niggaRadio: il sud è sempre più blues

Cattura

Ieri mattina un avviso su fb annunciava la pubblicazione del nuovo album dei NiggaRadio. Da qualche tempo seguo il sound della band siciliana. Il titolo del disco “FolkBluesTecno’n’Roll…e altre musiche primitive per domani” sembra ammassare tanto materiale, ma appena inizia l’ascolto dei brani si sente la scossa di un’energica vibrata. è il background del luogo dove il gruppo opera, Catania, solidamente instabile.

Il primo brano, “U me dirittu” si annuncia con il suono archeologico industriale di una sirena che chiama al lavoro, suono che continua in sottofondo per tutto il brano mentre il canto ribadisce questo diritto negato (il lavoro per l’uomo) che quando c’è (il lavoro) nega il diritto di essere (uomo) per diventare macchina che produce reddito. Il secondo brano Messinregola) si richiama ancora al lavoro e alla precarietà che esercita, i suoni tecno vengono tenuti sotto controllo dalla voce della brava cantante. Il successivo Rema è un blues vogatore. Rema in dialetto è l’atto di remare ma al tempo stesso nel tratto di mare tra Messina e Catania è il flusso delle correnti di due mari che s’incontrano.
“U balcuni i l’cantu” l’ho percepita come una serenata tecnoblues  alla rovescia, dove la voce dal balcone insegue il lamento del cuore e della mente incarnati dal pianto della chitarra che, suonata sul ponte inferiore dell’attaccatura delle corde, produce un suono che profuma di deserti sahariani.
Può un maranzano sposarsi con il rock? Se è il suono distorno di una chitarra si. “Cantò” è un canto di liberazione, un ritmo cadenzato dalla ragion d’essere.
Piacevole brano “A fera”, la fiera di paese o il mercato di città in cui le voci si mescolano ai suoni restando distinte..
In conclusione, i generi sono ben miscelati  il suono va oltre la fusione dei quattro stili musicali. Non so quanto consapevolmente o meno, ragionato e studiato, l’insieme che si sviluppa è figlio delle diverse culture che si affacciano sul Lago Mediterraneo, dove le colonne d’Ercole filtrano i suoni prodotti oltreoceano. C’è un pizzico di Africa nelle geometrie ritmiche, c’è il blues delle piantagioni di cotone, c’è il rock metropolitano e la musica sintetica della tecno, ma sopratutto c’è la Sicilia che impresta una lingua dialettale che si mostra duttile. Lingua che parte dalle piazze e finisce nei quotidiani rimbotti etnei. E c’è tanto blues accarezzato dal suono della chitarra, ora distorta e all’occorrena chiocciante (l’amato effetto wha-wha). I testi sono delle grida, grida di riscatto da un ruolo assecondante lo status quo che vacilla.
I brani ascoltati li ho trovati all’indirizzo web Rock.it.
Il web è fatto di cose sintetiche, in senso di sintesi, percò non mi dilungo troppo, consiglio un buon ascolto di quest’album. Con dei doppiclick sui link interni del sito di Rock.it  si accede anche ad altre informazioni, oltre che ai testi con relativa traduzione.

https://youtu.be/Xnm4-0c16HE

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

14 thoughts on “niggaRadio: il sud è sempre più blues”

  1. Sei un ascoltatore attento e raffinato, spazi tra i vari generi musicali, dalla sinfonica al rock, e ci entri dentro, carpendone l’anima. Complimenti, Paolo!
    Di questo gruppo musicale si parla in città, soprattutto i giovani vengono catturati dal ritmo dolce e deciso insieme, dalle sperimentazioni strumentali e dai messaggi delle canzoni che la band propone.

    1. grazie Marirò, molto modestamente ti dico che quanto ho espresso è stato dettato dall’emozione generata dai suoni.
      Son contento nel sentirti dire che in città sono apprezzati, non è una musica facile, è molto giocata sui ritmi. Spero quest’estate di poter assistere ad un loro spettacolo, sono convinto che dal vivo ogni singolo brano vada ben oltre i 2-3 minuti del disco che credo sia solo un mezzo per farsi conoscere.

  2. Sicuramente è musica particolare, ma variare è bello e quindi va bene.
    Farò un salto a curiosare i link che hai messo, vedo un pò se c’è qualcosa che le mie orecchie gradiscono😀
    Buon pomeriggio

    1. La disponobiliyà allascolto è già di per se un fatto positivo, l’orecchio viene abituato ai suoni e alle melodie, la musica popolare risponde a canoni sempre uguali e l’industria discografica detta le regole.

      1. Caro Paolo, sono un po e confusa in questo periodo… forse per questo ho chiuso il vecchi blog e riaperto questo qui … parlo in avanti di questa mia problema… oggi ti saluto abbi sereni giorni di Pasqua … Pif ♥

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...