Quando piove In Piazza San Pietro …..

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Mi ci hanno portato, mi hanno costretto, ma fotografarli è stato un divertimento. Pioveva a dirotto quel mattino del 23 aprile, ma loro a vederli nei loro burqua di cellophane erano felici. Ci mancava solo che il Papa spiccasse il volo, non si sarebbero meravigliati, sembrava il minimo che potesse succedere.

Per entrare nella piazza ormai serve il numero, tanto che mi è venuto il dubbio che la sua elezione l’abbiano sponsorizzata le associazioni dei ristoratori, degli albergatori e dei commercianti romani: mai vista tanta gente a Roma come un mese fa.

Tutti incantati da questo Papa che parla alle teste prima che ai cuori, qualcuno non l’ascolta e gli fa i dispetti: un certo Bertone pare abbia acquistato un mega attico proprio di fronte al suo monolocale. Antico dilemma: Cristo era prorpietario della propria tonaca o era solo un mezzo per coprirsi? E allora perchè se la giocarono ai dadi?

Per vedere tutte le foto occorre cliccare sull’immagine proposta per essere dirottati su OneDrive, buon divertimento.

La Lotta

L’amico Diego ha raccolto una testimonianza del passato partecipandola al popolo del web, una storia semplice che si legge d’un fiato e lascia attimi di riflessione lunghi come un respiro dopo un’apnea.

 

appunti, semplicemente appunti

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Realizzerò una privata versione cartacea, ma per chi s’attarda in queste mie irrilevanti pagine sul web, è disponibile, ovviamente gratis, scaricabile da qui.

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Target2 il procuratore di debiti (in maniera semplice)

 

Percorrendo in tram via Porpora a Milano, una strada che unisce i piazzali Gobetti e Loreto, gli occhi al solito fanno avanti e indietro nel leggere le insegne che appaiono oltre i finestrini, molte sono banche ovvero come dice il dizionario, “istituti finanziari che possono essere pubblici o privati e che si pongono come intermediari tra risparmiatori e produttori: d’altronde scopo di una banca è raccogliere denaro e concedere prestiti in cambio di un _DSC0221 (427x640)interesse.” Sin qui ci siamo, ma poi ognuna ha un suo nome che ne caratterizza la vocazione: istituto di credito, cassa di risparmio o anche rurale o artigiana, banca popolare, banca del monte e via dicendo. Dietro ad ogni nome ognuno si fa un’idea, in fondo sono solo dei marchi. Prendiamo quella di cui sono cliente, si chiama Banca Intesa: tra via Porpora e piazzale Loreto si contano 7 filiali dopo gli assorbimenti da parte della CARIPLO dell’Ambrosiano e la fusione con l’Istituto San Paolo, nel suo nome unisce il termine “banca”, come dire custode, mentre “intesa” secondo me si riferisce a quel punto d’incontro tra domanda e offerta del credito. Mi trovo bene o male ad esserne cliente? Non importa, io ho la mia convenienza e lei la sua. Chi ci guadagna? Sempre lei, naturalmente ci intendiamo.

Tornando alla nomenclatura le banche sono anche dette istituti di credito, perché? Non certo per magnanimità, non sono istituti di beneficenza. Sono istituti di credito in quanto concedono prestiti e mutui, ovvero i loro migliori clienti contraggono debiti da restituire: quanto maggiori sono i crediti di una banca tanto maggiori sono i suoi guadagni. Viceversa qualora il cliente della banca effettua solo depositi, la banca è in debito verso questi e gli riconosce degli interessi. Ecco che si spiega la differenza sostanziale tra una tessera bancomat in cui la banca è debitrice verso il cliente (detta carta di debito) e una carta in cui la banca concede credito e il cliente è debitore (detta carta di credito).

Quindi aver credito attraverso una carta significa un’attività utile alla banca per incassare gli interessi d’uso del denaro, viceversa il conto attivo di un cliente è un debito per la banca verso il cliente.

Detto questo cosa succede quando effettuo un prelievo bancomat presso una banca diversa da quella in cui intrattengo il conto o quando emetto un assegno o faccio un bonifico? Sono soldi che si spostano da una banca all’altra compensandosi sin dove è possibile. Ora allarghiamo la visuale, siamo in Europa, possiamo pagare e comprare in 27 paesi diversi merci prodotte in altrettanti paesi. Quante combinazioni si possono realizzare? Basta fare 27 al quadrato, cioè 729 combinazioni. Quante banche e quanti sportelli ci sono in ognuno dei 27 paesi? Un numero astronomico. Come mettere d’accordo tutti? Quante camere di compensazione ci dovrebbero essere? A questo la BCE ha provveduto grazie al sistema TARGET (Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer System) già nel 1999 con l’Europa a 12, sostituito nel 2008 da TARGET2. A cosa serve questo sistema o cervellone? Serve per dare esecuzione ai pagamenti interbancari nell’area dell’euro in condizioni di sicurezza, affidabilità ed efficienza. Ha reso possibile la conduzione efficace della politica monetaria unica all’interno dell’area euro e, al tempo stesso, ha dato un rilevante impulso al processo di integrazione finanziaria e commerciale tra i paesi partecipanti. Per approfondimenti cliccare qui.

Ora proviamo ad immaginare che acquisto in Germania una macchina fotografica (ma lo stesso con un giro diverso avviene se acquisto a Cefalù una fotocamera prodotta in Germania o altrove) e la pago utilizzando la tessera bancomat. Il pos del commerciante trasmette alla mia banca in Italia l’ordine di trasferire 500 € alla banca tedesca. A questo punto entra in ballo TARGET2, perché quel che prima era un debito per la mia banca nei miei confronti, cessa di essere tale e diventa il debito di una banca tedesca nei confronti di chi mi ha venduto e prodotto la fotocamera. Per riequilibrare il tutto TARGET2 ordina alla banca tedesca di liberarsi di quei soldi e di acquistare debito italiano, così facendo e solo a questo punto la banca tedesca si trasforma in creditrice del debito italiano.

L’inverso avviene quando in Austria, in Germania in Olanda ecc. si acquista un prodotto italiano con un conseguente input elettronico. A questo punto è chiaro che il pagamento elettronico non serve solo per limitare l’evasione fiscale.Target2-1024x530