Migrazioni umane (2)

I castelli, le fortezze, i muri intorno alle città, hanno rappresentato per secoli un sistema di difesa della sicurezza acquisita, conquistata o acquistata. Sono stati un muro per impedire che chi era indesiderato invadesse il piccolo paradiso in cui si viveva.

Paradiso? Non proprio, visto che la pena a cui siamo condannati è conquistarsi il pane con il sudore della fronte, sin dalla notte dei tempi, comunque ognuno nei secoli passati come oggi, ritiene che quanto possiede lo debba difendere dalle invasioni, sia che avvenga da parte di gente pacifica in fuga da un inferno in guerra o da una vita infernale di stenti, non ha importanza, l’importante è che non gli tocchi la tavola e il letto, dove ognuno vorrebbe morire accudito da mani pietose che lo curino, magari dopo un pranzo indigesto. Letto e tavola, luoghi di gioia, di sollazzo e di ritempramento. Quest’ultimo vale tanto più per i vecchi che vedono l’orizzonte vicino che per i giovani, questi, specie se devono procurarsi da vivere con un lavoro che li vede in costante competizione con gli altri, trovano nello straniero una concorrenza imprevista alla loro scalata sociale e alla loro autonomia. Più ampia è la platea dei concorrenti più è acerrima la lotta. Alla base della piramide sociale c’è sovraffollamento.

I gradini della  piramide sociale sono sempre stati ripidi, non abbiamo mai avuto principi o re che abbiano spostato massi o impastato cemento per erigere muri, abbiamo avuto principi e re che han dato ordini a generali di guidare eserciti, i re rare volte han guidato gli eserciti di persona, fare in modo che crescesse l’odio per lo straniero al fine di aumentare il loro potere economico attraverso quello militare, era ed è il loro compito, distribuito a cascata su vassalli e cortigiani.

Oggi, anno 2015 d.C., uomini e donne provenienti da zone infestate dalla guerra, dalla fame, da dittature e iatture, insomma da paesi senza prospettiva di una vita migliore, fuggono via da un inferno terreno per realizzare quello che il più avanzato sistema politico sociale ha impresso nel proprio ordinamento: il vivere felicemente.

Felicità impressa sulla carta e stampata in faccia ai governanti, una carota di felicità che nasconde il bastone in ogni andito quotidiano. Felicità effimera, come la vita d’altronde, carota che agitata nel giusto modo può contribuire al raggiungimento dell’obiettivo, carota vestita da temporanea ricchezza.

La temporanea ricchezza, la paura di perderla o il desiderio di conquistarla, portano gli uomini non solo ai più efferati delitti, li portano anche ai più efferati pensieri, quelli che convivono con noi in ogni attimo di vita.

Sapere di uomini  e donne, adulti e bambini che ogni giorno cercano di valicare la frontiera che li separa dal paradiso terrestre, e che ogni giorno muoiono con l’illusione nel cuore, stenta quasi a darci pensiero a farci pena. I giornali li riempiono gli strilli dei pescecani salvinici che fomentano l’odio verso chi arriva da oltre il muro, perché anche l’acqua è un muro, un muro vivo in cui si sono disciolti i nostri antenati e tutti gli esseri del pianeta che ci hanno preceduto. Se ogni molecola dell’acqua che compone i mari ha il ricordo di quel che è stato, questi uomini galleggiano su pensieri e vita comuni alle nostre, galleggiano sui nostri avi e potrebbero essere silenziosamente guidati da loro. Ma spesso finiscono per essere inghiottiti dal muro d’acqua e noi che sopravviviamo alla vita ne abbiamo paura, e non perché anche lo straniero inghiottito dal mare prima o poi finirà nel nostro bicchiere e potrebbe farci fare brutti sogni, la nostra paura è di non riuscire a lavare la coscienza con quella stessa acqua.

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

5 thoughts on “Migrazioni umane (2)”

  1. Caro Paolo, fanno vergogna quelle parole di razzismo populista e fascista che ormai circolano liberamente sulle bocche di troppi politicanti da quattro soldi.
    Fanno vergognare perchè negano ogni evidenza.
    Qui, dall’Italia sono passati tutti i popoli del Mediterraneo e da qui, dall’Italia, sono partite le braccia che, a milioni, hanno costruito il futuro del mondo che si è fatto oggi presente malato.
    Nelle vene del lombardo salvino scorrerà sangue degli invasori austroungarici e francesi, ne sono sicuro. E sono certo anche che molti dei suoi parenti sono andati in giro per il mondo in cerca di pane e lavoro. Il suo predecessore celodurista lumbard s’era scelto addirittura una moglie sicula, certamente emigrata….
    Mi mette vergogna, si, questa volgare meschina arroganza.
    Meno male che ci sono gli angeli, in mare, ad accogliere quei poveri cristi che arrivano stremati.
    Quegli altri, i demoni delle Ponte di Legno, ci penserà la storia a spazzarli via.
    Piero

  2. Bello questo post, pesa tanto sui cuori…. sui nostri che crediamo ancora e con fermezza nell’umanità…. ma arriverà a toccare e spezzare la vigliaccheria di chi su tutto questo specula? Io ho fiducia…..

  3. Quel mare dove ci bagniamo quando andiamo in ferie è un cimitero e quelle fritture di pesce che ci mangiamo nelle sere d’estate, hanno nuotato fra quei poveretti che non ce l’hanno fatta ad arrivare sulle nostre coste.
    Se il fumo che saliva lento era il simbolo dell’Auschwitz di Guccini oggi è lo sciabordio delle onde che deve turbarci…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...