Nella Valle dell’Orco

Il fascino delle Alpi sta tutto nella loro emanazione di forza potente che si spinge in alto. Ogni volta che mi capita di poter effettuare un’escursione in una delle tante valli alpine è sempre un’emozione particolare, perchè camminare circondati da quelle vette che superano i 3000 metri è sempre una sensazione vibrante, e queste ancora di più, perchè spesso raccontate dai Camosci Bianchi che speravo  d’incontrare al Rifugio Jervis.

Il sentiero che parte da Ceresole Reale, comune a 1586 metri s.l.m., inizia incuneandosi tra i grandi massi rocciosi di chissà quale glaciazione, poi s’insinua in un bosco di larici e dopo due ore di cammino sui molti dolci tornanti, sbuca nella piana alluvionale lasciata dal ghiaccio di Nel di cui rimangono solo alcuni lunghi baffi sui fianchi delle Levanne.

Alcuni testimoni oculari mi confermano che appena 40 anni fa, ovvero nel 1975, le lingue del ghiacciaio sfioravano il Rifugio Jervis che sorge nella piana a 2250 mt d’altitudine. Il ghiacciaio sciogliendosi ha lasciato scoperte le ampie pareti granitiche della catena delle Levanne e le sue tre cime, ben oltre i 3000 metri, oggi non mostrano nessuna striatura di bianco, ci siamo bevuti anche i dinosauri. 

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

13 thoughts on “Nella Valle dell’Orco”

    1. Sai al cospetto dell’ennesimo rudere di baita riflettevo sul fatto che in questi posti meravigliosi ci andiamo per passatempo o per spirito di avventura, e già da qualche secolo visto che un re decise di farne la sua riserva di caccia. Ciao🙂

  1. Come rendi bene l’idea di quello che anche io ho provato tornando ad andare in montagna. Noi non le abbiamo vicino, ma il fascino che mi hanno fatto ritrovare non mi impediscono di andare appena possiamo. ciao, resta così.

    1. Queste anche per me sono lontane, ma approfittando delle ferie e dell’escursione organizzata dal CAI, il che significa non avventurarsi in zone sconosciute, diventa fattibile.
      Ciao🙂

  2. Già, ci siamo bevuti anche i dinosauri!
    Inquietante non vedere più le lingue dei ghiacciai a 3000 mt, così come immergersi nello Jonio ora a 30 gradi…
    Foto bellissime:complimenti!

  3. Ciao Paolo, grazie mille per la citazione!
    Lo Jervis è stato il mio primo rifugio dove ho pernottato tanti anni fa e ti confesso che anch’io allora non ero stato molto soddisfatto della cucina. Ti assicuro che in zona ci sono tanti altri rifugi dove si mangia molto bene.
    Ad ogni modo avevo fatto una bellissima esperienza e mi ero trovato molto bene.
    Speriamo di incontrarci la prossima volta, magari dalle tue parti!
    Grazie ancora🙂

    1. Speravo proprio di incontrare te o qualcun altro, ma probabilmente eravate tutti via, ma visto che la mia sezione organizza almeno un’uscita da quelle parti non dispero a che si torni li o che qualcuno di voi passi da queste parti. Per quanto riguarda la cucina i rifugi sono dei punti di appoggio non è che si pretenda chissà cosa, poi c’è da tener conto che il rifugista è un alpinista che non ha orari quando chiamato a soccorrere senza contare le volte in cui deve preparare le colazioni alle 2 – 3 di notte a chi deve avvicinarsi alle vie di arrampicata,
      Ciao🙂

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