Castello Visconteo di Pagazzano

1-Castello di Pagazzano

In genere i castelli siamo abituati a vederli sui colli, eppure nascosti tra le brume della pianura ce ne sono decine. Le loro torri furono costruite per consentire un’ampia visione del territorio, le mura e i fossati furono costruiti per proteggere.

Con questo post voglio iniziare un viaggio disordinato in alcuni di questi castelli. Questo di Pagazzano è in fase di avanzato recupero, il Comune che ne è proprietario ne consente la fruizione, oltre che per visite guidate, anche per manifestazioni, come si può leggere nella tabella del tariffario.

Per la presentazione fotografica ho scelto l’immagine a mosaico che si vede, basta un click e si viene portati su   onedrive dove dove è visionabile l’intera cartella potendo anche scegliere il tipo di presentazione: sto esaurendo lo spazio su word press e adotto altre soluzioni.

Se invece si vuol conoscere un po di storia del castello e del luogo, basta cliccare qui e si va su wikipedia, dove come al solito si trova ogni notizia su qualsiasi cosa.

 

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

20 thoughts on “Castello Visconteo di Pagazzano”

  1. Mi piacciono molto i castelli e quando ne vedo uno abbandonato e lasciato andare in rovina mi piange il cuore. Molto bello questo che hai fotografato e mi fa piacere che lo stiano recuperando.
    Ciao, ti auguro una splendida nuova settimana.
    Pat

    1. Qui nella bassa pianura bergamasca ce ne sono molti e in buono stato anche per il fatto che nei secoli sono stati sempre utilizzati, in fondo, ed è stata la sensazione che ho avuto visitando questo di Pagazzano, erano strutture produttive in cui venivano prodotti e conservati alimenti, dal fieno per gli animali al vino. Oggi la vite in questa parte di pianura è quasi scomparsa (e con lei i peschi e i peri a cui veniva maritata), ma il grande torchio di cui è dotato il castello testimonia che vi si svolgeva un ruolo simile a quello dei moderni consorzi.
      Buona settimana anche te, ciao😉

    1. Più che dimenticati è l’incapacità di saperli inserire e valorizzare. In Francia ad esempio ho notato che per prima cosa mettono cartelli dappertutto per portarti a vedere un sasso di fama leggendaria (non storica), uno stagno anonimo o dei ruderi, e trovare qualcuno che ti spieghi un poco le cose diventa raro (in compenso i loro municipi sono antiche dimore nobiliari e le lasciano visitare e fotografare), però le agenzie del turismo ti danno opuscoli e consigli, itinerari ad hoc e via dicendo: il turista deve girare e se gira spende. Noi qui stiamo per iniziare l’Expo, inserire i castelli in un percorso “castronomico” (castello + cibo) sarebbe una cosa molto interessante e con un buon ritorno. A Pagazzano stanno pensando a qualcosa di questo tipo, ad esempio domenica prossima ci sarà una visita guidata con degustazione e concerto finale, ma questo lo so io che ci abito a 20 km e poi perchè sono andato a vedere su fb, sembra quasi ci sia paura di organizzare le cose più in grande.

  2. Ciao
    Che bello questo castello fa venir voglia di visitarlo,interessante l”iniziativa della visita con concerto finale
    Le foto su one drive sono molto belle!
    Buona serata qui siamo di nuovo con allerta meteo…..previsto pure mare con onde molto alte….meglio non guardare dalle finestre!!

  3. Quel che mi è piaciuto di più di questo castello è il suo recupero culturale e ambientale. La proprietà Comunale di certo garantisce la fruibilità degli spazi e sembra che i cittadini rispondano molto bene. A parte il sito ufficiale del Comune è molto più attivo quello in face book che puoi visitare a questo indirizzo, https://www.facebook.com/CastelloDiPagazzanoCiviltaContadina che già nel nome “civiltà contadina” mette in risalto le proprie radici. Nella pagina fb ho anche scoperto un gran numero di iniziative che hanno messo in opera, ma ripeto un poco più di pubblicità non farebbe male.

    PS: beata te che dalle finestre vedi il mare🙂 Spero che il maltempo in arrivvo non faccia danni. Ciao.

  4. Anche a me piace andare per castelli e mi piace ancor più quando noto cura e impegno per la salvaguardia della memoria e della cultura storica del luogo. In fondo questo oggi rappresentano i castelli. Che poi diventino anche luoghi di turismo e di intrattenimento culturale con mostre, congressi, iniziative varie, va benissimo.
    Vedere invece castelli sbriciolarsi e cancellarsi per incuria o per mancanza di soldi, fa male.
    Belle le foto:raccontano tante cose.

    1. Il mantenimento delle cose ha un costo, la scelta fatta dal Comune di Pagazzano per fortuna non è isolata, molte antiche dimore sono state rilevate dai comuni e ridate alla cittadinanza e spesso con grande merito. Spero solo che con la crisi che attanaglia le casse pubbliche qualcuno non pensi di fare bilancio vendendo pezzi di pregio

    1. E’ un bell’andare, la cosa che mi piace molto di questi tempi è la loro riscoperta e valorizzazione, anche perchè molti sino a una decina d’anni fa erano proprio conciati mali, investire sui “ruderi” da i suoi frutti.

    1. For Italy I know you have seen many places, certainly the most famous which are full of art (such as Venice or Rome), but Italy is dotted with centuries-old ruins, many are not accessible to the public, others stay out of the big routes. The area I live in is known for its industries and fog, but I assure you that surprises are reserved and always at the bottom of the blog is a way to discover another face of the land, with the same surprise that hits me when I step you and I see pictures of India and you present. hello🙂

    1. Ciao Harielle, grazie per l’apprezzamento, questa zona della bassa pianura bergamasca in effetti ne ha tanti, magari non sono molto conosciuti per il fatto che prima di essere fortificazioni o residenze nobiliari erano luoghi in cui si concentrava l’attività lavorativa e visti i tempi in cui furono realizzati, le attività produttive andavano anche difese e, visto che il potente di turno possedeva anche le armi, indubbiamente le usava pure per soggiogare le maestranze.

    1. Se ci fai caso buona parte dei castelli risalgono ai x secolo e con varie modifiche il grosso della realizzazione si conta in cinque/sei secoli. L’Italia (ma è meglio dire l’Europa) ne è disseminata, alcuni sono nascosti e conosciuti quasi solo dalla gente che vi vive vicino. L’epoca della loro realizzazione la dice lunga sul bisogno di sicurezza in secoli in cui il potere si conquistata con la forza.
      Adesso che ci penso a Bari non sono riuscito a visitare il Castello Normanno, d’altronde ero di passaggio durante il periodo militare e la sera come è consuetudine i musei son chiusi. Chissà se ricapiterò mai da quelle parti … ma chi lo sa, ho ancora nove mesi di ferie da fare (uno all’anno naturalmente😉 )

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