“Ignavi raggiri”*

Sulla scia degli strilli di cronaca riguardanti la precaria giunta comunale di Roma, stamattina mi è tornato in mente il fatto che nel giugno del 1993 s’insediò a Milano, che quanto a dimensioni può reggere il confronto con Roma, la giunta leghista di Marco Formentini. Il confronto mi appare naturale per molti punti di paragone, primo fra tutti il fatto che era la prima volta che la Lega conquistava un comune di grandi dimensioni. La Lega allora era alle prime armi come oggi il M5S, la differenza era che moli suoi uomini masticavano il politichese, e qualche idea di governo l’avevano. A Milano l’ondata di “mani pulite” nella tangentopoli del ’91 faceva ancora sentire i suoi effetti, allora come l’altro ieri a Roma per “mafia capitale” e sempre oggi a Roma come allora a Milano milioni di elettori han fatto confluire i propri voti in una lista che annunciava dei cambiamenti. La Milano di quel periodo la ricordo come una città spenta, senza entusiasmo. L’amministrazione della Lega tenne in stallo per anni gli investimenti e forse la Lega ha avuto pochi indagati (riferendosi a quell’evento e a quel periodo) perchè tenne stretti i cordoni della borsa e furono pochi i rifacimenti infrastrutturali a cui han fatto eco pochi effetti collaterali.

Formentini non si trovò nelle difficoltà che incontra oggi la sindaco Raggi per il semplice fatto che il M5S non ha nessuna capacità di gestire la politica, non riconosce alla politica il peso che ha, vi si contrappone in forma totalmente anarchica, mentre la politica è fatta di alleanze, anche impossibili. Tanto più grande è il mare da navigare tanto maggiori le difficoltà che avranno le piccole barchette in cerca di una guida. Una cosa è attraversare lo Stretto di Messina a nuoto, un’altra governare un transatlantico. Si possono fare pure i saltelli e gli inchini che si vuole, ma se non si ha una profonda conoscenza del rischio e del fondale, anche la Concordia affonda. Se proprio Grillo & C dovevano fare una prova di galleggiamento dovevano cominciare a valutare le onde di un lago e non quelle dell’oceano.

*: il titolo è un anagramma trovato/ideato da Franco Muzzioli.

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9 risposte a “Ignavi raggiri”*

  1. Fior di Sambuco ha detto:

    Esatto, la presunzione spesso va a fondo 😉 Ciao “ex scapolone” 😛

    • popof1955 ha detto:

      Secondo me un Sindaco deve saper decidere, nel rispetto delle aspettative dei propri elettori e anche di quelli che non l’hanno votato. Perchè i primi hanno desidera che vengano rispettate le promesse ed i secondi devono avere un segnale che dimostri che sa fare le cose meglio di chi lo ha preceduto, può anche fare il “non fare” come fece Formentini, ma nel bene o nel male ha costruito ragnatele che lo han visto da leghista ex PSI prendere in giunta uomini del PDS, proseguire la carriera da europarlamentare con il Democratici di Prodi ed infine aderendo alla DCpA (Democrazia Cristiana per le Autonomie): un camaleonte che nessuno ha mai attaccato.

  2. Alidada ha detto:

    non ho seguito molto le vicende del sindaco di Roma., ma ragionando a grandi linee posso dice concordo con te sul fatto che la politica è fatta di alleanze (e tanti discorsi). Che i 5 stelle siano impreparati è risaputo e bene avrebbero fatto a lavorare per gradi. Invece si sono buttati sul “tutto e subito” e ne pagano le conseguenze. Buona serata mio caro Paolo. Ps, che dice Libera nel commento qui in alto.. ti sei sposato?

    • popof1955 ha detto:

      Quel che è peggio non hanno una scuola di partito, magari prima di candidarsi potrebbero fare un corso di formazione privato.
      Ricordo che tanti anni fa, quando c’erano questioni spinose assessori e consiglieri si confrontavano tra loro (riunioni preconsiliari) ed anche nelle sioni di partito con la base: magari loro fanno tutto con skype e wattsapp.
      PS: Eh si, mi son sposato, ma 7 lustri fa, quest’anno abbiam fatto vacanze separate e la mia vera vacanza è stata qui a casa 🙂

      • Alidada ha detto:

        Io non so se loro sottovalutano oppure se non gli interessa proprio far della politica. Sono a briglia sciolta…ma come si fa… così non possono governare. Comunque sia vedremo se si “evolveranno” (come i Pokemon) :-)… Belle le vacanze a casa, piacciono anche a me 🙂 Buonanotte amico mio

  3. mariella1953 ha detto:

    Sono d’accordo con quanto scrivi ,un inizio sulle acque di un lago era meglio che non tra le onde dell’oceano
    Detto questo inerente al post aggiungo che ad ottobre esce il seguito della “cattedrale del mare” ,ricordo che ci avevi fatto un bellissimo post forse il primo che ho letto da te!
    Buona serata qui sempre caldissimo! Spero arrivi un po’ di temporale da Genova!

    • popof1955 ha detto:

      Roma senz’altro è più difficile da governare rispetto ad altre città, certo che se continua così finiscono per essere Commissariati.
      Ti ringrazio per la segnalazione, sarà un libro che acquisterò di sicuro.
      Qui invece dopo un agosto di un fresco eccezionale, ha ripreso a fare estate, ma in fondo sino al 20 è estate. Ciao 🙂

  4. ili6 ha detto:

    Quello che dici è vero. Dobbiamo però riflettere sul perchè il M5S sia arrivato così velocemente alle alte posizioni. Il sindaco di Roma è stato eletto dai cittadini romani imbufaliti dalla totale inefficienza dei vecchi “gloriosi”partiti che hanno ridotto la Capitale come sappiamo, per malafede, per interessi personali e anche per assoluta impreparazione.
    Forse un tempo l’ho scritto: permetterei di fare politica solo a chi di politica ha studiato seriamente. Istituirei un nuovo, specifico e rigoroso corso di laurea con relativi master esteri e continui aggiornamenti, in ottica mondiale. Non serve sapere solo di economia, figuriamoci solo di teatro e canzonette. La politica oggi è diventata un mestiere, una professione, la migliore retribuita in soldoni. Che venga, quindi, svolta da gente competente sul serio.

    • popof1955 ha detto:

      Essere sindaco o assessore al giorno d’oggi comporta grandi problemi, troppe leggi tanti interessi e tanti bisogni da tutelare e soddisfare. Al di là del fatto che governi uno o l’altro i veri gestori della casa comunale sono i segretari generali o direttori generali che dir si voglia, devono essere gente che veramente conosce il suo mestiere, il sindaco e gli assessori dettano le regole di programma, ma è un lavoro di gruppo dove la fiducia e la professionalità sono indispensabili con il riconoscimento dell’autorevolezza del capo che conosce il tessuto umano che lo coadiuva.

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