IL MURO

Chiudersi in dietro un muro è davvero la migliore delle soluzioni?

REPUBBLICA INDIPENDENTE

511404ff-2f92-4ca9-9574-4d4f7e5a60e7_xl Cliccare sulla foto, oppure qui:  Nostra signora delle macerie, Banksy (thans!), Gaza

Un muro.
Mi sto costruendo un muro anche io.
Ormai, senza un muro, non si può più neanche vivere.

Ma avete visto, tutto intorno?
Dove?
Ma come?
Dove.
Dappertutto?
E cosa?
Come, cosa?

Un muro.
Un muro, dobbiamo costruirci tutti dei muri.
Ognuno.
Per viverci in mezzo, dietro.
Al riparo.
Difesi.
Protetti.

Io me lo sto già costruendo.

Ma cosa?
E dove?
Per cosa?

Un muro.
Da qui.
A lì.
Un muro.
Un muro.
Di mattoni e di malta.
Un muro.
Alto, massiccio.
Con le punte di vetro spezzato, su in cima.
E il filo spinato.
Tutt’attorno.
Per stare al sicuro.

E per cosa?

Un muro.
Molto alto.
Robusto.
Per la difesa.
Senza fessure.
Senza aperture.
Senza porte e finestre.

Una cella, quindi.
Una clausura.
Anzi, di più.
Senz’aria.
Una gabbia.
Un sarcofago.
Una bara in muratura.

View original post 7 altre parole

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

16 thoughts on “IL MURO”

  1. Bellissima la poesia, ha un ritmo tale da mettere già angoscia.
    Sono per i ponti, lo sai, ma inizio a comprendere che qualche muretto bisogna innalzarlo. Nessuno oggi può dire che i controlli non siano necessari.
    Io lo alzai un muro, mio personale, tanto tempo fa, per difesa. Ma fu una sofferenza maggiore, stava divenendo soffocante e iniziai a respirare quando cominciai ad abbatterlo. Non dico che fu inutile, in quel momento era necessario, ma non fu piacevole.

    1. Anche a me la poesia di Piero è piaciuta talmente tanto da lasciarmi immoto e poi decidere di rebloggarla. I muri portano alla solitutine, non quella cercata ma quella imposta. L’uomo è un esere sociale, la paura lo strasforma in qualcos’altro.

  2. Bellissima questa poesia ,aveva ragione Gagarin quando disse quelle parole ma i muri ci sono stati e ci saranno sempre,sia quelli che ci sono imposti sia quelli che ci costruiamo per difenderci dalle paure.
    Buona giornata di ☀️☀️☀️

    1. Abito in una delle tante cittadine che avevano un muro intorno, residuo dei secoli passati, quando le scorrerie nercenarie erano un fatto costante. L’uninone dello Stato è stata determinante a modificare le architetture. Da questa considerazione non si può non giungere alla conclusione la coesione politico sociale ha un ruolo molto importante. Avevamo eliminato le barriere tra gli stati europei, pur parlando lingue diverse ci sentivamo liberi di allargare gli orizzonti. Ci resta in mano ora solo una moneta che ci accomuna. Stiamo uniti per soldi? E allora ecco la vera faccia della paura, quella di dividere con altri spazi e servizi.
      Ciao🙂

  3. Non sempre siamo noi a costruire muri, ma sono gli altri, che anche se tu non vuoi o speri non accada, lo fanno. E tu devi accettare e te ne stai fermo con gli occhi spenti a guardare, sperando? Cosa…. ciao Popof sempre belli i tuoi articoli, abbraccio

    1. I muri isolano, separano, dividono. Di fronte a un muro spesso non rimane che la resa, ma se chi sta dietro il muro sente provenire dalla strada grida di festa, prima o poi sarà lui ad aprire una breccia.
      Questo post non è mio, è di Piero Perrone, l’ho trovato molto bello e l’ho ribloggato. Ciao.

  4. Inizialmente tutti abbiamo un muro con il quale difendeci da persone a noi sconosciute… stà a loro far cadere questo muro con la fiducia e il rispetto😉
    Ciao Paolo, buon pomeriggio

    1. Ieri Obama ha detto che i muri sono inutili dimenticando il muro tra USA e Messico.
      I muri possono essere una difesa contro chi attacca, una massa di profughi non è una minaccia, sono le nostre paure, a cominciare da quella di perdere il poco che abbiamo a dispetto della condivisione che scatta sempre dopo una tragedia. Ieri è stato il 25 aprile e da quello che ancora raccontano i vecchi non c’è stato momento più felice di quello della fine della guerra e per un pò tutti si sentivano accomunati nella disgrazia.

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