Pontificare al tempo dei muri

La riva calabrese vista da Ganzirri appare vicina, molto vicina. Chissà se è stata una visione simile che, in questo tempo in cui l’€uropa costruisce muri, ha fatto tornare in auge la pontificazione dello dello Stretto. Certo non è la stessa vista che si godeva 50 anni fa, quando in quei lidi tentavo d’imparare a nuotare e l’Aspromonte appariva interamente coperto di alberi bruciati negli anni. Di ripiantumazione nemmeno si parla, un ponte potrebbe distogliere lo sguardo dai ricordi.

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

15 thoughts on “Pontificare al tempo dei muri”

  1. Un ponte, e collaterali, potrebbe fare tanto e più. Ma è inutile parlarne.
    quando il sindaco di una delle province meno in crescita di Italia ti dice che non gli servono tre km di ponte, significa che non riesce a vedere oltre il proprio dito. Che si tenga, quindi, il dito.

    1. Eh si cara Marirò in fondo bisogna arrendersi all’evidenza ed accettare di essere in pieno antropocene, meglio rimodellare quel che si è distrutto che cercare di salvare il salvabile.
      Ma poi che ci salvi? Il Capo Peloro spelacchiato, le colline depauperate, le fiumare intubate? Intanto alla prima pioggia Messina sud resterà ancora senz’acqua per il bypass ancora irrealizzato di Fiumefreddo, mentre cittadini e i turisti come da mesi fanno continueranno a fare le gimcane in piazza Cairoli, e le casette provvisorie post terremoto del 1908 continuano a restare provvisorie. Il Tibetano alla fine sarà colpevole anche del binario morto sulla ME-PA quasi tutta a binario unico (ma elettrificato).

      1. Certo certo …è giusto arrendersi e lasciare tutto come è anzi sempre peggio. Te l ho detto: ogni nazione ha bisogno del suo Sud e che resti tale.

      2. No, Ogni sud sceglie di essere sud e di restare tale e quale. Dell’ultima vacanza in Sicilia ho compreso che il male peggiore dell’isola sta nell’assenza di veri professionisti nella macchina statale. Mancano di formazione di base, sono pressapohisti e faciloni. Certo è duro capirlo a sessantanni, capire che non è vero che me ne sono andato ma che sono stato cacciato via. Che si faccia sto ponte. Ci fosse un referendum per il ponte voterei SI, almeno lo scempio che si vede ormai tra i Peloritani e l’Aspomonte verrebbe cancellato da un’opera architettonica degna di “Venere sulla conchiglia” racconto di fantascienza degli anni ’70 di J.P.Farmer (che però in quel libro si firmava con uno pseudonimo): Messina in quel libro era capitale galattica.
        Pensa se ci fosse il ponte, e non ci fosse il limite dei 130 km/h con la mia auto potrei raggiungere la mia meta in sicilia, che dista 1350 km, in meno di 8 ore, ma con i 130 di massima e i 60 medi in Calabria/Basilicata ci vogliono 18 ore. Insomma Renzi ha detto SI, allora si faccia il ponte e basta piagnistei.
        Ah dimenticavo: il Museo Nazionale di Messina è in fase inaugurale da 30 anni.

    1. La tecnologia odierna secondo me potrebbe anche riuscire nella sua realizzazione, l’idea è affascinante tutto sta nel suo uso successivo.
      Qui dove vivo, nella bassa pianura bergamasca, è stata realizzata un’autostrada che collega Brescia a Milano, progetto privato, soldi per metà pubblici e per metà privati, incassi privati. Ha strappato all’agricoltura tanti ettari di terreno e molti agricoltori devono ancora essere indennizzati. L’autostrada è interamente automatizzata, il pedaggio costa quasi il triplo che non sulla Torino Venezia ed è quasi sempre vuota. Il pedaggio sul ponte non credo sarebbe gratis, per avere tanti utenti occorrerebbe smantellare i servizi di navigazine attuali che occupano migliaia di persone: come ricollocarli?

  2. Il ponte…se ne parla sempre in tema elettorale, solo per nascondere la vera realtà di una Sicilia splendida che ha tutto e che nulla viene valorizzato, solo per l’inerzia e l’incapacità e interessi economici personali di tanti.
    No al ponte, no alla rassegnazione.
    ciao Popof, ci metti più tempo a viaggiare? Bene guardiamoci intorno e scopriamo tante cose che non potremmo vedere andando sempre forte.

    1. Purtroppo essendo quelli i luoghi dove son cresciuto non posso fare a meno di confrontarli con il passato e oggi francamente un ponte non peggiorerebbe il paesaggio, con un po’ di infrastrutture nichiliste si potrebbe anche migliorare l’insieme. Rassegnazione? Forse si, ma anche sfida, perchè sono certo che la burocrazia locale riuscirà a non far portare a termine l’opera prima che diventi vetusta.

    1. Deduco che hai avuto modo di passare da quei luoghi, spero non sia stato molto tempo fa, almeno così non puoi fare i paragoni con il come era prima della deforestazione dell’ultimo mezzo secolo.

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