Parco del Basso Brembro

Dove nasce il Brembo? Ognuno tira acqua al suo mulino,  campanilismi che lo vedono nascere ora da un torrente, ora da un laghetto, di certo si può affermare che il Brembo, fiume a carattere torrentizio, nasce a Sud dell’arco delle Prealpi Orobiche compreso fra il Pizzo dei Tre Signori e il Pizzo del Diavolo, alimentato da tutto quanto fa acqua. Il suo alveo si snoda per 80 km prima di confluire nell’Adda, lungo il percorso scava profonde gole come nella valle che prende il suo nome, ma anche nella pianura, come nel tratto tra Ghiaie (una frazione di Filago) e Canonica d’Adda, dove mischia la sua acqua a quella dell’Adda.

Una parte di quest’ultimo l’ho percorsa insieme agli amici del CAI, accompagnati da una guida del Parco del Basso Brembo che ha permesso  di leggere indizi ed elementi che altrimenti non avrei notato. Una semplice foto come quella del greto del fiume, una composizione di sassi arrotondati, ne segnala la natura torrentizia che da dimensioni ridotte, come in questo periodo invernale caratterizzato da assenza di piogge, in poco tempo si ingrossa e scorrendo rapido fa rotolare i sassi sino a farli diventare sferici.

Lo strato di terreno è molto sottile, appena una trentina di centimetri, sufficienti ad ospitare specie vegetali annuali come erbe e fiori, che all’arrivo dell’estate spariscono per l’assenza di acqua e la scarsa capacità del sottile strato di terra di trattenerla. Il carattere di fiume torrentizio è ancora più marcato nella gola scavata dalle acque, dove giacciono i piloni che sorreggevano le arcate di Ponte Corvo, costruito dai romani oltre 2000 anni fa e abbattuto dalla furia del fiume. A tutela del ponte, che garantiva entrate tributarie, si pensa sia stato costruito il vicino castello di Marne.

Il lavoro del tempo, con le sue variazioni stagionali, consente anche l’accumulo di un conglomerato ghiaioso che opportunamente lavorato ha consentito di ricavare vari manufatti nel corso dei secoli. Ancora oggi possiamo notare  nei resti della basilica di Santa Giulia, capitelli e colonne di arenaria e conglomerati, chiamati qui ceppo dell’Adda e altrove ceppo lombardo, che resistono al trascorrere del tempo grazie a restauri e manutenzioni, con cui si cerca di mantenere vive le antiche vestigia. Quel che resta di Santa Giulia sono l’abside e l’altare, il resto, divorato da un incendio che ne fece crollare il tetto e i muri, fu adibito a cimitero nelle cui lapidi resistono come testimoni muti, significativi epitaffi della vita trascorsa.

(cliccare sulle immagini per ingrandirle)

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18 risposte a Parco del Basso Brembro

  1. fausta68 ha detto:

    Interessante! Belle foto!!!

  2. mariella1953 ha detto:

    Che bel posto e che bello il castello😀😀😀
    Le zone di golena cosa sono?cespugli?

  3. ili6 ha detto:

    In effetti visitare certi luoghi in compagnia di persone esperte permette di scoprire particolari che altrimenti possono sfuggire. Perchè il ponte Corvo non è stato più ricostruito?

    • popof1955 ha detto:

      Bella domanda.
      Nel medioevo esisteva ancora una strada che collegava Trezzo sull’Adda a Bergamo il ponte serviva consentendo un suo controllo dall’alto (malgrado si sia in pianura). In epoche successive è stato sostituito da altri ponti che ne hanno determinato l’abbandono.

  4. ili6 ha detto:

    Vedo che il blogroll c’è,e bello lungo, solo che si chiama blog che seguo.
    🙂

  5. Alidada ha detto:

    che bellezza! Non conosco i posti.. grazie per condividere con noi queste notizie

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