Come si sprecano le occasioni di pace

Il Papa lo scorso 25 maggio, durante la visita in Terrasanta ha lanciato l’appello/proposta o comunque sia, ha invitato palestinesi ed israeliani in Vaticano per firmare la pace. Il giorno dopo entrando nella Cupola della Roccia, uno dei lughi sacri dell’Islam ha tolto le scarpe. Mastico poco di  riti e religioni, ma dal 1972 ad oggi ho notato un particolare: tutte le volte che si avvicina la via della pacificazione in quel territorio, avviene un attentato o un’azione che ha lo scopo di allontanare la pace.

Ci hanno provato in tanti a stilare trattati e accordi, senza un risultato durevole, ma sarà per il carisma di questo Papa, per le semplici parole con cui si è presentato al mondo, che qualche speranza in più nel mondo c’era, o almeno in me. Però, visto che mi piace pensare una cosa e il suo contrario, dopo le parole papali di quella fine di maggio, tra me e me ho detto “adesso avverrà ancora una volta qualcosa che rimescolerà le carte”. E difatti il 12 giugno sono stati rapiti e dopo 12 giorni uccisi, tre ragazzi  israeliani. Poi l’uccisione di un ragazzo palestinese e tutto quello che è avvenuto dopo è cronaca attuale.

In questo mese e mezzo mi son chiesto: ma chi può essere così pazzo da rapire tre ragazzi della parte avversa senza pensare che il nemico non reagisca? Far durare un rapimento 12 giorni ha avuto l’unico scopo di essere teatrale per essere certi che lo sguardo del mondo si focalizzasse sull’evento, delle parole del Papa oggi ci siamo dimenticati tutti, la tragedia del popolo di Gaza ha cancellato tutto. I pazzi che hanno orchestrato la tragedia possono festeggiare la loro vittoria. 

Certo che se dovessero dare il nobel dell’imbecillità sarebbe difficile scegliere tra palestinesi e israeliani: settantanni di carneficine senza rendersi conto che il nemico lo hanno entrambi al loro interno, un nemico fatto di rancore e odio, che si alimenta della paura che serpeggia tra le strade e la vita e che anche da noi trova sostenitori di una o dell’altra parte: a distanza di sicurezza è tutto più facile.

Certo non è cosa semplice scovare i nemici al proprio interno, poi una volta trovati che cosa se ne fa? Ci si trasforma in aguzzini o li si tiene in prigione con la speranza che nessuno li aiuti a fuggire? In Italia contro il terrorismo le cose han funzionato, probabilmente perhé si voleva arrivare a sconfiggere il nemico interno, è così difficile farlo anche altrove o qualche razzo, missile o cannone è più difficile da scovare di una pistola?

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Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

3 thoughts on “Come si sprecano le occasioni di pace”

  1. Nei miei ricordi di bambina, c’è la guerra dei 6 giorni. Il conflitto tra israele e palestina è diventato un mantra che si ripete ormai da 50 anni. Francamente credo non ci sia volontà di pace, da entrambe le parti.

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