Sentieri d’agosto (Rifugio Rosalba)

Per mordere una mela i denti devono essere buoni, più passa il tempo più i denti fan male e più la mela diventa pappina  immangiabile. Però bisogna portare pazienza, specie in montagna, anche se rinunciare ad una meta è cosa difficile da accettare occorre conservarsi per un’altra possibilità piuttosto che non averne alcuna. Il Rifugio Rosalba l’ho conosciuto sulla carta nell’aprile del 1977, quasi quarantanni fa, in quei giorni cadde tanta neve ed il sentiero era a rischio ghiaccio malgrado la bassa quota (tra i 1150  e il 1800). Nel marzo di dodici anni dopo una nuova possibilità mi fu data durante il periodo Pasquale: nevicò anche allora. Per il Rosalba sembrava finita li. Negli anni altre mete hanno richiamato la mia attenzione pur avendo il medesimo punto di partenza dai Piani dei Resinelli, ai piedi del Gruppo delle Grigne. Un gran numero di sentieri e percorsi di varia difficoltà solcano la piccola catena, per il Rosalba il sentiero è uno soltanto: quello delle Foppe, da cui a metà percorso si dirama il Sentiero dei Morti, nome macabro ma purtroppo realistico visto l’alto numero di incidenti accaduti tra quelle rocce. Poco prima di accedere al rifugio i due sentieri si ricongiungono. Nei vari giri su internet ho trovato anche questo diario di viaggio (cliccare per il collegamento).  In effetti è un percorso pesante, ma non così duro come si racconta. In tanti anni osservando le Grigne, non ho mai potuto fare a meno di pensare che la progettazione del Duomo di Milano sia stata ispirata proprio da queste montagne, le guglie, i capitelli,  le colonne, i pinnacoli non sono altro che un frutto della mano ruvida del tempo che sgretola e modella.

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

24 thoughts on “Sentieri d’agosto (Rifugio Rosalba)”

      1. 😀 Le ho frequentate da giovane anche se non moltissimo. Avevo un ragazzo a Milano e nei fine settimana andavamo a camminare o in Valtellina/Grigna o in Piemonte e Valle d’Aosta

      2. Incredibile come si possa riuscire a trasmettere attraverso poche parole; mi riferisco al tuo post di questi giorni su capire e comprendere🙂

      3. Se tu avessi scritto “bellissime montagne”, sarebbe stato generico, avendo usato il loro toponimo poteva solo indicare una tua conoscenza diretta e quindi una maggiore condivisione🙂

    1. Spero che l’ascensore non lo mettano mai ma ancor di più spero che tu possa trovare lo spirito e la forza per vivere emozioni simili che già da sole sono terapeutiche (i miei cardiortopedici ne sanno qualcosa😉 )

      1. Ovviamente lo spero anche io, la mia era solo una battuta. Mettere un ascensore sarebbe rovinare totalmente la bellezza naturale del luogo. Qualche cosa di simile, anche se a livello minore, l’ho già fatta e mi è piaciuta moltissimo🙂
        Buona serata. Pat

    1. Ciao Fausta, non è solo il vedere, ti assicuro che sono tutto un insieme di emozioni che si rincorrono. A me nel ripassare per certi tratti già percorsi son tornati in mente cose piacevoli dimenticate da tempo e quel ricordo ne ha richiamati altri e mentre scrivo ne arrivano altri ancora legati a momenti diversi, in quelle guglie di roccia ritrovo molte parti di me ed un poco sono le parti di tutti noi con le diverse asperità che affrontiamo ogni giorno.

  1. Che soddisfazione arrivare al rifugio!
    Da quanto vedo non è stata solo una camminata su un sentiero ma,in alcuni punti, un’arrampicata sulle rocce.
    Bellissime queste montagne,buon fine settimana!☕️☕️☕️☕️

    1. Quelle montagne sono piene di rifugi e bivacchi, alcuni facili da raggiungere, altri più difficoltosi; a tutti gli effetti questi monti sono come le parole crociate, ci sono itinerari facili ed altri più impegnativi, i punti esposti o con qualche sasso in più su questo sentiero non sono molti, poi il percorso è breve e comunque sempre in sicurezza (altrimenti avresti visto anche corde e moschettoni).
      Ciao🙂

  2. “Per mordere una mela i denti devono essere buoni, più passa il tempo più i denti fan male e più la mela diventa pappina immangiabile”.
    L’ultima mela che mi ha fatto male ai denti è stato, alcune settimane fa, il Gran Paradiso. Solo nel 2006 avevo fatto la via normale dal Vittorio Emanuele, in solitaria (si fa per dire, c’è sempre una marea di gente…) e in cinque ore tra andata e ritorno. Quest’anno già solo arrivare al rifugio mi ha provato al punto che l’indomani mattina, alle 3:30, invece di alzarmi e partire per la cima mi sono girato dall’altra parte😦
    Mi piace pensare che non è colpa dei dieci anni trascorsi, ma di una contingente cattiva condizione fisica dovuta alla mancanza di allenamento.
    Se non altro posso dire di avere finalmente imparato la prima e più importante regola della montagna: saper rinunciare:/
    Spero rifarmi con un più digeribile Breithorn fra una decina di giorni.
    PS A quale CAI sei iscritto?

  3. Vedi noi sappiamo bene cosa vuol dire rinunciare quando non ci si sente in forma o quando le condizioni meteo non sono ottimali. A settembre su RAI2 partirà un reality sul Monte Bianco, una sorta di “la montagna dei famosi”, gente senza alcuna esperienza che trasportata in elicottero o in funivia, con guide e sherpa si cimenterà in cose serie come fosse un gioco, e che non conosce la rinuncia. Noi sappiamo che quando si fa qualcosa di rischioso non si rischia da soli ma si coinvolge anche chi presta soccorso.
    Quella a cui sono iscritto è la sottosezione di Vaprio d’Adda del CAI di Bergamo, eh si il CAI di Bergamo non ha Sezioni come le ha Milano, solo sottosezioni.

    1. Se ben ricordo hai altre importanti montagne vicino a te e magari non ne senti molto la mancanza, ma le Grigne hanno un fascino tutto loro. La Grignetta non ti richiama il duomo di Milano nella forma e colore al tramonto?

  4. Si sente respirare la fresca aria dei monti da queste foto, pare diano sollievo a questa calura che infesta le piane cittadine e marittime…
    Complimenti, Ardito,
    Piero

    1. Magari Piero. Purtroppo anche in montagna a quelle quote si viaggia sui 30°, pensa che appena 20 anni fa in luglio ci passavo spesso almeno una settimana giusto per stare tra i 14 e i 22°, ora per quelle temperature bisogna superare i 2500 mt.
      Ciao🙂

    1. In due vecchie diapositive di molti anni fa avevo ripreso il duomo di Milano al tramonto e la Grigna al mattino, i raggi del sole in quei particolari momenti restituiscono lo stesso colore ambrato, mi sarebbe piaciuto reperirle ma diventa una ricerca troppo lunga😉

    1. Me lo sono detto anch’io, ma poi considerando che per scattar le foto avevo la macchina in al collo e a lei ci tengo molto, ho concluso che tutto questo gran pericolo alla fin fine non c’era, poi se guardi bene anche i miei amici hanno i capelli bianchi, è solo questione di allenamento🙂

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