Il sorrisino €urosarcastico dei misuratori di zucchine.

CatturaA me le scelte di Renzi non piacciono molto, anzi per niente, ma vedere la foto di quei due con il sorrisetto ammiccante (cliccando sulla foto ci si collega al filmato) perché si sentono forti di un’Europa che sa scegliere la dimensione delle zucchine o il diametro delle pizze, un’€pa che sa e tace sugli intrallazzi dell’expo prossimo venturo, un’€pa che si trincera dietro i numerini imposti dalla BCE e poi sfodera quel sorrisetto ironico che ricorda quello di Sarkozy e Merkel, il sorrisino  di quei due che devono dire grazie all’Italia che partorisce Draghi e non solo bungabungaman, mi ha dato proprio fastidio. Insieme a mister B ormai è sparito anche l’altro gigante del sorriso ironico Sarkozy, ma oggi quel sorrisino fra Barroso e Van Rompuy è davvero fastidioso. Certo l’eredità del ventennio nanista è dura, ma una volta tanto si sente qualcuno che mette sul piatto della bilancia non solo i peones che ogni giorno riprendono a correre per sopravvivere, ma ci mette anche i burocrati di Stato  con gli stipendi ultraterreni che sono un premio all’imbecillità fatta capanna (ogni pensiero agli ex presidenti di FS ed Alitalia è puramente casuale). Certo è vero facciamo ridere l’€pa quando notano che i nostri funzionari statali hanno stipendi annui che Obama non percepisce in tutto un mandato.

Diceva una regola che lo stipendio di chi stava al vertice di un’azienda non doveva essere superiore a venti volte lo stipendio di un operaio, regola semplice, se l’ultimo degli operai percepisce 1000 € al mese il massimo percepibile da chi sta al vertice sarebbe 20.000 € mensili, questa proporzione usata per secoli è venuta meno, tenuto conto dell’alto numero di dirigenti statali (comunali, provinciali e regionali compresi) che sono oltre questa soglia, una bella sforbiciata il governo presieduto da Renzi potrebbe darla, anche in considerazione del fatto che molta gente, con doti e preparazione superiore ai dirigenti attuali, sarebbe pronta a prenderne il posto, anche per un importo di molto inferiore a quello che attualmente elargiamo ai super burocrati di stato.

NB: €pa sta per €uro-pa

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

24 thoughts on “Il sorrisino €urosarcastico dei misuratori di zucchine.”

  1. Renzi è un “cazzaro” presuntuoso con qualcher scheletro nell’armadio. Ma quei due che ammiccano con sorrisetto di presa per il c..o, sono veramente odiosi!
    Ciao, Paolo. Buona notte e vuon fine di settimana.

  2. A me quei sorrisi non sono piaciuti, li reputo un’offesa al Paese Italia. Quell’aria di superiorità e sguardi complici tra Barroso e Van Rompuy, indirizzati a Matteo Renzi mi hanno tanto ricordato i vecchi tempi, quando Merkel e Sarkozy indirizzarono gli stessi sorrisetti ironici a Berlusconi. Non sono molto d’accordo con la politica di Renzi, ma approvo le sue affermazioni quando ribadisce che l’Italia non è lo zimbello d’Europa. Dell’Europa è membro dirigente ed esige massimo rispetto.
    Ho condiviso il post on fb, spero ti faccia piacere.
    Un saluto Lucia

    1. Grazie Lucia, siamo in sintonia su questo, e grazie anche ad Ariel che condivide. A me non piacciono i nazionalismi, ma essere trattato alla stregua di quella minuscola parte di italiani che ci hanno regalato un mare di appellativi mi fa un po’ incavolare.

  3. Renzi non mi piace…..prima di tutto perchè, anche lui, non si può di certo dire che sia molto pulito….e poi perchè è un pallone gonfiato, ma a parte questo ormai quelli dell’Europa hanno veramente rotto……sai dove possono metterseli i loro sorrisini???? 😉

    1. Però ha intuito, ha capito che stiamo finendo per sopportare poco l’Europa, in fondo spostare il nemico all’esterno è una buona tecnica per far digerire ai sudditi i tagli. Spero pero che presto dia disposizione ai suoi collaboratori di cercare di capire come mai tanti fondi europei non sono stati spesi o sono stati spesi male, come per i corsi di formazione fantasma e l’expo 2015.

    1. I risultati in Italia ci sono e ci saranno, è chiaro che chi ci rappresenta all’estero sono i nostri vertici, se loro non si meritano il rispetto perché troppo presi da affari personali non è un nostro demerito in quanto italiani, se non per il fatto che a delegarli siamo noi anche se con leggi elettorali che tengono conto di maggioranze minoritarie,

      1. Questo è vero, l’importante è che ingoino quei sorrisini. Sai che soddisfazione, soprattutto perchè significherebbe che si sono risolti i problemi. Cosa ben più importante. Buona domenica, Pat

  4. Caro Paolone,
    il tema dell’Europa capita proprio puntuale. Adesso si andrà a votare – a maggio prossimo – e sarà, diciamo così un bagno di sangue.
    L’Europa, per me, è indispensabile: questo lo premetto subito, perchè se l’Italia è uscita dallo stato medievale (ma ci è uscita veramente?) in cui versava negli anni ’70 del secolo scorso e se non ha fatto la fine dell’Argentina nel 1992 e nel 2008/2009, dobbiamo dire grazie ai lacci europei.
    Inoltre, ai nostri legami con l’Europa tanto stretti da strangolarci o quasi, dobbiamo (anche) altri due risultati straordinari:
    1. Il nostro potere d’acquisto è come quello di un francese, di un tedesco, di un inglese, un americano o un giapponese (+/-). Ci costa in termini di “manovre”, “vincoli” e “perdita di sovranità”, ma se ancora possiamo andare in giro per il mondo come cittadini del 1^ mondo (sempre +/-), lo dobbiamo ancora all’UE.
    2. Se l’Italia non è naufragata sotto lo tsunami berlusconiano, ancora lo dobbiamo all’UE, che ha rappresentato il parametro di raffronto, se non il “primo motore mobile (ma non era immobile, per Aristotele il primo motore della creazione?)” che ha spinto per tenere a galla la democrazia italiana (non sappiamo ancora se ci sia riuscita davvero. E, comunque, non lo ha fatto per generosità. Ma solo per convenienza: il mercato italiano è importante, non lo si può mandare a … farsi friggere. Una volta, avrebbero mandato un esercito di lanzichenecchi a conquistare le nostre contrade, dovendosi sobbarcare, però, anche l’onere di sfamare i morti di fame. Oggi, è più facile e meno oneroso, basta tener vivi i mercati/democrazia).

    Premesso questo, vado al punto.
    I sorrisetti (di oggi e di ieri), la teoria dei “compiti a casa”, eccetera.
    Mettiamo a parte l’arroganza sussiegosa dei politici (Sarkomerkel) e dei tecnici (Barrompuy) ed i sentimenti che ci provoca: quei sentimenti sono lo specchio dei sentimenti che l’Italia – giustamente , secondo me, ancora oggi – suscita in Europa: ma ci pensate, ancora siamo il paese il cui parlamento ha votato per “la nipote di Mubarak” e che parla impunemente di “4 golpe italiani”, “un complotto europeo” e di “colpo di stato dei giudici comunisti”. E non è il nostro popolo quello che sta per votare come primo partito alle prossime elezioni europee quello messo su da un imbonitore di piazza, ex comico, arricchito con i proventi di televisioni e pubblicità, reso celebre dalle amicizie con Pippo Baudo e i direttori generali RAI, e che oggi si spazza per un cristo sceso in terra assieme ad un sodale di cui nessuno, fino a pochi mesi fa, conosceva neanche il nome?
    Voi, ad un popolo così, non ridereste in faccia?
    Ma condivido che si tratta di arroganza, quando si mostrano quei sorrisetti stronzi.
    Sarkomerkel non sono molto migliori e neanche Barrompuy: scandali e incompetenza affliggono pesantemente anche loro, senza parlare dei deficit eccessivi che fingono di non vedere ed i tassi di crescita economica da prefisso telefonico.

    Ma quello che vorrei dire è che dell’Europa abbiamo bisogno.
    E che la linea cosiddetta “del rigore” non è altro che una delle linee politco/economiche possibili, quella di destra.
    E se la si chiamasse col suo nome, politica di destra, si potrebbe provare a costruire una linea politico/economica diversa (stavo per dire “alternativa”, ma mi mette quasi paura quel termine, siamo troppo mologati per usare un termine così normale, ma importante).
    Senza pensare ad alternative rivoluzionarie (ma in Sud America, ci stanno costruendo il boom dei Paesi emergenti di quell’area. Inoltre, cosa sono le politiche della Cina? Non sono alternative rivoluzionarie (o controrivoluzionarie, se vi va) che negano i principi “nostri”, tranne quello di arricchirsi? Quindi si deve tenerne conto, viste le dimensioni e la necessità di combatterle (o controbatterle) …
    Ma senza pensare ad alternative rivoluzionarie, si può parlare di alternative.
    Quelle di Giappone e Stati Uniti, per esempio.
    Espansive e forse (quasi) iperkeynesiane.
    La cosiddetta “patrimoniale” (che per esempio ha inasprito Cameron, noto comunista inglese infiltrato tra i conservatori) è la forma privilegiata di tassazione preferita dai capitalisti americani ed europei e ce la consigliano vivamente…

    Voglio ancora dire che un’Europa senza democrazia non può andare avanti: a maggio sbatterà il grugno contro gli “euroscettici” perchè il voto di maggio non serve a niente o quasi: è solo il megafono di che vuole farsi notare perchè è escluso dalla tavola imbandita dei potenti veri. Che sono quelli che decidono.
    I potenti veri, oggi, sono quelli che decidono cosa devono fare gli altri popoli.
    Irlandesi, greci, portoghesi, spagnoli, italiani… ci sono altri che sono disposti ad obbedire senza dire la loro?
    La situazione di oggi è questa: a casa mia, stiamo pieni di debiti.
    Io guadagno più di tutti.
    Mia moglie, sopravvive facendo debiti, finchè può.
    Mio figlio ha smesso anche di fare debiti, vive facendo la raccolta nei cassoni dell’immondizia (comunque non riesce a morire di fame, non è riconosciuta l’eutanasia).
    Allora, io ho deciso che taglieremo i consumi di mia moglie, la meterò a fare la raccolta dei cassoni dell’immondizia e mio figlio lo castigherò mettendo una tassa sulla raccolta nei cassoni dell’immondizia.
    Io posso stare tranquillo.
    Presto, redenti, mia moglie e mio figlio, spossati e felici, torneranno a chiedermi in prestito la macchina e forse gli pagherò una serata al cinema.
    Tanto, sono l’unico ad avere macchina e biglietti.
    Se questa famiglia rispecchia le politiche europee del rigore, mi viene il dubbio che si possa/debba prestissimamente cambiarle!

    Infine Renzi (solo un flash): non vorrei mai che fosse la famosa rana dalla bocca larga
    (per una versione simpatica della storiella cliccare qui:
    http://web.tiscali.it/bettinelli/la%20rana%20dalla%20bocca%20larga.htm)

    Caro Popof, scusa sempre l’invasione!

    Un caro abbraccio
    Piero

    1. Molto bella e calzante la metafora della famiglia, mi verrebbe voglia di riscrivere il post aggiornandolo con il tuo commento, ma vedo che chi passa di qua legge anche i commenti.
      Hai ragione sul potere d’acquisto, abbiamo una grande moneta a cui non diamo il suo giusto valore, ma mi sembra anche che nel resto d’Europa la tassazione sulle cose sia realizzata meglio che non da noi dove si tassa di più il reddito da lavoro e ill risparmio che non il consumo. Ho ancora in tasca due scontrini fiscali con cui pensavo di farci un post: uno rilasciato alle 11,00 del mattino a Cefalonia, è particolare perchè porta stampigliato il n. 1 della giornata e prima di me era passata a pagare tanta altra gente, uno scontrino abbastanza normale nel prezzo ma con una grande erosione fiscale dentro. L’altro è della stessa ora e rilasciato a Bergamo, un conto esoso: un cappuccino, un caffè, una brioche e un’acqua minerale € 12,50, solo che alle 11,00 del mattino reca il n. 258: ancora non so decidermi a quale dei due dare la preferenza, ma una cosa è certa il bar di Bergamo da lavoro ad almeno 15 persone, è anche vero che quelle 15 persone pagheranno un’irperf superiore a quella sui gioielli, corrisponde alla tassa sul cassonetto della tua metafora😉

  5. Non c’è dubbio, quei sorrisini sono fastidiosi.
    Non c’è dubbio, la politica europea è poco lungimirante e non aiuta una crescita distribuita.
    Ma se ci facciamo un esame di coscienza, cosa penseremmo noi di un Paese che dà le prove di inaffidabilità politica che ha dato l’Italia negli ultimi decenni?
    Io la penso esattamente come Piero, del quale sottoscrivo ogni parola.
    Adesso abbiamo le elezioni europee, forse non contano granché, ma se crediamo minimamente in questa istituzione cerchiamo di mandare al Parlamento dei rappresentanti minimamente credibili. L’elenco di quelli attuali sta qui: http://www.europarl.europa.eu/meps/it/search.html?country=IT
    Io penso si possa fare qualcosa di meglio. Ma se guardo i primi nomi che girano, come potenziali candidature, non mi sento molto tranquillo…

    1. Non ho trovato una faccia conosciuta in quell’elenco ma molti cognomi conosciuti si, mi verrebbe da dire che abbiamo esportato il nepotismo nell’eroparlamento forse è anche per questo che non gli diamo molto credito.

  6. Che devo dirti… non riesco a farmelo piacere nemmeno io. Ho un’amica (compagna di classe delle superiori) con la quale in fatto di politica sono sempre stata abbastanza in sintonia… da quando è uscito sto Renzi, lei è diventata una delle sue fan più accanite (con tanto di farsi anche quel centinaio di Km per andare a Firenze alle convention). Io, nonostante conosca lei, abbia sempre apprezzato i suoi giudizi e capacità di ragionare (cose che in qualche modo potrebbero “pesare” sul mio punto di vista: “Se I. la vede così, probabilmente qualcosa di buono in quel tizio c’è”)… ecco, non riesco lo stesso a farmi piacere Renzi. Non mi convince, punto.
    Ti lascio immaginare, poi, da quando ho letto che vuole aumentare i finanziamenti PUBBLICI alle scuole PRIVATE (proprio quando la scuola pubblica fa sempre più schifo perchè “mancano i soldi”)… m’è finito non sotto i tacchi, pure più giù.

    1. Sicuramente le proposte che avanza le fa con un occhio alle elezioni. Ha buttato giù un sacco di proposte, a parte la scuola molte fanno effetto. Pensa, cosa accadrebbe se non venisse approvata una delle riduzioni di spesa che prevede? Punterebbe alle elezioni sapendo che potrebbe puntare il dito conto amici ed avversari, anzi più verso gli amici che rappresentano il suo vero bacino di voto in cui andare ad attingere, perchè Renzi è europeo ed antieuropeo, rappresenta il PD ma lo vorrebbero in FI, ha una grande capacità persuasiva e una tecnica retorica consolidata.
      Tra ieri e oggi i giornali han parlato della faccenda prepensionamento per gli statali. Sembra assurdo per chi dopo 39 anni di lavoro presso privati deve continuare ad oltranza, come me e penso tuo suocero. Eppure sai una cosa? E’ una buona mossa, perchè il prepensionamento degli statali consentirebbe ad un po’ di giovani di accedere al lavoro nella p.a., se la stessa cosa la proponesse nel privato si e no ci sarebbe un nuovo assunto ogni 6 dimessi. Insomma sa fare bene i suoi conti, lui avrà 60 anni nel 2045 e per allora la gobba pensionistica s’invertirà, il suo elettorato per il prossimo ventennio gli sarà coetaneo e non tenderà a diminuire, io nel 2045 con buone probabilità non ci sarò, ma vedrai te che sei giovane, che nel 2040 prometterà la diminuzione dell’età pensionabile. Il ragazzo ha un futuro smagliante, sa bene quando è il momento buono per girare le bistecche sulla griglia, e le bistecche siamo noi😉

  7. Questa gente non la sopporto più! Credono che la loro posizione di superiorità sia intoccabile, ma le cose potrebbero cambiare, poi vedremo se avranno ancora la possibilità di ridere.
    Ciao Paolo, buona serata🙂

    1. Il parlamento europeo ha un ruolo centralmente periferico, lo sentiamo lontano e da delle direttive, tranne pochi sono quasi tutti sconosciuti ai più, eppure i loro voti contano decidono le sorti della gente e ci fanno navigare dentro una crisi perenne in nome della stabilità dell’€, una moneta forte che paghiamo con una lotta forsennata contro l’inflazione mentre aleggia il vento deflattivo e dove chi ha moneta può comprare qualsiasi cosa a prezzo scontato.
      Buona domenica Emilio, ciao.

  8. Sorrisetti irritanti che infastidiscono. Sappiamo che in parte ce li meritiamo, ma sappiamo anche che abbiamo e stiamo facendo ciò che ci comandano, con fatica, sacrificio e scarse prospettive.
    Renzi…non lo so, uno dei tanti, immagino…idem i candidati europei…la politica è ormai sotto i tacchi. Purtroppo.

    Buona domenica sera. Ciao

    p.s. “la primavera è un canto” : hai scritto un bellissimo commento. Grazie🙂

    1. E’ bello poter andare in giro per l’Europa senza salvacondotti e con una moneta sola, ma come dice Piero con la sua metafora, non si può pretendere di essere capifamiglia imponendo sacrifici ai famigliari, altrimenti viene fuori solo un rigurgito alla francese.
      Grazie per aver apprezzato il commento, il merito è anche di tuo che mi hai stimolato😉

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