Randazzo

DSC_0403-001Da tempo desideravo fare una sosta a Randazzo. Il nome della città è rimbombato nelle nostre orecchie grazie a quel  Dott. Randazzo che investigava sullo stato di salute di Dante/Roberto Benigni nel film Jonny Stecchino (cliccando qui si visiona uno spezzone del film per chi non lo ha visto o non lo ricorda), ma anche per le varie volte che l’abitato di Randazzo è stato minacciato dalle colate laviche dell’Etna, difatti per poter raggiungere le pendici del vulcano provenendo dalla costa siciliana che si affaccia sul Mar Tirreno, bisogna passare per la città etnea. Calcolati per bene i tempi di percorrenza che si aggirano su una media di 40 km orari, vuoi per la tortuosità delle strade, vuoi per l’attraversamento di tante cittadine, partento alle 9,00 del mattino vi sarei giunto per l’ora di pranzo. Così è stato, 60 km in quasi 2 ore passando per Capo d’Orlando, Naso, Ucria, Floresta, Favoscuro, Santa Domenica Vittoria e infine Randazzo. Visto che anche il buon Dio al settimo giorno si riposò, io dopo aver attraversato 6 cittadine non potevo non sostare nella settima anche perchè erano le 11 passate e presto sarebbe stata ora di pranzo. Ma al sud non si pranza a mezzogiorno, di norma mai prima delle 13,00 e se proprio vuoi darti un tono prendi posto a tavola alle  14,00. Insomma ho trovato il tempo per scattare qualche foto alle belle architetture della città. Un’immagine in particolare mi ha colpito ed è stata l’ultima che ho scattato prima di proseguire per la mia meta e che ho messo a presentazione di questo post. E’ una vecchia costruzione in mezzo a tante altre più recenti. Finestre e porte non ci sono più, ad eccezione di una serie di tavole di legno che ne impediscono l’accesso. Sul palo a sinistra, che serve per trasportare le reti elettriche e telefoniche, c’è un aggeggio che sembra una telecamera che porta a pensare che oltre le pareti di facciata ci sia un cortile, la finestra senza infissi  non mostra un interno buio. Con questultima immagine, cliccando sulla quale si accede alla cartella, dopo un pranzo veloce a base di arancine e mozzarelle in carrozza, come solo in provincia di Catania e Messina sanno fare, ho proseguito il mio viaggio alle pendici dell’Etna. Peccato che la funivia fosse ferma, la prossima volta dovrò informarmi meglio per sapere se il servizio viene effettuato, ovvero conoscere quando ha inizio la stagione turistica con le attività relative.

 

 

 

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

10 thoughts on “Randazzo”

  1. Randazzo è una bella cittadina medievale, molto attiva a livello culturale. Strano che non hai inserito nella cartella la foto di una delle vie più importanti, la via degli archi, via Petina, un capolavoro di architettura lavica.
    La funivia dell’Etna è in funzione tutto l’anno, ma si ferma quando le condizioni meteo sono avverse sui crateri: nebbia, vento sostenuto. Domenica scorsa, splendida giornata di sole, eravamo almeno in tremila lassù.

    1. L’ho girata in fretta questo è vero, però conto di tornarci e penso che in futuro di tempo libero dovrei averne. Di Via degli Archi ricordo di aver visto le indicazioni, ma era quasi mezzoggiorno ed il mio accompagnatore voleva solo andare sull’Etna e non ho potuto apprezzare appieno le belle opere che si riescono a fare con le pietre anche con quelle scure della lava.
      Mi è dispiaciuto molto per la funivia, le condizioni meteo a 1806 mt non erano proibitive, la gente era poca questo è vero, forse i tour operator dovrebbero fare di più per incrementare l’industria turistica, all’estero riescono a vendere come cose meravigliose stagni come fossero laghi, ruderi informi come fossero castelli o giri in battello come fossero crociere. Essendo nato e cresciuto in quella terra, ogni volta provo un grande dolore nel vedere le occasioni sprecate.

  2. è uno dei miei sogni nel cassetto andare a vedere codesti luoghi che nemmeno mi immagino… Grazie per il tuo racconto e per le foto, le gradisco così qualcosa imparo🙂 Buon inizio settimana Paolo

    1. Di sicuro sono luoghi che meritano, Io Randazzo l’ho visto di fretta come ho scritto nella risposta a Ili6, ha un fascino che resta impresso, tipico dei piccoli centri. Ieri ad esempio mi sono imbattuto nel tuo album fotografico su San Gimignano di cui ho un ricordo indelebile e poche foto (34 anni fa non c’era il digitale), eppure ricordo quasi tutte le botteghe di artisti della ceramica oltre alla cultura del vino che allora era adolescente e con naturalezza affiancava le bellezze artistiche. Ecco Randazzo è una città che ha grandi potenziliatà che deve tirar fuori dai muri, può offrire al tempo stesso una vacanza culturale, naturalistica ed enogastronomica.

  3. A me che sono più vecchia Randazzo mi ha subito riportato alle spaventose eruzioni dell’Etna, quando nulla salvava i paesi alle sue pendici!!!! Sentivamo le notizie alla radio (non c’era la tv) ma le poche foto dei giornali bastavano a dare il senso della tragedia….

    1. Dell’ultima eruzione che ha minacciato da vicino la città di Randazzo qualcosa ricordo anch’io, ma io mi riferisco a quella del 1981, allora avevamo la TV ma non avevamo i telegiornali/talkshow in cui c’è la gara a chi arriva prima e a chi da la notizia più appetibile per l’audience. Riferendomi al terremoto di Amatrice ad esempio ho notato che due giorni dopo i mezzi di soccorso dei VVFF erano bloccati e incolonnati in stile tangenziale insieme a quelli dei volontari, dei giornalisti e operatori televisivi e noi eravamo bloccati e sgomenti davanti alle televisioni: tra non molto non rammenteremo niente del dramma.

  4. Sono stata a Randazzo molti anni fa,la funivia ricordo di averla presa e di essere giunto ad un rifugio da cui poi con jeep siamo saliti sul vulcano! Bellissimo
    Mio marito si é fuso le ciabatte visto che non aveva scarpe da ginnastica e non aveva voluto rinunciare alla gita!
    Sei ancora nella tua bella isola?
    😀😀😀

    1. Io ho sempre avuto la pretesa di voler usare le gambe, ma non sono mai riuscito ad organizzarmi come si deve, ora andrei anche con la funivia, spero di poterlo fare in un prossimo futuro essendo ormai agli sgoccioli lavorativi.
      In Sicilia sono rimasto sino al 17 luglio, presto ricomincerò con i post delle montagne che un poco ho trascurato. Ciao🙂

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