Digerire anche i chiodi? Pare sia possibile

Milano  murales che decora un cortile privatoDa circa due mesi abbiamo realizzato l’inserimento  della madre di mia moglie nella mia famiglia. Due i motivi che hanno determinato la scelta: l’età con tutti i suoi correlati e il rifiuto di ricorrere all’opera di uno ospizio o, detto in modo elegante, casa di riposo. Subito dopo l’iniziale luna di miele tutta rose e fiori in una nuova abitazione con spazi adeguati, è arrivata la presa di coscienza di una libertà menomata, in cui abitudini consolidate dal tempo vengono meno.

Ogni essere umano crede nella propria indipendenza e ne reclama il diritto d’esercizio, anche quando invecchia e non è più autosufficiente, reclama uno spazio vitale per esprimere i propri pensieri e i propri desideri. Non importa se per far questo ci si ritrova soli, ci si sente comunque in grado di poter gestire e quindi autodeterminare la propria vita, anche se si dipende dal telefono e dalla disponibilità di chi si troverà nel momento del bisogno all’altro capo del cavo.

La popolazione invecchia, invecchiano i genitori ed invecchiano i figli, se i primi hanno quasi 90 anni, i figli ne hanno si e no 30 di meno, non sono certo dei ragazzini e se le generazioni passate potevano contare su un numero cospicuo di figli che si potevano permettere una loro assistenza perpetua, i nuovi sessantenni si ritrovano in uno al massimo due a dover accudire una coppia di longevi genitori. Per assisterli adeguatamente i soli figli non bastano, i servizi Statali sono in ritirata e allora occorre inventarsi qualcosa.

Nel nostro caso un’intuizione e la sua verbalizzazione hanno risolto un problema che rischiava di diventare molto serio. La soluzione però ha generato un altro problema, quello di riuscire a non far sentire l’anziano alla pari di un bambino bisognoso di cure, attenzioni e guida. Ecco quest’ultima cosa è quella che non bisogna fare, non si deve tentare di essere una loro guida, se sono riusciti ad arrivare alla loro veneranda età conservandone la piena coscienza, non c’è nulla che li possa infastidire più di una guida. Se dimenticano di prendere dei farmaci o se abbondano con olio e sale, dopo un paio di volte tutto torna normale, o magari i nostri gusti si risvegliano e si adeguano. Oltretutto non è escluso che l’azione non venga fatta deliberatamente, giusto per saggiare il livello di accettazione che si va instaurando.

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

25 thoughts on “Digerire anche i chiodi? Pare sia possibile”

    1. Ti ringrazio per l’apprezzamento, trovo molto soddisfacente il poter fare, anche se capisco che per molti non è una scelta facile, per me sarebbe stato più difficile fare diversamente.

    1. Te ancora sei una ragazzina Lucia, da soli è dura ma è anche vero che si consolidano abitudini che ad un certo punto non si vorrebbe cambiare, mentre noi figli vediamo una non autosufficienza superiore a quella effettivamente percepita dai genitori.

    1. Nella vita di una persona ci sono molti elementi che plasmano l’animo, nel mio caso ho avuto la fortuna di vedere una mia bisnonna convivere con la mia famiglia, poi la nonna chiusa in uno ospizio, da nipote non potevo oppormi alla decisione di zii e genitori, quello di adesso alla fin fine diventa una forma di riscatto.

  1. hai scritto delle belle parole ! aggiungo che hai fatto bene a prendere con te tua suocera perché l’idea di dover andare in un ospizio penso sia la cosa più triste che può capitare ad una persona anziana
    mia mamma purtroppo non ragiona più e ha bisogno di assistenza ,ho una signora romena (bravissima)che la guarda e può stare nella sua casa dove in quei pochi momenti di lucidità riconosce le sue cose e il suo mondo
    buona domenica

    1. Ecco questa tua è la vera fatica dell’esistere. Sin quando un anziano ha coscienza di se è facile, in fondo in questo caso non sto facendo niente di eccezionale anzi nel rapporto umano ricevo più di quanto abbia fatto.

  2. Problema serio.
    E’ da tanto che penso che si dovrebbe cominciare a pensare all’età del “post lavoro” con occhi e progetti sociali molto diversi da quelli di oggi.
    Adesso siamo abituati a pensare che si vive fino agli 80, al massimo 90 anni. Domani questa soglia, già assai lunga, potrebbe allungarsi ancora di più.
    E la società dovrà sicuramente pensare ad un’organizzazione diversa per i decenni “post-lavoro”.

    So che il tuo post si riferisce ad altro, e comprendo anche ciò che accade in situazioni simili.
    L’importante è trovare la soluzione giusta che faccia stare il più possibile tutti sereni.
    Un abbraccio a voi tutti,
    Piero

    1. Le speranze di vita potrebbero presto (2050?) raggiungere la soglia dei 140 anni, occorrerà fare i conti con sempre più anni di dipendenza. Alcune situazioni di nuova socialità solidale si stanno affermando, tipo gente di un quartiere o una via che adotta una cucina in comune o effettua un libero scambio di compiti che può svolgere, non ultima la costituzione di piccole comunità in cui si suddividono le spese (per la legislazione italiana sono consentite sino ad un massimo di 10-12 persone) avendo i locali adeguati. Mi sa che mi sto attrezzando in tal senso😉

      1. Fai bene; qui a Roma, nel grande caos della città, siamo immersi in altra melma, e non si pensa a niente.
        Ma prima o poi, fra qualche annetto, magari, cercherò di essere più operativo in questo senso.
        Piero

  3. Una scelta che non tutti fanno per vari motivi e non sempre per egoismo. Riuscire a trovare un buon equilibrio con un cambiamento del genere non è facile, complimenti Paolo!!
    Ciao, Pat

    1. Non è una scelta facile, specie quando si lavora ancora e con la vita lavorativa che continua ad allungarsi, occorre realizzare una rete di persone che possano intervenire nel bisogno e questo è molto più fattibile nei piccoli centri urbani anche se le grandi città offrono soluzioni ben organizzate, tipo Milano il portierato sociale, i pasti a domicilio e servizi di assistenza domiciliare.

  4. Approvo la vostra scelta, che impone cambiamenti, pazienza e attenzione, ma regala anche tante altre cose. L’alternativa alle tristissime case di riposo è avere una badante ma non è nemmeno una così bella soluzione. Resta la famiglia, quando una famiglia c’è. E se c’è, come nel vostro caso, i nostri anziani la meritano tutta. L’equilibrio via via si trova anche se non è facile o automatico.

    1. L’importante nelle cose è iniziare, la convivenza impone anche scelte vincolate per i periodi in cui si desidera una vacanza. 25 anni fa i miei genitori (e anche gli zii) dovendo seguire la loro mamma hanno visualizzato il problema a 360° giungendo alla conclusione che loro avevano 60 e passa anni e non potevano più seguirla, Si vede che la sensibilità va ad intermittenza generazionale.

    1. Guarda che poi ci sono anche i lati positivi, tipo piatti che io chiamo storici che grazie alla grande esperienza tornano a galla, e davanti ad una buona tavola tutto passa in secondo piano.

  5. Post davvero bello: è un problema a cui non pensiamo fino a quando non ci arriviamo… Io e mia moglie siamo due figli unici e per fortuna i nostri genitori sono ancora autonomi e autosufficienti, però sono tutti e 3 ultraottantenni e quindi prima o poi….

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...