JOBACTISMO QUOTIDIANO

Degli articoli di gossip politico quasi sempre leggo solo i titoli e gli occhielli, il pezzo il può delle volte è lo sviluppo di una frase detta da qualcuno che, dopo essere stata ingigantita nel titolo, viene spiluccata nel racconto orientando il lettore a trarne le conclusioni. Questo almeno è il mio comportamento di lettore della carta stampata. Nelle versioni on line invece dopo il titolo ad effetto che ha attirato la mia attenzione, salto a leggere i commenti: questi ultimi in genere sono condizionati dalla lettura del pezzo, molti sono un’eco corale, altri battibeccano, polemizzano, si inalberano: sono uno spettacolo simile a quello dei polli nel pollaio quando si butta il mangime. Spesso sono reazioni vere, non prezzolate, ragionate con la pancia più che con la testa.

Questo preambolo è necessario per capire che oggi leggendo alcuni titoli di quotidiani nazionali (sia su carta che web), e ascoltando le rassegne stampa alla TV e alla radio, il gossip giornalistico/politico si è concentrato sull’applicabilità ai dipendenti statali della riforma dell’art. 18 e dello Job Acts, che se usassero l’italiano per dire pane al pane sarebbe molto meglio, ma ormai viviamo di sensazioni e non di significati reali. Uno dei pericoli della società liquida è di annegare in una cultura liquida.Cattura3

Dicevo che la discussione sull’applicabilità dell’art. 18 e del Jobs act  ai dipendenti dello stato, è uno spreco di fiato, di parole, di tempo e di carta per non rendersi conto che entrambe le posizioni dicono il vero. Quello che non dicono, e che si comprende leggendo i vari commenti agli articoli comparsi oggi, è che sino ad oggi i dipendenti privati pensavano alla riforma dell’art. 18 come il mezzo che consentisse  al Sindaco di Locri di smettere di scrivere a Gesù Cristo per risolvere i problemi di basso rendimento dei dipendenti comunali, ovvero che la riforma delle regole del lavoro gli desse il mezzo per cominciare a scrivere direttamente agli interessati finendo la lettera con un addio. Viceversa i dipendenti pubblici, forti della conoscenza dei cavilli e laccioli della normativa, pensavano si rivolgesse soltanto ai dipendenti delle aziende private per risolvere i loro problemi di competitività produttiva. Sbagliavano entrambi.

Renzi e Poletti al momento dicono delle verità, per l’applicazione alle PA di una legge occorrono alcuni passaggi in più in quanto il contratto del pubblico impiego ha una diversa articolazione dei contratti delle imprese private, inoltre i dipendenti pubblici sono professionalmente eterogenei, e non ultimo ci sono sia quelli civili che quelli militari. Non si può dimenticare cosa avvenne dopo la minaccia di sciopero delle forze dell’ordine, quando fu annunciato il blocco contrattuale anche per il 2015, qualche giorno dopo fu commessa qualche leggerezza, poco professionale, con cariche pesanti.

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

5 thoughts on “JOBACTISMO QUOTIDIANO”

  1. Ormai ho smesso di prendermela per tutti i commenti sui dipendenti pubblici! Molti parlano tanto per parlare senza conoscere….ormai è diventato unpo slogan darci contro facendo di tutta un’erba un fascio come sempre.
    Comunque, da dipendente pubblica, ti dico che se iniziassero a licenziare chi non lavora, se ne approfitta, o smarca pe i colleghi come hanno fatto vedere in tv, sarebbe anche ora! E’ per colpa di questa gente che l’opinione pubblica ha questa idea della P.A.!

  2. So solo che qui in questa nazione ci sono tante parole e proclami ma poi non cambia niente anzi si stà peggio di come stavamo prima….
    Ciao Paolo, buon Anno!🙂

  3. Per non tutti è chiara la differenza, questo proprio perché non si parla mai chiaramente ma si lanciano sempre mezze parole. Vedremo cosa faranno e se finalmente faranno qualche cosa di buono, affinché si possa migliorare e non peggiorare continuamente.
    Ciao, un caro saluto e Auguri per l’Anno Nuovo, ne abbiamo bisogno tutti.
    Pat

  4. Mi unisco al pensiero di Silvia.
    Inoltre, se dobbiamo essere equiparati al privato, allora anche noi statali chiediamo incentivi, carriera, sblocco di stipendi (fermi da 6 anni e ancora per altri 4 , che fanno 10) etc etc…
    Caro Paolo questa è guerra tra poveri.

    Un sereno e felice 2015 a te e ai tuoi familiari. Con stima,
    Marirò

  5. Il mio blogger super impegnato nel sociale❤ ieri ho preso in mano il telefono un sacco di volte per chiamarti/vi e farti/vi gli auguri ma ellomi distraeva continuamente: ha deciso di farsi viziare anche nel 2015😀 Comunque ti/vi faccio tanti auguri, buon proseguimento di anno e sappi che in febbraio siete invitati a cena, sarò a Milano❤

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