La grande bellezza di un brutto film

Se un film non ti cattura alle prime immagini, ci puoi mettere il cappello che vuoi per nascondere il grigiore, è inutile quello prima o poi viene fuori.  Vincere un Oscar è la  grande ambizione di attori e registi, specie se si tratta di un premio assegnato nella patria del cinema, fiera delle vanità.

Quando  dopo i primi fotogrammi un film non affascina non vale la pena che si sprechi tempo a stargli davanti. La vista e l’udito ne soffrono, come pure il cervello che è una seconda pancia ed ha bisogno di soddisfacente nutrimento. Ho la sensazione che gli americani, padroni di casa a Hollywood ogni tanto si facciano beffa dell’arte altrui assegnando il loro premio a un film vacuo, inutile e stereotipato. Certo avrà contribuito al suo successo il titolo, nato dalla reminiscenza  della Dolce vita che è diventata la Vita è bella per finire in Grande Bellezza senza passare dal Paradiso. 

Ho abbandonato la visione alla prima pubblicità della Mediaset che, intervenuta dopo circa 30 minuti, non ha spezzato nessuna magia perché non c’era magia. Non credo di perdermi niente a stare a scrivere anziché vedere come va avanti. Di Servillo ho visto film migliori ed emozionanti, sarebbe stato più dignitoso assegnargli il premio alla carriera e non a questo lungometraggio in cui le immagini minimaliste e al tempo stesso colorate fanno a pugni con musiche che cozzano tra di loro su un pentagramma cacofonico. Non c’è un disegno sonoro organico che catturi l’udito, i dialoghi si perdono nel nulla.

Forse come film vuole essere solo una provocazione, era proprio necessaria? Veniamo da vent’anni di accozzaglie sociali che ci hanno sprofondato in un limbo. Di questa grande bellezza ne avrei fatto a meno.

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

35 thoughts on “La grande bellezza di un brutto film”

  1. Io non l’ho guardato perché ho seguito la seconda parte del “Giudice Meschino”, ma mi sto addormentando, è lentissimo!!! Però leggendo la tua “recensione” uno se anche ha la possibilità di andarla a vedere, gli passa completamene la voglia!!🙂
    Ciao, Pat

    1. Mi dispiace che possa passare la voglia di vedere un film per un mio parere negativo mentre spero di trovare parere positivi che possano convincermi a tentare di vederlo. Avevo un’amica che impazziva di gioia quando andava al circo, da lei ho imparato a calarmi nella finzione ed accettarla ed anche a divertirmi. Il cinema è un circo che ruota intorno ad una storia e trasmette emozioni, chissà forse è per il fatto che quanto rappresentato da questo film è lontano da me che non mi è piaciuto, ma nemmeno Barry Lyndon è un mondo vicino al mio, eppure l’ho visto non so quante volte con la stessa emozione.

  2. Io ci ho provato ma mi sono addormentata e mi sono svegliata che era iniziato il film dopo😀 Non fa rima ma lo chiamerei “la grande noia”. Ciao Popof, buona giornata.

    1. Io non mi sono addormentato solo perchè ero particolarmente irritato dalle scene e dalle musiche, se non scrivevo qualcosa per liberarmi dallo stato di fastidio che mi aveva lasciato addosso, non sarei nemmeno riuscito a dormire.

  3. Sicuramente “La grande Bellezza” ha avuto più gradimento all’estero e in particolar modo negli Stati Uniti. Forse agli italiani non è molto piaciuto perché Sorrentino parla della perdita della Grande Bellezza, dell’Italia ridotta in macerie, non c’è una vera storia con inizio e fine da raccontare, la sua storia è circolare dove tutto ritorna in un susseguirsi di cartoline e d’immagini forti. Un film da vedere al cinema, ogni interruzione spezza la magia che le immagini riescono a creare…
    Un saluto Popof

    1. “La fantasia e la concretezza” è il titolo di un saggio di Domenico De Masi che da qualche tempo sto leggendo e viste le dimensioni lo leggo lentamente. E’ un testo che ha una decina d’anni, ha preconizzato i tempi della crisi attuale e indica nella ricerca del bello una delle vie per l’uscita dalla crisi. Abbiamo davvero perso il senso del bello? Mi piace la tua visione, ma non penso che abbiamo perso il senso del bello, anzi ne siamo continuamente alla ricerca e lo dimostrano le lunghe file alle mostre d’arte o l’attenzione che si riserva a chi segnala un evento culturalmente valido.
      Ho pensato anch’io che vederlo al cinema può dare un’enfasi maggiore alle espressioni visive, in fondo un film nasce per il cinema dove i sogni si materializzano su uno schermo che nessuna casa può ospitare, lo stare con il naso all’insù non è come stare in poltrona, l’esperienza è diversa e così le emozioni. Ma come ho detto in un altro commento il film mi aveva irritato.

  4. Io vado ad istinto,e questo film non mi piaceva già dal titolo.
    Per cui non mi sono disturbata neppure a vedere l’inizio ,ed ho utilizzato le 2
    ore della durata leggendo un buon libro.
    liù

    1. Non so se la pubblicità assillante faccia bene o male a certi prodotti, fatto sta che il sentirne insistentemente parlare in TV, alla radio e sui giornali, mi aveva incuriosito, forse anche peer questo la delusione è stata maggiore.

  5. Come film, nel complesso, non mi è piaciuto un gran chè, ma ho trovato Servillo e la figura di Gambardella, davvero straordinario, con la sua ironia, la capacità di indossare una maschera a seconda delle varie occasioni…..e la triste consapevolezza di far parte di un mondo vuoto e pieno di tentativi per rimanere “in vista” ed essere sulla cresta dell’onda nonostante il declino…..

    1. Ho visto poco del film, mi era piaciuto l’inizio con un epitaffio che si componeva pian piano, mi aspettavo uno svolgimento diverso a cominciare dalle musiche, una raffigurazione dalla vita reale che non appartiene ai più perchè impegnati in cose terra terra e che la notte non han tempo da perdere con polveri anestetiche ma devono riposarsi per recuperare le forze idonee ad affrontare il giorno dopo. Ho visto poche scene, forse come dici tu Servillo ha voluto sintetizzare un mondo che invecchia e non coglie la peculiarità dell’invecchiamento che è esperienza di vita e di bellezza, e per sfuggire all’invecchiamento si rifugia nell’ombra notturna che nasconde le rughe che mostra il giorno.

  6. A me è piaciuto, sia Sorrentino che Servillo sono stati in grado di dimostrare al meglio la decadenza della società e la tristezza che l’accompagna, con toni volutamente altrettanto decadenti e a tratti grotteschi, c’è una tristezza di fondo insita nella trama e una noia che alla fine è rappresentativa della noia di vivere una vita che di bello non ha nulla, in cui tutto si riduce a finzione e a mera apparenza. Infatti la grande bellezza è la protagonista assente.

    1. Son contento che tu ne parli bene, in parte ti rimando a quanto ho scritto a Lucia e ti ringrazio per la visione di assenza di bellezza che rimarchi.
      Stamattina riflettevo sul fatto che di tutto il reale che ci circonda quello che più ci arricchisce e affascina è il pensiero, ovvero l’unica cosa che fisicamente non esiste, che sia proprio questa la nostra essenza?

    1. Molto simpatico il tuo commento🙂 Dalle sale è uscito da un pezzo, semmai sull’onda dell’Oscar lo riproporranno, ma non penso che andrà come con la Vita è bella che anche ad ogni riproposizione televisiva fa audience.Ecco a proposito di quel film, quando uscì corsi al cinema subito e ne fui entusiasta, non tanto per la storia ma per una cosa che non ho letto su nessuna nota critica, ovvero che molte situazioni, espressioni e tratti scenici fossero la riproposizione di tratti tipici del cinema di Benigni che in quel film da Oscar ha sintetizzato parti di suoi film precedenti, quasi a farsi beffa di chi lo avrebbe votato.

    1. E questo è il terzo commento che leggo on argomento il sonno, vuoi vedere che da un’indagine di mercato vine fuori che ieri si son consumati meno sonniferi che non in una serata di normale bellezza? Scherzi a parte si vede che il film non riesce a catturare l’interesse. Forse come ha scritto qualcuno va visto su grande schermo, e in effetti per quel poco che ho visto alcune immagini avrebbero meritato il cinema e non la tv, forse … ma per me resterà un dubbio, non andrò di sicuro al cinema dopo questa prima visione parziale.

      1. Vedi il cinema è fatto di immagini, ha bisogno di essere mostrato con i supporti tecnici giusti. Io ho avuto una grande delusione e irritazione subito alle prime scene … e già in questo riconoscere le scene c’è da riconsiderare il ruolo che ha il cinema. Anche la commedia greca si nutriva di scene, unità di tempo e di spazio. In quest’ottica ci sarebbe da dire che Sorrentino ha voluto rappresentare in metrica cinematografica uno spazio e un tempo a noi attiguo. Uno spazio e un tempo che a me e vedo anche a te non piace, che è lontano ed è bene che ci resti, ma sta lì, ad infrangersi come un’onda contro i duri scogli della nostra esistenza normale.

  7. Sono del parere che un film per vincere un oscar debba piacere a molti e questo non ha entusiasmato il pubblico l’ho trovato molto lontano dal mio mondo fatto di semplici cose dove non hai il tempo per pensare alle cazzate ma nelle difficolta riesci ad amare la vita e a apprezzarla nella sua grande bellezza ciao

    1. Il cinema americano oltre che di sceneggiatori ed attori si avvale della collaborazione anche di psicologi e sociologi, sul palco del teatro dove si celebra la premiazione non salgono mai, lavorano dietro le quinte, sanno come lavorare sulle emozioni del pubblico, ecco visto che uno degli scopi proclamati dal film è quello di promuovere il made in Italy nel mondo e quindi contribuire a combattere il dramma della disoccupazione, non sarebbe male che il cinema italiano facesse come gli americani e desse lavoro alle due categorie. Ho visto film che mai mi sarei sognato di vedere, come Titanic ad esempio, ecco li il lavoro psico/sociale credo proprio sia stato ampio, non annoia e coinvolge anche se è qualcosa di distante nel tempo e nello spazio.

      1. Stasera a tavola si parlava ancora del film, mentre io l’altra sera scrivevo qualcun altro lo ha visto tutto, e ne ha apprezzato alcune cose. Tra me e me consideravo una cosa, ovvero come sarà il vedere o rivedere per me certe immagini tra 20 o 30 anni. A quel tempo. tra 20 o 30 anni (con scarse possibilità di esserci) sarà una testimonianza del periodo che storico che noi viviamo e da cui il cielo spero voglia tenermi lontano.

  8. Ciao
    Non l’ho visto e neppure mi attraeva…leggendo poi quanto scrivi non andrò di certo a vederlo….già al cinema ci vado proprio poco ma quelle poche volte non è che trovo belle storie…
    Buon pomeriggio di sole!

    1. Mi dispiace Mariella, non fidarti del parere di uno soltanto, se la visione non mi avesse irritato non avrei nemmeno scritto il post, ma non so tenermi le cose dentro e ieri sera se non mi fossi sfogato con il post avrei sentito il peso frustrante della delusione a lungo.

  9. Ieri sera non ho potuto vederlo e da quanto leggo pare che non mi sia persa tanto. La curiosità, però, ce l’ho e se dovesse capitarmi magari lo vedrò, fosse solo per Roma e le sue bellezze.
    Do oscar e robe varie non mi sorprendo più dopo il Nobel per la letteratura dato a Dario Fo (che non riesco a leggere) e la candidatura al nobel per la pace 2014 a Putin (che non vede l’ora di sparare cannonate ovunque!).
    Su sky sta passando “la migliore offerta” di Tornatore, se non lo hai già visto, come giallo psicologico merita le 2 ore di visione.
    ciao, buona serata

    1. Ho, anzi abbiamo io e mia moglie programmato una vacanza a Roma in primavera, oggi mia moglie dopo aver visto il film mi ha chiesto se rimetterci i soldi della prenotazione era troppo. L’ho tranquillizzata, ma nei prossimi giorni dovrò proporle la visione di To Rome with love di Allen o un altro film di cui non ricordo titolo e autore ma con una fotografia stupenda.
      Hai ragione sui premi, dietro ci sono sempre sponsorizzazioni commerciali. Nel caso di Fo so che il Nobel gli era stato annunciato diverse volte senza esito, a me il suo teatro piace molto, qualche suo scritto l’ho letto e penso che non esistendo un Nobel per la commedia gli sia stato assegnato quello per la letteratura come ripiego.
      Grazie per il consiglio su Tornatore, se non lo ritrovo in tv spero che ne permettano la visione on demand, ultimamente sky sta dando più spazio al buon cinema europeo, spero continui.

  10. Anche io. Sono stata criticata perchè “non capisco niente”!
    Ma ho risposto che ho l’intelligenza di capire che un film che ha preso l’oscar proprio NON MI PIACE!
    Luna

    1. Un film per essere capito deve coinvolgere ed emozionare. Le prime espressioni agli inizi del cinema erano le risa e il pianto, il cinema è come un sogno che viene proiettato sullo schermo e come ci svegliamo trepidanti da un sogno lo stesso accade con i film. Ricordo da ragazzino che quando si usciva dal cinema si continuava per strada a tirar di scherma come Zorro nel film, che a casa si giocava a far roteare le pistole giocattolo e girare il lazo come i cow boy … dopo la Grande bellezza che sarebbe restato da fare? Ballare la lambada😉 ?

    1. Ma dai con tutta la pubblicità di cui era condito quale occasione migliore per Mediaset se non quella di trasmettere un film con poche interruzioni pubblicitarie e tanta reclame dentro? Ho visto una scena verso la fine, girata nel retro di un bar con una montagna di birra Peroni e solo due sparuti clienti che bevevano birra. Quel muro di birra serviva a riempire la scena o a favorirne l’esport? Altre cose di questo tipo le avevo notate anche prima dell’abbandono (alle 21,56).
      Non dubito che visto al cinema di sicuro sortisca un effetto diverso, alcune scene hanno la necessità della proiezione nella giusta dimensione. Ma ieri sera mi chiedevo durante la visione: sento davvero il bisogno di sapere come è fatto dentro un certo mondo? Ecco non so se è veramente un bel film, se è una denuncia sulla perdita della bellezza o una provocazione, le musiche tecno con i bassi elevati all’inverosimile di sicuro mi hanno infastidito molto, se immagino quei suoni nel dolby surround avvolgente di una sala cinematografica sto male al pensiero.

  11. Ho letto con un certo stupore, essendo tuo affezionato lettore, questo tuo “sfogo” (come tu stesso l’hai chiamato).
    Secondo me ti sei accostato al film con aspettative diverse e con animo mal disposto.
    Sebbene non nego infatti che il cinema (come ogni altra forma di arte) possa piacere o non piacere e che possa dare emozioni diversissime a persone diverse, mi sembra che la tua reazione sia troppo assoluta e abbastanza ingiusta.
    Secondo me il film, pur non essendo un capolavoro assoluto, è molto bello. Non ha una trama, non è un film di azione (e quindi qualcuno può pure addormentarsi), ma espone una tesi ben precisa che il titolo (bellissimo anche lui) già introduce bene.
    Per me, che amo incondizionatamente Fellini, vedere questa attualizzazione della Dolce vita è stato bello e mi ha fatto riflettere su cosa è cambiato nella vita romana e italiana dal tempo della dolce vita a oggi.
    E poi Servillo è un gigante. Di questi tempi credo sia l’unico attore italiano degno di ricordare Mastroianni…

    Un discorso a parte va fatto per gli Oscar. Il cinema americano è generalmente molto attento ai gusti del pubblico, e il lavorio di psicologi e esperti che tu citavi è presente ed è un importante ingrediente nella costruzione dei blockbusters ai quali siamo abituati ogni anno, e che – più o meno – sono sempre ben rappresentati fra i vincitori dell’Oscar. Per quanto riguarda gli oscar minori, e l’oscar per il migliore film straniero, invece, i membri della giuria si lasciano andare un po’ di più e, guardando un po’ meno al botteghino al quale questi film non contribuiscono più di tanto, si concentrano sulla qualità “artistica” del prodotto. Secondo me, nella grande bellezza il riferimento al cinema felliniano e alla dolce vita in particolare era così forte (e magari anche un po’ furbamente inseguito) che non poteva lasciare insensibili i membri della giuria…

    Per concludere (e chiedo scusa anche io per lo sfogo), ti suggerirei di tornare a vedere il film, magari al cinema perché uscirà di nuovo, ma godendotelo con animo sgombro da pregiudizi e senza inseguire una trama o una tesi, ma soltanto apprezzandone la metafora, ricercando il contrasto fra l’esagerazione autodistruttiva e la bellezza e i valori eterni.

    1. In effetti il mio sfogo era una ricerca di aiuto per capire il tuo commento mi fa comprendere meglio il film e capire che forse ho guardato il film con un certo pregiudizio dettato in parte dal battage pubblicitario che si era scatenato in quei giorni in cui tutti saltavano sul carro del vincitore. Grazie di quanto hai scritto.

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