Pineta di Pinarella di Cervia

Della costa italiana mi sono fatto un’idea che sconfina in una fantasticheria, ovvero che in passato fosse interamente coperta di pini o comunque da una macchia mediterranea fatta di pini, tamerici, fichi d’india, capperi, agave, lecci e il cielo sa quant’altro. Ma le pinete in prima di tutto, le ho trovate a Ventimiglia, a Massa, a Livorno, nel Lazio, in Campania, in Calabria. In Sicilia, in Puglia, Abruzzi, Marche ed in Romagna qui a Pinerella di Cervia. Come se una mano sapiente avesse costellato il bordo della penisola di aghifoglie, forse è per questo che noi italiani siamo così bravi nel taglia e cuci. Ma quest’anno nel piccolo tratto di pineta romagnola che frequento da anni, ho trovato un grave segnale. In poco meno di 2 ettari ho potuto notare l’assenza di almeno 40 pini. La nevicata dello scorso inverno ha inferto un colpo tremendo alla fragile pineta. La neve ha appesantito le chiome dei pini abbattendoli. Il sotttobosco è quasi scomparso, i 5 – 6 cm di aghi che componevano l’immenso tappeto si sono ridotti ad un nonnulla che lascia che l’erba cresca. In un’ordinanza comunale leggo che si sono formate zone acquitrinose che hanno indebolito la tenuta degli impianti radicali con conseguente ulteriore caduta di alberi. Non vorrei che quelle immortalate stamattina siano le ultime immagini di una pineta in via di estinzione.

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

20 thoughts on “Pineta di Pinarella di Cervia”

    1. E’ che siamo diventati troppi e troppo bisognosi di tutto, nella natura non riusciamo a sostituire con pezzi di ricambio quel che si ammala o che cede, ci vorrebbero esseri umani eterei, ma a quel punto non saremmo più noi😉

  1. Spero proprio di no, ha molto influito come hai scritto l’inverno e le varie volte che ci sono stati fortissimi venti che hanno abbattuto alberi anche molto grossi. Penso che forse si dovrebbero curare di più se non si vuole correre il rischio di vederle sparire, in parte è anche colpa dell’uomo, perché negli anni passati le pinete erano molte di più ma per costruire le hanno “snellite”.
    Un caro saluto, Pat

    1. Ricordo delle tue foto con la nevicata dello scorso inverno su questa zona, volevo mettere un link ma non so come cercarle.
      Me ne sono accorto che le pinete in passato erano molte di più e molto più ampie, confrontando la dimensione dei tronchi tra quelli presenti in pineta e quelli che hanno resistito all’urbanizzazione e che sono più lontani dalla costa.
      Ciao🙂

  2. Andrò a Pinarella nella seconda metà di Agosto… speriamo che la pineta resista, almeno qualche altra settimana😉
    A parte gli scherzi i pini sono alberi bellissimi, hanno il pregio di crescere molto velocemente ma sono estremamente fragili… basta una nevicata e/o un po’ di vento e vengono giù. Dalle mie parti via via che cadono vengono sostituiti con alberi meno problematici… D’altra parte che ci fanno i pini marittimi a Firenze?
    Comunque la Pineta di Pinarella è abbastanza recente nel senso che è stata impiantata negli Anni ’40 e ’50. Se leggi su Wikipedia la Pineta di Pinarella è stata piantata e abbattuta almeno tre volte… a metà Settecento, a metà Ottocento e appunto negli anni ’40 del Novecento…

    1. Difatti adesso piantumeranno anche con altre piante più resistenti e che servano da supporto anche ai pini.
      Comunque non preoccuparti sino ad agosto le piante resistono, il Comune di Cervia ha anche lanciato una raccolta fondi😉

  3. ciao
    qui da me sono le palme ad essere male,hanno il punteruolo rosso e sono state potate quasi tutte,ora si cerca di innestare chiome sane sui tronchi rimasti.
    bellissime foto che speriamo non siano le ultime di questa splendida pineta
    buona vacanza!!!!!

    1. Il mondo vegetale è molto mutevole e a forte rischio derivante anche da”apporto umano con le alterazione genetiche e non si affida più all’esperienza del passato.

  4. Le pinete, ma anche i castagneti dell’Etna (non so immaginare i boschi etnei senza castagni, ora colpiti da un virus), le palme, gli ulivi, i banani…la natura soffre e noi non sappiamo o nemmeno tentiamo di arginare il suo dolore.

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