San Marco d’Alunzio

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(Cliccando su questo link: https://goo.gl/photos/HKpq3J7xS4pwytzF8 , si accede alla cartella)

L’antico paese di San Marco d’Alunzio in provincia di Messina, collocato su una delle colline dei Nebrodi a 548 slm, accoglie il viaggiatore su una terrazza: una delle sue piazze che accarezza la vista con le Isole Eolie e della sinuosa costa tirrenica siciliana, da Capo d’Orlando a fin dove il confine provinciale sfuma.

Invitante per la frescura che promette nelle sere d’estate, si annuncia a chi lo visita con un bassorilievo che mostra la sua antica essenza. Tra i suoi vicoli stretti collegati da scalette, i suoi 2100 abitanti (che eran 3500 negli anni ’60) dispongono di ben ventidue chiese, quattro musei, quattro biblioteche, un tempio greco del IV secolo a.C. dedicato ad Ercole e trasformato dai normanni in chiesa cristiana, un monastero Benedettino, un convento dei Frati Cappuccini e i ruderi del castello normanno. Su ogni pietra antica, o recuperata all’uopo, predomina il rosso delle pietre di marmo autoctono.

Anni fa un’anziana donna mi cantò una canzone dialettale che esaltava i profumi e i colori del borgo, con ogni probabilità cantava le rime di quei versi a tutti i turisti che passavano da quei vicoli strappati alla storia e che allora venivano ricuperati pietra dopo pietra. Quell’anziana donna, magari considerata stramba, era una guida tattile olfattiva che ormai s’è persa nel tempo che riaffiora, cullato dalle onde del vento che trasporta gli aromi dal mare ai monti, dove i pastori curavan le greggi.

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

9 thoughts on “San Marco d’Alunzio”

    1. Pensa era il primo luglio e ti racconto una cosa: intorno al 1950 fece tappa in Sicilia una commissione sociopolitica che al tempo individuò e suggerì come via percorribile per lo sviluppo economico dell’isola la specializzazione nella produzione di primizie agroalimentari, la zona ragusana di Vittoria seguì quelle indicazioni e lo sviluppo di cooperative in quella zona lo dimostra, per il resto siamo stati soppiantati dalla Spagna per gli agrumi e tra non molto anche dall’Olanda per i pomodori da sugo.

  1. che bei posti e che belle foto! Peccato però pensare che siamo stai soppiantati dalla Spagna per gli agrumi e dall’Olanda per i pomodori da sugo… Buon martedì amico mio

  2. E’ un paesino delizioso, che ti sorprende, proprio come hai evidenziato tu, per molte cose. L’ultima volta che ci sono stata fu in periodo pasquale per la processione degli angioletti d’oro, bimbi che accompagnano i riti della settimana Santa con abiti ricamati di oro. Non fili d’oro, ma veri preziosissimi gioielli che le famiglie custodiscono e si tramandano da centinaia di anni, collane e bracciali d’oro che abilissime sarte cuciono nel tessuto formando disegni e arabeschi spettacolari. Ricordo che quel pomeriggio eravamo in moltissimi ad ammirare, ma mai quanti avrebbero dovuto per qualcosa di tanto bello. Peccato.

    1. Non sapevo di questa manifestazione pasquale, se in futuro avrò occasione di trascorrere una Pasqua in Sicilia ne terrò conto, sono tanti gli eventi che non vengono degnamente pubblicizzati, mancanza di fondi certo, ma anche organizzative, come se attrarre turisti non portasse soldi.

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