Democrazie, rappresentative o illusorie?

Da un po’ di tempo ascoltando il telegiornale o leggendo i giornali sento o leggo i propositi di alcuni parlamentari circa la promulgazione di una nuova legge elettorale. Tra gli altri ho sentito  il commento di uno che diceva che la nuova legge elettorale consentirà a chi vince di poter governare. Cosa vuol dire che sino ad oggi le leggi elettorali esistenti non hanno permesso di governare? Vuol dire che hanno consentito di esprimere solo dei propositi e delle promesse per un futuro migliore? Vuoi vedere che l’eterno problema della disoccupazione, delle comunicazioni, della scuola, dell’agricoltura, dell’industria e dei servizi sono colpa delle leggi elettorali?

Perbacco in Italia non ha mai governato nessuno. Ventisette Governi come se niente fosse. Andreotti era li di passaggio, mai avuto i numeri per governare con centoventi anni di permanenza parlamentare. Berlusconi i numeri li aveva, ha battuto il record di permanenza al Governo e un altro po ci faceva raggiungere la Grecia. Craxi aveva la coagulazione pentapartitica, sufficiente a cancellare l’adeguamento delle retribuzioni al costo della vita. Monti s’è trovato lì per caso ed ha adeguato l’età pensionabile alle aspettative di vita non potendo garantire per una pensione nell’aldilà. Amato fece un gran casino con i bolli delle patenti retroattivi. Prodi chiese i soldi per entrare in Europa e oggi tanti altri percepiscono stipendi, indennità e vitalizi indicando la via d’uscita ma senza individuare quella di sicurezza. Goria aveva anche lui una coalizione che doveva sanare i conti, è passato senza  lasciare traccia se non quella del Ministro Ferri che rallentò la marcia sulle autostrade non potendo migliorarne la percorribilità. Una marea di Governi che si sono avvicendati per arrivare all’alba del 2015 e cercare di capire come votare per non votare.

Sembra un gioco di parole, ma sembra anche che il proposito del Legislatore sia quello di emanare una legge in cui la disaffezione al voto e l’astensionismo siano il mezzo per vincere. In fondo con un’affluenza alle urne del 60% basta il favore del 22/23% dell’elettorato per affermare che si possiede il 41% della forza elettorale. Lenin si accontentava del 10% per fare una rivoluzione, era poco democratico.

Quindi per aprire la caccia a questo 22% (o 41% relativo) il sistema proporzionale viene giudicato troppo dispersivo, il maggioritario puro troppo rischioso e i premi di maggioranza fanno paura, forse perché qualcuno potrebbe anche pretendere un premio alla maggioranza del non voto. Alla fin fine un sistema di voto non è altro che un meccanismo che consente di trasformare dei voti in seggi, vale a dire altri voti per altre cariche, quelle che contano come quella Presidenziale che in varie occasioni ha consegnato la Presidenza del Consiglio a non eletti. Adesso capisco l’importanza di avere un Presidente non di parte e garante della Costituzione.La casa del Presidente: il Quirinale

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

20 thoughts on “Democrazie, rappresentative o illusorie?”

      1. Loro rubano i nostri soldi, ogni giorno viene una nuova tassa .. ma e sempre solo il piccolo prende qui la fregatura, tutto questo per me un dellusione, e se va avanti cosi vendiamo tutto e viviamo nel Camper.. come i zingari … almeno godiamoci di quel pocco che possiamo tenere in libertà… io non posso fidarmi di nessun governo del mondo

      1. sentendo le notizie dei radiogiornali (la tv l’ho lanciata qualche vita fa) a volte ho l’impressione che si stia accartocciando tutto ma non a livello italiano o europeo ma globale. Se uno solo si immagina di osservare la terra da fuori e di collocarla nel giusto punto dell’universo, si accorge della stupidità che ha raggiunto l’essere umano ora a dispetto delle incredibili potenzialità che invece lo caratterizzano…

  1. è molto ben fatto questo post…..lo siamo molto meno noi come popolo nel nuovo anno oltre ad una nuova legge elettorale avremo un nuovo Presidente, eh speriamo davvero non di parte e garante della Costituzione.

    1. E magari garante di tutte le componenti del mondo del lavoro, ovvero dei lavoratori che servono lo Stato sia di quelli che ci rimettono anche la vita per mantenere gli apparati di Stato, con una lettura della Costituzione dalla parte dei cittadini tutti. Ma questo potrebbe far parte di un prossimo post.

  2. I politici, compresi questi ultimi che ci stanno governando senza essere stati scelti e votati da noi, devono chiedersi perchè ci siamo disaffezionati al voto e alla politica. Che poi vigliano giocare sull’astensionismo non sorprende. Ormai giocano su tutto. E sono bravi a vincere con gli intrallazzi che fanno. Abili, molto abili :tutti, nessuno escluso.

    1. No Marirò, io non sono del parere che sono tutti uguali, se così fosse mi sentirei uno zimbello, non andrei a votare, non mi arrabbierei, non pretenderei il rispetto dei miei diritti. Ottempero ai miei doveri sia perchè non me ne posso esimere, sia perchè ritengo giusto fare. Ho abbandonato l’interesse politico di parte da tempo, come me in tanti, forse comincia a diventare indispensabile tornare a farsi sentire. Non ci sono solo furbi e fessi al mondo, semmai ladri e onesti. Fasciare tutta l’erba come gramigna fa solo il loro gioco di intrallazzi.

      1. Certo che in politica ci sono gli onesti e le persone serie. Non so dove stanno in questo momento, anzi, non so dove sono stati nascosti negli ultimi 20 anni, ma ci sono, guai se non credessimo a questo. Devono esserci, dovranno esserci. Il mio -tutti- si riferiva ai politici dell’ultimo ventennio, compresi questi governanti degli ultimi anni e di oggi, assolutamente compresi.
        Una democrazia che sta andando avanti a colpi di decreti e di seggi a chi vogliono loro è una falsa democrazia.

  3. Mah, a quanto pare non siamo stati governati fino ad ora, questa poi me la devono spiegare bene, perché proprio non la capisco.
    Che ci siano democrazie illusorie io sono propensa al sì, troppe diseguaglianze tra le persone, troppe leggi favorevoli a chi ha soldi e non a chi ne ha pochissimi.
    Non so, ormai la politica è solo meramente una parola, non saprei come definirla se non una gran presa per i fondelli nei confronti di chi ancora prova a dare fiducia a questi politici che dovrebbero rappresentarci, tutelarci ecc. ecc.
    Ci sarà veramente qualche cosa di buono questa volta se i cambiamenti che stanno cercando di fare vanno a buon fine?? Mah…… grande mistero..
    Ciao, buona serata. Pat

    1. La foto che ho messo in fondo all’articolo non è una scelta casuale, è anche un simbolo di democrazia intesa come libertà. L’ho scattata da un terrazzo al centro di Roma, poter fotografare la casa del Presidente per noi è un fatto normale, la libertà democratica è quindi un fatto normale come mangiare o bere, eppure il corpo di uno stato è composto da uomini con i loro pensieri e la propria etica e la propria morale. Molti di noi la morale l’hanno radicata nel profondo, il continuo ripetersi di eventi e fatti criminosi da parte dell’apparato è una sofferenza. In fondo sapere che comunque il 50% della popolazione possa esprimersi è un fatto positivo, anche se i cambiamenti non sono quelli sperati.

  4. Caro Popof, bel post e bel dibattito nei commenti.
    Non vorrei abusare dello spazio tuo; mi limito a dire solo che forse il “male”, il “morbo” non sta nella politica, ma nel popolo italiano, allo stesso modo in cui il “morbo” non sta nel termometro ma nel paziente malato.
    La politica è solo lo specchio di questo povero popolo malato, il nostro.
    Devo dimostrarla, un’affermazione così?
    Allora dico che i politici li abbiamo assaggiati tutti, i democristiani, che incutevano il terrore di essere una malattia endemica incurabile, i comunisti, che come un morbillo esentematico, hanno chiazzato di rosso la cute del paese, ma solo a macchie, che poi si sono dissolte senza lasciare traccia (non come le ustioni di quarto grado che arrossavano di fuoco la pelle dei popoli dominati dal comunismo, ferita sanguinante che forse abbiamo capito in ritardo), i neo-post-fascisti, che come un’ecchimosi nera e dolorosa, sono stati riassorbiti dal sistema immunitario deficitario. E poi i populisti berlusconiani, infezione di parassiti bulimici che ci hanno succhiato il sangue fino a lasciarci annegare nell’immunodeficienza degli ultimi retrovirus degli ultimi governi (Monti, Letta, Renzi).
    Tutte malattie diverse, ma il corpo malato è il nostro, caro Paolo.
    Questo popolo.
    Incapace, ormai, di costruire un futuro; e arroccato come una statua di pietra, con lo sguardo all’indietro.
    E’ dal popolo che mi aspetto una reazione.
    Forte, positiva, alta.
    A che servirebbero le riforme di questo parlamento, senza l’adesione ideale del popolo ad un progetto? Solo a perpetrare il nuovo sistema di potere nelle mani dei cerusici incompetente a cui ci siamo affidati per ignoranza e pigrizia.
    Perchè, la qualità del paziente si vede anche dalla scelta del medico, no, amico mio?

    Finisco, con un bel libro da leggere, che richiama qualcosa che assomiglia a questo nostro presente di oggi: di Jose Saramago, Saggio sulla lucidità.
    Poi mi dite.

    Piero

    1. Ti ringrazio per la segnalazione del libro di Saramago, ho letto la trama e mi affascina e già mi pone una domanda: l’etica, la morale, la coscienza sociale stanno in quel 50% di non voto? Con loro si perde la parte migliore della società? Quella più sensibile ai traumi che regala la quotidianità di questo corpo malato che si perpetua, che adora la Madonna che schiaccia il serpente e si comporta da serpente cambiando pelle ogni anno restando identico nel resto dell’essenza.

  5. Lì, caro amico, votano tutti, ma votano tutti scheda bianca.
    La coscienza, l’etica, la morale, non saprei dire se nel e come vengano trattati nel libro.
    A me pare che il libro descriva qualcosa che nel 65 per cento dei nostri emiliani astensionisti e nel 60 per cento di calabresi rinunciatari al voto (nel senso di astensionisti) è molto presente, il senso di vuoto che prelude a qualcosa di cattivo.
    La quiete prima della tempesta.
    E da noi, l’etica, la morale, la coscienza sociale?
    Non so.
    Oggi sembrano accusare il peso della deflazione, si sgonfiano ogni giorno di più.
    Si cercano casi esemplari da additare alla popolazione come portatori sani, come untori, eppure non si sfugge alla sensazione che, invece che additati all’ammirazione, vengano esposti al pubblico ludibrio mediatico, se non al centro di un mirino assassino.
    Penso, per fare un nome, a Cantone.
    A parte che la storia ci insegna una cosa, e cioè che il più grande di tutti i ggesucristiscesinterra, ovvero l’originale, il Cristo cristiano, i suoi concittadini contemporanei gli fecero fare una bruttissima fine, eppure lui aveva anche buoni, anzi ottimi agganci (ma lo dico con rispetto, senza voler essere offensivo), e quindi un povero cristo come Cantone corre rischi ancora maggiori… ma a parte questo, a me pare che per quanto possa eccellere il giovane giudice con la toga in valori etici e morali, non basterebbe mai a compensare il deficit popolare che vediamo in giro.
    E’ un deficit che neanche la Merkel ci impone di colmare, non fa parte dei trattati sull’unione monetaria e non è misurato dallo spread.
    Magari, su quel deficit potremmo investire con profitto, è uno dei pochi valori italiani che sale… insieme alla disoccupazione ed al numero delle case invendute, a dire il vero, che poi se quotassimo in borsa questi valori qua, potremmo finalmente vedere crescere i nostri valori… (non i nostri portafogli, è vero, ma … per questo c’è mastercard)…
    Mio caro Paolo, che dirti? Sono amareggiato. Per questo speriamo in un anno nuovo che sia migliore di quello che si sta per chiudere.
    Intanto augurissimi a tutti i tuoi e un abbraccio a tutti.

    Piero

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