L’inutile fatica di distruggere

Ogni cuore pulsa e distribuisce sangue a tutto il corpo. Se una coronaria interrompe il suo flusso, il cuore subisce un trauma che può essere letale se non si interviene in tempo, nella maggior parte dei casi basta uno stent, qualche anticogulante, ed il cuore continua a battere.
Come per il corpo, nella complessa società odierna ognuno di noi rappresenta un’arteria, una vena, una coronaria o un capillare. Un trombo può colpire senza dare traumi estremi al cuore del sistema. Se solo fosse consapevole di questo, un attentatore terrorista capirebbe l’inutilità del proprio gesto. E forse lo sa, perchè il fine ultimo per l’attentatore, giudice e carnefice, non è la vittoria finale ma l’illusione che la sua azione possa dare modo alle vittime di redimersi. C’è da chiedersi chi siano le vittime da redimere in un’azione terroristica: vittima è chi rimane ucciso o ferito o tutti i testimoni diretti e indiretti?. Se come si pensa dietro ci sia il dettame oppiaceo di una fede religiosa, le vittime non hanno possibilità di redimersi, invece i sopravvissuti secondo la follia terroristica ricevono una lezione, in fondo è la stessa caratteristica dei sistemi che applicano la pena di morte verso chi commette un reato, riassumible nel detto colpirne uno per educarne cento. Indubbiamente per il fantomatico Stato Islamico siamo tutti colpevoli e per i suoi accoliti dobbiamo essere redenti, attraverso le loro insane azioni ci offrono una possibilità attraverso la morte e la sofferenza collettiva. E’ veramente così? Forse anche no se in questi anni abbiamo rinunciato a pezzi di libertà (come l’identificazione nei luoghi affollati) e abbiamo anche accettato di sottoporci ai controlli radiologici dei metal detector, in nome della sicurezza e, cosa più importante, abbiamo rinunciato a risorse economiche altrimenti spendibili, per dirottarle nella difesa collettiva.
Oggi all’ora di pranzo il telegiornale snocciolava le cifre degli incidenti stradali del 2015 contando circa 1650 persone decedute, meno della metà del 2014 (furono 3381) ed un quarto rispetto al 2001 (7096), da sapere anche che la Francia ha più incidenti mortali di noi e la Germania ci segue a ruota nella classifica europea. Malgrado le vittime di terrorismo siano di gran lunga inferiori a quelle della strada, a queste ultime siamo meno sensibili. Sappiamo che le possibilità di essere coinvolti in un incidente stradale mortale sono molto alte, ma alla fine riusciamo comunque a metterci in coda per un pieno e ci incolonniamo per raggiungere una meta. Altrettanto realisticamnte però la nuova auto preferiamo abbia il sistema di frenata antibloccaggio (ABS), gli airbag sopra sotto e di lato, e perchè no, anche il radar anticollisione. Forse il terrorismo ha finito la sua spinta propulsiva, non è servito a nulla e diciamoglielo a questi fanatici bardati di nero, i loro attentati fanno meno morti di un’autostrada, è da poco passato il Natale e noi pensiamo già alla nostra prossima vacanza.
Ma lo scopo del terrorismo non è quello di redimere o punire, il vero scopo è la provocazione. Nei secoli scorsi le guerre sono state spesso provocate  da attentati terroristici, oggi sento soffiare lo stesso vento che c’è nei libri di storia. Analizzando il fenomeno dal punto di vista contingente è evidente un legame tra elezioni e azioni terroristiche (Francia e Germania) e comunque sempre la dove le forze di destra, sempre pronte ad imbracciar le armi (Turchia) sono più forti (Israele) o in ascesa, fomentando così il demone della paura il cui fine è uno stato di guerra.
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9 risposte a L’inutile fatica di distruggere

  1. L’ha ribloggato su La principessa sul piselloe ha commentato:
    e interessante post dell’amico Popf

  2. Alidada ha detto:

    io penso che questi terroristi siano tutti dei pazzi scatenati, che si divertono ad uccidere…c’è ben poco di religioso in quel che fanno… maledetti! Notte Paolo

    • popof1955 ha detto:

      C’è stato un commento, nel reblog di Marina Garaventa, che asserisce che la nostra società è un corpo malato ed il terrorismo è la medicina per la guarigione, come dire che se si ha mal di testa basta tagliare la testa. Gli assolutismi hanno queste visioni, come se la verità possa essere sempre a senso unico.
      Ciao.

      • Alidada ha detto:

        mamma mia…pauroso, direi…

      • popof1955 ha detto:

        Qualche giorno fa hai pubblicato un post circa la capacità di fare un passo indietro, che per me significa anche comprendere le ragioni dell’altro. Scusami se non ho commentato il tuo post, se non l’ho fatto è perchè alla fine la tua e mia idea coincidono.
        Tornando a quel commento mi viene in mente un libro di fantascienza degli anni ’60 (non ricordo il titolo) in cui l’umanità viveva nelle profondità marine protetta da un’enorme bolla d’aria e vetro; una serie di attentati alla fine convinsero l’umanità a riconquistare le terre emerse.
        Probabilmente noi per l’IS viviamo dentro una bolla di vetro, pensiamo che in nessun alto modo potremmo vivere e vogliono darci una mano a liberarci. Ma ogni libertà per essere tale ha bisogno di regole, e questo i criminali non lo focalizzano, in fondo l’accettazione del rischio di un incidente stradale passa anche attraverso regole di comportamento che diamo per scontato che tutti rispettino, ma distrazione, fretta e quant’altro provocano tanti di quegli incidenti che ci fanno desiderare ed accettare l’assicurazione obbligatoria.

      • Alidada ha detto:

        bello questo tuo modo di raccontare e di ragionare.. può essere che loro pensino questo che tu dici, ma io invece sono convinta del fatto che loro ci vogliano proprio eliminare dalla faccia della terra perché siamo miscredenti.. mangiatori di maiali.. eretici in quanto goderecci. Non credo ci vogliano indicare la giusta (per loro e basta) via, vogliono proprio sopprimerci..e questo è un pensiero delirante fatto da fanatici violenti pericolosi.. Io non credo che al loro dio stia bene tutto ciò, sono loro che interpretano le scritture in questo modo così hanno una giustificazione ai loro scempi.

      • popof1955 ha detto:

        A me piace un pensiero di Emanuele Severino riassumibile in due parole “terrorismo dosato”. Lui già ai tempi dell’Italicum parlava di terrorismo dosato e si chiedeva: perchè è saltato un treno o una stazione e non 10 o 100 o 1000? Ecco io mi faccio la stessa domanda e riconosco un dosaggio. Il rischio individuale di noi tutti è molto basso, cadere nella trappola della paura porterebbe davvero a reazioni di tipo bellico.

      • Alidada ha detto:

        però quando arrivo alla stazione ferroviaria a Firenze e mi trovo in mezzo ai militari con il mitra sotto mano, non vedo l’ora di partire e levarmi di lì…

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