RETE IDRICA PENELOPELORITANA ZANCLEA

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L’acqua è un bene prezioso, ancor più prezioso quando manca. Oro che cola dai rubinetti. Liquido che è un delitto sprecare versandolo direttamente nella rete fognaria dopo essersi lavati le mani. Basta un secchio sotto il lavandino e si ha quel che serve per lo sciacquone.
Se quello descritto sopra è un comportamento normale per una roulotte, per una città come Messina, da mesi è tornata una necessità quotidiana.
Mi raccontano, parenti ed amici, di pellegrinaggi periodici a casa di congiunti che abitano in zone meno disgraziate, tutto per elemosinare una doccia. Eh si perchè per il resto si usa l’acqua minerale in bottiglia e, vista la richiesta di mercato, anche confezionata in taniche da decine di litri e in autobotti, per fini condominiali. Resta inguaiato chi ha pesci in acquario.
Quarantanni fa sul terrazzo di casa mia c’era una cisterna da 200 lt, si riempiva di notte per farne boun uso di giorno. Ma ancora oggi se guardo i tetti terrazzati delle case di Messina, qualche cisterna la vedo. Meglio prevenire, specie quando non si può curare.

C’è una frana che incombre, e si sposta di continuo, sopra le condottture che dall’Alcantara portano l’acqua alla città. La frana preme, le condutture cedono e ci si rimpalla le responsabilità, tra serviti e servitori.

“A ‘moffa ò ‘suddatu”: lo schiaffo al soldato (di guardia). Era un gioco in voga negli anni ’60 del secolo scorso. A turno si stava in piedi volgendo le spalle ai contendenti e mentre una mano copriva la visuale sul lato destro, la mano sinistra si apriva, passando sotto l’ascella destra, per ricevere uno schiaffo o una carezza d’origine sconosciuta. La seconda parte del gioco prevedeva che il soldato indovinasse chi l’avesse toccato. Gli altri partecipanti si mimetizzavano con aria innocente. Un allenamento utile per ogni evenienza.
Oggi per l’acquedotto che sembra la tela di Penelope, intessuta di giorno e disfatta di notte, non si riesce a venirne a capo. Se solo Hollywood fosse più vicina, potrebbe imprestare un Supereroe di celluloide per una pellicola che sembra senza fine.

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

14 thoughts on “RETE IDRICA PENELOPELORITANA ZANCLEA”

  1. Noi usiamo l’acqua piovana per il water .. e per il giardino . per il fatto cha abbimao un camper ho imparato a atare attento quando apro i rubinetto… ciao Paolo😉

    1. A parte il fatto che è inquinata, qui al nord l’acqua è abbondante. ilano ad esempio da quando molte fabbriche si sono spostate ha una falda acquifera che continua ad alzarsi. A Messina l’acqua è insufficiente, molti accorgimenti utili vengono adottati dai cittadini, ma chi dovrebbe investire nell’ammodernamento della rete si rende latitante.

      1. Anche noi qui a Verona abbiamo acqua in abbondanza… ma vedo nonostante che si fa tanto sbreco ..

  2. Sicuramente NO allo spreco, da Messina a Palermo, da Venezia a Bari, passando per Roma e Napoli. Il problema, come ben sai, per Messina non è lo spreco dei messinesi bensì la frana che sta distruggendo un acquedotto che è da rifare. E per rifarlo, efficiente e con diversi itinerari, ci vogliono montagne di soldi. Non è giusto invitare i messinesi a tornare alle cisterne e ai secchi antispreco, anche i messinesi hanno il diritto di tirare lo sciacquone come fai tu a Bergamo, io a Catania o come fanno i torinesi o i bolognesi. L’acqua i messinesi la pagano come me e come gli altri. E’ giusto invece prendere provvedimenti seri e duraturi perchè anche a Messina volge l’anno 2016.

    1. Qualche mese fa, quando l’acqua mancava da un po’, resistendo all’impulso di un post inferocito contro chi gestisce soldi ed opere pubbliche, sono andato a documentarmi. Uno dei siti che ho trovato più interessanti è quello dell’AMAM (Azienda Meridionale Acque Messina), vai a vedere l’home page http://www.amam.it/ vedrai sulla fascia sinistra il link per una Gara per Recupero crediti, se ci clicchi scopri che la gara indetta l’1/8/2014, è stata rinviata il 13/10/2014 e dopo vicissitudini varie annullata il 18/09/2015 e non più aggiornata.
      Questo per restare alla montagna di soldi che vengono sprecati in presa diretta.
      Il sindaco di Messina in un’intervista a Radio 24 in quei gioni diceva che non gli era stato possibile intervenire non per mancanza di fondi ma per il veto della Provincia in cui dovevano essere eseguite le opere, che a sua volta chedeva un parere ad Demanio per diretta pertinenza, Anni fa per un caso simile di rimpalli tra Comune-ANAS-Demanio e FFSS la mia casa a Messina ha subito un allagamento: non ho chiesto danni, ho minacciato denuncia contro Ignoti ed è stato sufficiente a risolvere in fretta la questione. Il Sindaco o il Prefetto di Messina non potrebbero fare altrettanto per far muovere gli indecisi?

      1. Nulla di peggio che avere tanti Enti che devono concorrere, incrociarsi, inseguirsi, sorpassarsi, comprendersi, etc…Le lungaggini burocratiche, i rimpalli e l’incompetenza dei vari amministratori sono le cose che fanno imbestialire noi cittadini, più dei soldi che mancano o che si sprecano.

      1. A Firenze abbiamo il Ponte all’Indiano lungo il quale scorre una conduttura dell’acqua. Sotto al ponte (che è un ponte automobilistico a 4 corsie) c’è una passerella pedonale che permette a biciclette e pedoni di attraversare l’Arno. Dato che spesso la conduttura perde quando attraversi la passerella pedonale fai anche la doccia!!!!

    1. Sai qual è la cosa carina? Che non ho trovato nulla sulle riserve idriche. Ti spiego: qualche mese fa quando c’è stata la mancanza d’acqua che è durata più di una settimana, han detto che l’evento non era prevedibile. Io mi son chiesto: ma questi l’acqua delle condotte la immettono direttamente nelle condutture delle abitazioni? Sicuramente no, ci sono delle vasche in cui l’acqua viene trattata ed analizzata, vasche da migliaia di litri. Possibile che nessuno si sia accorto per tempo che il livello diminuiva?
      Si vede che in tempi in cui si risparmia su tutto risparmiano anche sui sensori e sui galleggianti.

  3. A parte la frana, che rende il caso Messina molto particolare, in tutta Italia la rete è un colabrodo e spesso è più l’acqua persa nel tragitto delle condutture che quella che arriva nelle case. Inoltre molte tubazioni sono in cemento amianto e rilasciano fibre cancerogene anche per ingestione. In Toscana tanto per fare un esempio abbiamo 1.900 km di tubature vecchie in cemento amianto…
    E’ giusto risparmiare l’acqua ma è altrettanto giusto, viste le tariffe che paghiamo, pretendere un servizio che non sia da paese sottosviluppato del Terzo Mondo!

    1. Ho letto i tuoi post sulle condutture in cenetoamianto e grazie a quei tuoi post ho preso coscienza anche di questo problema. Il ricatto dell’acqua sta diventando sempre più abominevole.

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