂 La Paciarela oggi sarà onorata con l’assaggio. Ciao a presto ed omaggi alla Lady.

  2. Patrizia M. ha detto:

    Il problema invece è che di moneta nelle tasche se ne ha sempre di meno e quindi non circola proprio un bel niente. Mah, vediamo pure dove ci porterà tutto questo, ma io sono alquanto pessimista!!!
    Ciao, Pat

    • popof1955 ha detto:

      Oggi ho fatto il pieno di gasolio a 1,55 €/l, un anno fa era a 1,72/l. Sempre oggi in assemblea abbiamo approvato un accordo che ci vedrà lavorare 2 ore settimanali in più a parità di stipendio, per mantenere i livelli occupazionali. Qualcosa di simile è stato siglato anche alla Elettrolux e in tante altre aziende.
      La crisi attuale ha lo scopo di erodere le conquiste degli scorsi anni, in cambio viene data una parvenza di sicurezza o continuità del posto di lavoro perchè fuori dai cancelli c’è l’esempio di chi un lavoro non lo ha più e le garanzie sociali si assottigliano.

  3. arielisolabella ha detto:

    Che meraviglia di foto …quasi quasi mi scordo di tutto!

  4. ili6 ha detto:

    Mi mancavano i tuoi post di economia politica, sempre chiari e completi. Concordo in ciò che dici. Il problema sta soprattutto nella precarietà del lavoro, anche in quello che oggi sembra sicuro, ma che avvertiamo comunque a rischio e sta anche nel diminuito potere di spesa, per sempre maggiori tasse e spese obbligate. Le medicine, ad es: con le nuove pessime riforme di questi mesi, sei costretto a pagare una miriade di farmaci importanti che prima pagavi solo con ticket. E poi c’è il grande problema della TRacciabilità. Tu lo accenni nel post, ma questo è il serio problema: molta gente i soldi li ha, li ha come li aveva 10 anni fa, frutto di risparmi e oculatezze, ma ora ha PAURA di spenderli, perchè in Italia chi spende certe cifre entra immediatamente sotto controllo fiscale. Mi dirai che chi non evade le tasse non ha nulla da temere da un controllo. Eh no, ti assicuro che non è così perchè “quelli” qualcosa da ridire la troveranno sempre!

    • popof1955 ha detto:

      Non credo nella paura di spendere per evitare controlli fiscali, o meglio non ha senso visto che il controllo non è più solo sulla spesa ma anche sul risparmio. Questo è un fatto negativo in quanto sottrarrà denaro agli investimenti, basta pensare al fatto che ai costi di un conto corrente, da quest’anno si aggiungeranno 34,50 € d’imposte per una giacenza media di 5000€.

  5. E’ un cane che si mangia la coda..

  6. fausta68 ha detto:

    Da tanto tempo leggevo i tuoi commenti nei blog di alcuni amici e finalmente sono passata qui dal tuo, bellissimo e interessante. Ho tanto da leggere…mi sono iscritta e andrò in giro a curiosare…
    Buona giornata!

  7. giselzitrone ha detto:

    Liebe Grüße und ein gutes Wochenende.Gislinde

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