Contest/azione

Ci sono parole prese a prestito agli anglosassoni che nella nostra radice linguistica significano un altra cosa, parole come contest, che perdono significato e detesto. Ma che cosa costerebbe dire gara, concorso o competizione? No si usa contest, forse ci si vergogna di dire che si fa a gara o che si compete? E allora io contesto, non mi piace gareggiare e tanto meno competere, ma contestare si che mi piace🙂 .

DSC_0462

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

22 thoughts on “Contest/azione”

    1. e poi ce ne sono alcune che sono proprio antipatiche, mi viene in mente one touch, che non ha nemmeno una traduzione corretta se non un richiamo: un tocco o meglio una toccatina, che se uno lo fa a una persona sbagliata e nella parte sbagliata sai che reazioni😉

  1. Io mi rendo conto che tante parole vengono sostituito con parole straniere (inglese) non solo nella lingua italiana, ma anche in Austria e Geramania si sono fatto spazio le parole straniere… forse anche la causa del internet dove vengono usati termine inglesi …un peccato perchè cosi perdiamo pian piano le nostre lingue.. ti abbraccio caro Paolo.. Pif😉

  2. Condivido, caro Paolo,
    anche se poi, le sfumature dei significati delle parole possono anche essere diverse, fra una lingua e l’altra.
    E quindi, poter offrire maggiore possibilità espressiva.
    Altre volte, invece, il ricorso a parole di lingue straniere è, al contrario, frutto di pigrizia mentale, ignoranza, sottocultura, colonizzazione linguistica, massificazione…
    Penso che bisognerebbe distinguere caso da caso, ma sono sicuro che anche tu la pensi allo stesso modo.
    Comunque, una cosa è certa, la lingua inglese sta prendendo il sopravvento sul pianeta, perchè, nell’impero economico – passami la locuzione – si parla quella lingua.
    Una volta era la lingua dell’Urbe che si propagava urbi et orbi, oggi è l’inglese: a rifletterci, forse, anche alla corte di Attila, avranno discusso anche loro della barbarie insita nella colonizzazione della lingua latina che prendeva il sopravvento sul dialetto unno-altaico, o forse Ket, come vorrebbero alcuni studiosi di minoranza (no, ho letto la voce su wikipedia, eccola qua: http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_unna)…
    Un abbraccione, Paolo, io scherzo sempre un pò.
    Piero

    1. Hai mai fatto quel gioco in cui fai finta di parlare russo se metti alla fine delle parole un ova o un ski oppore un ov? A me sembra che a volte delle parole vengano prese in prestito senza curarsi del significato vero, prendi job act, che tradotto letteralmente vorrebbe dire solo atto di lavoro, azione lavorativa o più semplicemente lavoro, poi invece se ne è fatta una roba da leggersi a puntate.

      1. Beh, magari lì scimmiottano anche l’inglesismo di mettere “act” per provvedimento, per legge o giù di lì.
        Ma davvero siamo nell’insulsaggine!

  3. Ciao
    È vero,ci sono espressioni prese in prestito dalla lingua inglese in modo improprio,sta diventando una moda usare termini della lingua inglese ma non mi piace

    Stasera GRANDE SAMP!!!! Il mancio -Bobby goal esce sconfitto dal Ferraris!!
    😄😄😄😄😄😄😄😄

    1. Spesso sono utili, ma altre volte …. e poi accidenti americani e inglesi sono riusciti a diffondere per primi il rock e l’inglese si è infilato nel nostro linguaggio anche se non capivamo le parole dei testi.

      La partita non l’ho vista, ma ho sentito che Etò è stato grande come ai tempi in cui giocava in nerazzuro🙂

  4. Ormai vengono sempre più usati termini stranieri, prevalentemente inglesi e viene tralasciata la lingua italiana. Ma almeno in Italia usiamo termini italiani, così il significato è innanzitutto chiaro a tutti e secondo questa nuova moda di usare termini stranieri non mi piace, no no…. quindi contesto anche io🙂
    Ciao, Pat

  5. Non sarà per caso che si ricorre all’uso di tante parole inglesi (che si imparano perché usate ed abusate) perché il “dizionario privato” di molti è tristemente scarso?

    1. Anche, ma soprattutto per mettere a disagio l’interlocutore, perchè una cosa è usare termini tecnici tra gli addetti ai lavori, un’altra è utilizzarlo per ampie platee.

  6. Spesso l’uso di parole inglesi serve a nascondere la pochezza dei contenuti e magari a fare confusione nella testa delle persone… Vuoi mettere “Job act” invece di “libertà di licenziare”?
    Io rimango per il vecchio adagio “Parla come mangi”: e sicuramente chi usa la parola “contest” al posto di gara mangia in un “fast food”….

  7. Tra un pò non ci ricorderemo più dell’italiano! E comunque è anche una mancanza di rispetto verso i padri della nostra lingua e le parsone anziane, spesso ormai mia mamma mi chiede: “Ma cosa vuol dire” ?
    Ciao, Ross 😀

    1. Ed è già tanto se una chiede “cosa vuol dire”, spesso si finisce per dare un’interpretazione diversa, secondo la propria esperienza di vita e non per il reale significato.

  8. Ricordi quando l’aristocratica ministra del lavoro, quella dalla lacrima facile, consigliò ai giovani in cerca di primo lavoro di non essere troppo CHOOSY? Ecco, la mia antipatia per la signora della Milano (?) bene arrivò alle stelle! Choosy c’è lei, tanto per cominciare e poi un ministro italiano che usa termini non italiani che ci sono e in abbondanza (ci voleva tanto a dire non siate schizzinosi, esigenti, selettivi, ecc…?) tanto per farsi vedere IN a me sta antipatico di brutto. Gli inglesismi. dai settori specializzati quali l’informatica, ora sono in politica e in ogni dove. Anche a scuola: la mia ex dirigente emanò anni fa una circolare con scritto: le insegnanti sono tenute a presentare un work in project. Una di noi evidenziò l’inglesismo e rispose in anonimo: la dirigente è tenuta a conoscere l’inglese in modo discreto o a usare solo e sempre l’italiano!. Nei corridoi della scuola del suo “work in project” se ne rise per mesi.

    1. M’ero dimenticato della Fornero e del suo choosy. A quanto pare sono tante le parole inglesi a cui rinunceremmo volentieri tanto più che nella nostra lingua ne abbiamo di più appropriate e corrette.

  9. Qui in Italia prendiamo tutte le cose che riteniamo buone dagli altri popoli, anche se in questo caso sono totalmente senza significato😀
    Ciao, buona Pasqua anche a te e in famiglia.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...