Viti maritate, viti vedove e Terra orfana

“Quand’ero bambina qui era tutto un filare di viti e peschi”. Una frase dentro una discussione mentre sei in attesa del tuo turno, una frase che è un flash di ricordi, di viti maritate all’olmo e al pero oltre che al pesco.

Il maritare la vite agli alberi era qualcosa di consueto ancora a metà degli anni ’70, lo si studiava anche a scuola, un metodo secolare per consentire alla fragile vite di stare in piedi avvinghiandosi alle piante da fusto. Poi la rivoluzione dell’agricoltura intensiva, i filari appoggiati ai pali, possibilmente bassi, ad una distanza tale da consentire il passaggio dei mezzi meccanici. Non si è pensato di adattare i mezzi alla necessità, si è sostituito un tipo di agricoltura con un’altra più intensiva e redditizia. Nel nostro vivere tutto deve essere fatto rapidamente e con meno braccia possibili, se domani il vento soffia forte e la pioggia batte intensa strappando tutto, c’è un’assicurazione che paga o l’Amministrazione Pubblica che riconosce lo stato di calamità.

vigneto collinare (immagine web)
vigneto collinare (immagine web)

L’immagine sopra, presa a caso tra le tante disponibili sul web, è un tipico esempio di tutte le zone collinari e alto collinari, adibite alla viticoltura intensiva: nessuna resistenza all’acqua. Dal Trentino alla Sicilia, nessuna regione esclusa, l’oro biancorosso deve essere prodotto massimizzando il profitto e collettivizzando le perdite, i greti dei ruscelli pulirli costa: ci pensa la pioggia a portar via sterpaglie e sassi che ostruiscono, a volte diventa tragedia e per coltivare intensamente la vite ci si rimette la vita.

Cattura
dalla home page del Sole 24 ore

PS: S. Ambrogio scrisse ( I sei giorni della creazione, 3,17,72):

“Chi non proverebbe meraviglia al vedere che dal vinacciolo di un acino la vite prorompe fino alla sommità dell’albero che protegge come con un amplesso e avvince tra le sue braccia e circonda in una stretta vigorosa, riveste di pampini e cinge di una corona di grappoli. Essa affonda dapprima la sua radice viva nel terreno; poi, siccome per sua natura è flessibile e non sta ritta, stringe tutto ciò che riesce ad afferrare con i suoi  viticci, quasi fossero braccia, e, reggendosi per mezzo di questi, sale in alto.”

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

3 thoughts on “Viti maritate, viti vedove e Terra orfana”

  1. Le coltivazioni senza rispetto per il territorio a lungo andare provocano danni e purtroppo si hanno tragedie come quest’ultima nel trevigiano
    Qui da me finalmente hanno pensato a ripulire i letti dei torrenti che sono quasi sempre asciutti ma quando arrivavano forti piogge si riempivano ed esondavano causando danni su danni…
    Ciao e buona serata

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