Legge elettorale e discussioni inconcludenti

In questi giorni il Governo Renzi affronta il nodo cruciale della legge elettorale. Se ne è parlato molto e a lungo per non decidere mai. Non so chi disse “noi tedeschi prima discutiamo e poi decidiamo, voi italiani prima discutete e poi continuate a discutere”. Detta così sembra una battuta, ma in definitiva è la verità. 

Nel dicembre dello scorso anno scrivevo sull’argomento, ma anche due anni prima, in definitiva di riforma elettorale se ne parla da anni e mai si conclude. In precedenza il Parlamento ha partorito il mattarellum prima e poi il porcellum, da quali maggioranze sono state elaborate quelle leggi? Erano buone leggi? Su questa che sta per essere varata è un pezzo che si discute, a gennaio 2014 sembrava che il nodo fosse lo sbarramento che poi è stato fissato al 3%,  cliccare qui per rinfrescarsi la memoria. Forse il Parlamento di queste cose ama parlamentare all’infinito.

Ma vediamo un poco chi si oppone a questa legge o al metodo adottato per la sua formulazione ovvero l’adozione del voto di fiducia. Su questo punto un dignitoso distinguo viene posto dalla minoranza del PD, che non è una minoranza del 3 o del 10%, bensì una parte consistente del partito che secondo me nel voto di fiducia vede sminuito il ruolo del Parlamento. Su questa presa di posizione soffia Forza Italia, la Lega e il M5S, le cui speranze di sopravvivenza sono legate più ad una diminuzione dei voti del PD che ad una propria capacità critica e politica. La riduzione percentuale del PD sarebbe consistente qualora ci fosse una scissione interna.

Insomma l’elettore non sta a cuore a nessuno, nessuno parla di ridare fiducia al quel 45% dell’elettorato che sempre più si astiene dal voto, che annulla o vota scheda bianca. Ben venga il voto di fiducia in questo frangente, sarà poco democratico ma la democrazia è fatta anche di numeri, le leggi personali del ventennio berlusconiano sono democratiche? sono state votate da maggioranze democratiche? oppure eravamo più bravi ad ingoiare i rospi forzisti?

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Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

21 thoughts on “Legge elettorale e discussioni inconcludenti”

    1. Tra un mese 4milioni di elettori tra un mese saranno chiamati ad esprimere un voto, mi chiedo quanto quest’evento pesi sulle pagliacciate che fa in questi giorni la cosiddetta opposizione che proprio 4 mesi fa era d’accordo sugli stessi (discutibili) punti. La passerella attuale serve anche per portare a casa qualche voto in più.

  1. Mah, sinceramente non so più cosa pensare, Si discute si discute, ma di veramente conclusivo non c’è nulla e soprattutto non c’è nulla che migliora la situazione nella quale viviamo!!
    Serena notte, Pat

    1. Ho appena finito di leggere Numero Zero di U.Eco, nelle pagine finali il personaggio principale esprime l’idea di andarsene in sud America, almeno li un boss è un boss, tutti lo sanno e il potere lo riverisce alla luce del sole come altrettanto chi lo detesta lo fa in maniera chiara, mentre qui da noi tutto è ambiguo ed i boss si camuffano bene. Però aggiunge pure che siamo sulla strada buona per arrivarci anche noi alla chiarezza sudamericana😉

    1. La legge elettorale così come concepita non è la migliore che ci possa essere. Io personalmente tornerei al sistema proporzionale, almeno si avrebbe l’illusione di essere rappresentati.

  2. quando la politica è solo per gli eletti e non per il popolo non è più democrazia è come se in una comunità si decidesse di parlare con una lingua sconosciuta agli altri per non far capire le proprie intenzioni Nella nostra comunità è da tanto che la politica parla lingue diverse e non si interessa se la maggior parte ne è esclusa se questa la chiami democrazia!!!!ciao

  3. L’immagine che ho messo in questo post non è casuale: un’arpa con tante corde e una sola cassa armonica, ma anche dieci dita, una testa ed un cuore che gestiscono il tutto e non si vedono. Se le corde non fossero accordate suonerebbero male, se le dita pizzicassero a casaccio non ci sarebbe armonia, se il cuore non gestisse le emozioni e il cervello non coordinasse il tutto potremmo avere qualcosa di passabile ma non di armonioso, peggio ancora se le corde fossero molli, per quanti sforzi possono fare dita, cuore e cervello non servirebbero a nulla. Noi siamo le corde dell’arpa, per far sentire la nostra nota occorre che siano tutte tese al punto giusto.

  4. Non capisco perché Renzi venga paragonato a Mussolini, ci siamo dimenticati quello che c’è stato all’inizio del fascismo, ci siamo dimenticati di Matteotti?
    La fiducia? Vero, giustissimo tutto quello che si può dire, sono d’accordo.
    Ma, alla fine, piuttosto che restare nella palude…parlamentare all’infinito…magari dopo si potrà migliorare qualcosa…Sbaglio?
    Molto bella l’immagine dell’arpa.

    1. Mussolini ha scritto anche poesie, recitava una ballata di De Gregori e aggiungeva “i poeti che strane creature, ogni volta che parlano è una truffa”. Non conosco la biografia di Renzi e non so se ha mai scritto poesie, spesso cuore e amore di mamma si sono coniugati alla patria ovvero ad un comune sentire, magari de Gregori voleva dire questo, o magari è solo una mia interpretazione. Chi lo vuole nel ruolo di antagonista magari il paragone lo fa con questo ragionamento.
      Renzi è un buon ammaliatore, riesce a portare la gente a condividere le sue idee, anche perchè parte dall’arrivo e non dalla partenza, ovvero intuisce quello che la gente vuol sentire toglie i sassi dal tracciato e da una soluzione. Poi tra il dire e il fare ci stanno di mezzo i funzionari di Stato a cui basta spostare una virgola per far cadere un castello e allo stato attuale gli sprechi eliminati sono ben pochi.

  5. Io penso che la politica che abbiamo è esattamente l’immagine specchiata del popolo italiano.
    Tante belle parole, pie intenzioni, questioni di principio e distinguo… ma tutti pronti a fare i furbi e fregare il vicino.
    Mi dispiace dissentire con le critiche che sento e leggo che se la prendono con la politica e contro i politici: è come prendersela contro l’immagine allo specchio che ci pare ladra e ingorda.
    Poi, dopo, viene tutto il resto.
    Renzi?
    Chissà, forse ci prova davvero a fare qualcosa, ma molti compagni del suo partito, anzi proprio il partito, è pieno di vecchi arnesi da dimettere, ladroni ipocriti, sepolcri imbiancati, affaristi ideologici…
    O forse non ci prova, fa solo finta, chissà?
    Intorno a loro, il PD, poi cosa c’è?
    Chi ti sembra in grado di portare la nave in un porto senza farci annegare?
    Il neofascista leghista che è cresciuto alla scuola dei barbari sognanti?
    Il grillo parlante che vorrebbe un mondo tutto suo internetconnesso? E gli internetdisconnessi?
    L’ex cavaliere, impresario di nani e ballerine, che ormai sta svendendo tutto?
    Più in là c’è il deserto dei tangentisti.
    Tutti compresi, anche molti di noi che si fingono innocenti.
    O distrattamente occupati in altre faccende…

    Tanto, tutti parcheggiamo in doppia fila!

    Un abbraccio, Paolone,
    Piero

    1. La remora che ho sulla legge elettorale è che si va a trasformare il Parlamento in un pallottoliere come nei consigli comunali in cui le opposizioni sono ridotte a spettatrici senza possibilità di agire. Certo Renzi è il meglio che il panorama offre, ma a furia di rottamare si rischia di avere solo rottami.
      Oggi ho letto una lettera di assunzione da fare accapponare la pelle: part time al 90% con possibilità di straordinari non rifiutabili, a tempo indeterminato ai sensi dell’art. 12 legge 183/2014 ovvero può essere interrotto in qualsiasi momento in quanto non esiste un termine. Bada bene con questo meccanismo tra l’altro i contributi sono figurativi (per tre anni), e di questo passo dove trova i soldi l’INPS per mandare quelli come me in pensione?

      1. Mah, Paolone, forse quelli come te ci arriveranno pure a prendere una pensione, e anche quelli come me, che vengono subito dopo… ma temo per quelli che stanno un pò più indietro ancora, i giovani, i ragazzi… speriamo bene!

    1. Renzi è un buon comunicatore, interpreta il comune sentire dell’italiano medio, certo alcune frasi sono mutuate anche da precedenti leader popolari e penso che a suo tempo anche Mussolini lo fosse, mio nonno ad esempio non ha mai cambiato idea su di lui e io sono stato cacciato da casa sua almeno tre volte, ma sta di fatto che da 35 anni si chiede governabilità e chi sta al governo asserisce sempre che non può portare a termine il proprio programma proprio per la mancanza di numeri, non ultimo i governi di mister B che avevano una maggioranza solida come non mai ma tranne che portarci verso un baratro e farsi leggi personali non ha fatto.

  6. Secondo me il tema della governabilità, se non è coerente con quello della rappresentanza, è solo una scorciatoia e un pretesto per soluzioni autoritarie necessarie alla gestione sociale (leggi: controllo) delle reazioni popolari alla crisi indotta che stiamo vivendo.
    La governabilità non è un valore in sé, dipende dagli obiettivi che si pone il governo: in mancanza di opportuni contrappesi e rappresentatività, credo azzardato confidare solo nella lungimiranza di una classe politica, specie se penso alla nostra – che in questi anni ha dimostrato la propria mediocrità, nonché la propria sudditanza (a cominciare da Napolitano) nei confronti dell’autocrazia europea.
    Siamo in clamoroso deficit democratico, e quello che mi preoccupa è la sostanziale inerzia/indifferenza della gente. Come ricorda la Carlassare, per una legge “truffa” i cui meccanismi erano molto più moderati che non quelli proposti dall’attuale, nel 1953 ci furono reazioni molto più decise e consapevoli anche da parte della gente comune. Vero che la sinistra di allora, a differenza di quella odierna, non si era ancora rassegnata alla “cattura cognitiva” (cfr Lakoff) che l’avrebbe portata ad abbracciare il neo-liberalismo in nome della modernità. Oggi, quella che io chiamo “sinistra nominale”, è parte integrante e cooperativa di un sistema che io ritengo totalitario, e non ha più nessuna vocazione alla democrazia e alla giustizia sociale quali vengono espressi dalla nostra ahimè disattesa Costituzione.

  7. Nel 1953 … ma direi almeno sino agli inizi degli anni ’80, i partiti erano ancora un punto di riferimento, la classe lavoratrice aveva un faro da seguire ed ogni reazione era anche dettata da scelte politiche condivise, oggi c’è smarrimento. C’è chi dice che ci sia pure maggiore capacità di cambiamento, io penso ci sia più vulnerabilità, intesa come facilità manipolativa.

  8. Due considerazioni sul post:

    1) Temo che la Politica si avviti su questioni come la legge elettorale per una ragione molto semplice: non sanno oppure non hanno i mezzi (decidete voi quale delle due ipotesi) per risolvere i problemi veri degli italiani come il lavoro, l’economia, la sanità, l’ambiente e la scuola. Allora si dedicano a queste gioiose attività pur di far vedere che lavorano: contemporaneamente riescono a fare i loro interessi di bottega, a riempire i giornali e i TG delle loro pseudoriforme e a far credere al popolino che stanno cambiando il paese… Poi vai a prenotare un’ecografia e ti danno l’appuntamento fra otto mesi…

    2) Matteo Renzi l’ho avuto come amministratore per 10 anni (prima presidente della Provincia e poi come Sindaco). Dieci anni sono bastati per vedere che sotto fumo non c’è l’arrosto… I non firoentini se ne accorgeranno presto. Dal punto di vista politico Renzi è più vecchio di quelli che vuole rottamare, dal punto di vista mediatico è l’unico un po’ spregiudicato che sa usare Facebook e Twitter e quindi sembra modernissimo…

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