Poveri papaveri (2)

Ho cominciato con il volere scattare delle foto ai papaveri nei campi di grano. Ho notato che i campi intorno a me raramente mostrano papaveri mentre proliferano sui cigli delle strade. L’ovvia conclusione che i campi siano trattati con erbicidi selettivi è stata la prima conseguenza. Ma ho cominciato ad interrogarmi anche sul tipo di erbicidi usati in agricoltura e sulla disciplina della loro somministrazione. Non sono un esperto in materia, mi muove solo la curiosità di sapere qualcosa di più alla luce delle cose che noto, ovvero l’assenza di papaveri nelle zone coltivate, l’assenza di libellule, api e farfalle che in questa stagione proliferavano.

Cercando in quel pozzo che è internet ho trovato due documenti. Il primo che la ricerca mi ha restituito è il Disciplinare regionale di produzione integrata della Regione Sicilia che fissa le norme tecniche di difesa integrata delle colture e controllo delle infestanti, datato 2013. Il nome di uno dei tanti prodotti chimici consentini, l’Oxifluorfen e i consigli d’uso ad essere utilizzato a dosi ridotte (0,3 0,45 litri/ha per intervento) in miscela con i prodotti sistemici, mi han fatto avviare un’altra ricerca sulla sua sicurezza. Sono finito su un documento della ASL3 della Regione Toscana del 30/09/2005 che lo considera sostanza irritante per gli occhi e per la pelle, in grado di provocare fumi tossici in caso d’incendio e quindi fornisce le informazioni per il medico a cominciare dalla descrizione dei sintomi: irritante per la cute e mucose fino all’ulcerazione delle mucose oro-faringea ed esofagea; irritante oculare, miosi, nausea, vomito, cefalea, ipertermia, sudorazione, dolori addominali, diarrea. Per proseguire con i danni al SNC (Sistema neurologico centrale): vertigini, atassia, iporiflessia, nevriti e neuropatie periferiche, parestesie, paralisi, tremori, convulsioni, ipotensione arteriosa, tachicardia e vasodilatazione, alterazioni ECG. Mentre i muscoli possono presentare: dolenza, rigidità, fascicolazione: gli spasmi muscolari in genere precedono di poco la morte. Exitus per collasso vascolare periferico. Terapia: sintomatica. Ospedalizzare. Controindicazioni: non provocare il vomito. E finisce con un’avvertenza: consultare un Centro Antiveleni. In casi gravi o sospetti gravi ricovero urgente in centro di rianimazione.

Da notarsi le date dei due documenti: il primo del 2013 il secondo del 2005.

Poi leggo la Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 12.03.2015 che lo annovera tra le varie sostanze da sostituire. Sostituire con cosa? Lo stablisce una tabella allegata che è un elenco di prodotti al cui uso secondo me è indispensabile il ricorso al parere di un esperto, magari dottore in Chimica Agraria.

Capisco perchè i papaveri non sono più nei posti di una volta. Ma i vari enti di questo Stato collaborano informandosi tra loro nel definire le linee guida?                                         DSC_0041

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

21 thoughts on “Poveri papaveri (2)”

  1. Io non ho cercato su internet, ma di fianco a noi c’è un ufficio “dei coltivatori diretti” (non ricordo la sigla).
    Il calendario dei trattamenti è esposto per tutti i tipi di coltura e questo anche nelle bacheche del municipio. Il problema è: chi può influenzare i disciplinari?

    1. Il guaio è che da decenni alcune sostanze, consentite da un lato e sconsigliate da un altro, ce le siamo bevute a litri e mangiate a chili e non so se il mio cardiologo si è consultato con il suo amico agronomo😉

      1. L’altro guaio è che non sono gli agronomi come il mio amico che decidono, ma le multinazionali del chimico! Non credo che sia stato il fattore a innalzare il livello di tolleranza del mercurio nell’acqua potabile, tanto per dire!

      2. Se senti il parere delle multinaziononali è che i prodotti loro li fanno per un uso adeguato, ad esempio stabiliscono il lo 0,3% per hl, poi chi effettua il controllo?

      3. Se senti i contadini con quello che costano i prodotti chi pensa ad usarne di più? Da noi però ogni tanto i controlli vedo che li fa? l’Asl e anche l’Arpa. Poi non saprei se si mettono d’accordo.

  2. In effetti nemmeno io conosco bene i termini (quali siano le sostanze incriminate) e la normativa della questione, so solo che da quest’anno l’erbicida utilizzato qui in città per il diserbo lungo le strade verrà sostituito – la motivazione è il suo divieto normativo – dal diserbo meccanico. Questo è stato il primo segnale che mi ha fatto drizzare le antenne..

    1. Questa è una buona cosa. Il diserbo lungo le strade provonciali e statali in massima parte è ancora effettuato meccanicamente, in città è diverso. Sarebbe bello che si tornasse ai mezzi meccanici anche lungo le ferrovie dove non si sa quanto diserbante usino ed aumenterebbero anche gli occupati.

  3. Non ho ancora letto i link che indichi ma sono subito andata su google per cercare il tasso di mortalità per i cittadini italiani, Regione per Regione e la classifica del 2013 tra Sicilia e Toscana mette l’isola al dodicesimo posto e la Toscana al quinto. Pertanto ho tirato un respiro di sollievo!
    http://www.urbistat.it/AdminStat/it/it/classifiche/tasso-mortalita/regioni/italia/380/1

    sicuramente ciò che dici è vero e molto preoccupante. Il problema dei diserbanti, dei concimi chimici e di tutte le schifezze che si usano in agricoltura, tutte velenose per ogni essere vivente, sta anche nei tempi di uso e di utilizzo dei prodotti da raccolto. La sicura tossicità dei veleni, infatti, si smorza nel tempo. Noi umani lo sappiamo e sappiamo quando gli ortaggi si possono portare in tavola in buona sicurezza, api, farfalle e fiori non lo sanno e ne restano folgorati all’istante.

    .

    1. Sto osservando in questi giorni un campo di mais dietro casa, dove porto a correre il cane. Un mese fa le piantine erano appena spuntate e sul terreno intorno c’era come una sottile pellicola all’apparenza muffa, Ora le piante sono alte un 25 cm ed in terreno, dopo alcuni giorni di pioggia, è bello pulito. Magari si scioglie tutto, ma i residui nella falda sono in aumento.

  4. L’uso indiscriminato di questi veleni usati in agricoltura ha causato un inquinamento dei terreni molto nocivo per la salute.
    Da me ci sono molto contadini che vendono a km zero i prodotti del loro orto coltivato in modo biologico ma lo stesso terreno era una volta usato per la coltivazione dei garofani …il terreno sarà ancora impregnato di chissà quali schifezze
    Buona giornata😀😀😀

    1. L’elevato livello d’inquinamento lo si riscontra nell’acaqua che malgrado l’elevato scambio e filtro terra/aria non elimina molte delle sostanze tossiche.
      L’altro ieri il fruttivendolo al mercato diceva ad un cliente “nn non le ho le pesche grosse, quelle sono spagnole, io vendo solo quello di cui sono sicuro”, evidentemente la voglia di cose buone cresce.

  5. Proprio ieri pensavo la stessa cosa e poi verso Ferrara ho visto un campo interamente rosso, ma come allora i papaveri esistono ancora. Evidentemente là non avevano dato i pesticidi oppure era una coltivazione di papaveri per ricavarne oppio…..Comunque come sono tristi i papaveri sul ciglio della strada e non li puoi cogliere perché appassiscono immediatamente. Ma Popof ti ricordi che assieme ai papaveri c’erano i fiordalisi, splendidi e che facevano un bellissimo effetto nel grano insieme ai papaveri? Spariti anche quelli, ma spariti davvero. Questo è veramente uccidere la natura che ci regalava oltre al buono del grano il bello dei suoi fiori, buona giornata.

    1. Eh già, i fiorgalisi … e chi se liricorda più quelle macchie azzurre. Adesso che mi ci fai pensare voglio stare più attento a quello che vedo, mi sembra che siano più rari, i cigli delle strade e le rotonde si vede che per loro non sono salutari. Non si vive di solo pane.

    1. No, ci stiamo provando. Tutto ciò che non ha valore e che non attecchisce sui terreni lavorati (o avvelenati) se ne sta ai margini, e fuori dai confini continua a fiorire.
      (Un’mprovvisa ventata di positività :))

  6. Se volete farvi venire il sangue amaro cercate in rete tutto quanto riguarda il glifosato… il pesticida più usato al mondo. Se lo trovate ancora in edicola, sul mensile “Il Test” di Maggio c’è stato un dossier sconvolgente. Vi racconto una storia curiosa: a Roma e Milano ci sono dei gruppi che raccolgono la frutta urbana, ovvero la frutta che nasce spontaneamente nei parchi pubblici e lungo i viali cittadini che poi trasformano e regalano a Onlus, mense dei poveri, etc… Ebbene hanno analizzato le arance e (se non ricordo male) le prugne raccolte nel centro di Roma: avevano meno pesticidi e residui chimici della frutta del supermercato.

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