Tassare i robot

Sulla prima pagina del Corriere della Sera del 19 febbraio c’era un’intervista a Bill Gates in cui tra l’altro considerava che «Oggi se un essere umano guadagna 50 mila dollari all’anno, lavorando in una fabbrica, deve pagare le imposte. Se un robot svolge gli stessi compiti, dovrebbe essere tassato allo stesso livello». Finalmente si è levata una voce importante a ribadirlo. Già 4 anni fa lo dicevo in questo post ed anche in quest’altro. Probabile retaggio di letture giovanili, come il bel romanzo di fantascienza letto nel 1979 dal titolo “Distruggete le macchine” di Kurt Vonnegut (Indianapolis 11/11/1922-Manattan 11/04/2007) che nel 1952 con il titolo “Player piano” ipotizzò un ” … gigantescoimage_book-php

cervello elettronico capace di computare miliardi di dati al secondo, … capostipite di un nuovo genere di intelligenza. Gli esseri umani non hanno più senso perché non c’è nulla che una macchina non possa fare per loro. L’intero sistema sociale è riprogettato in modo che l’uomo sia lo schiavo della macchina. Le casalinghe impiegano cinque minuti al giorno per sbrigare tutte le faccende di casa, non c’è più bisogno di uomini per le fabbriche, non c’è più bisogno di persone che costruiscano nulla. La libertà dei cittadini è interamente programmata e stabilita da un sistema efficientissimo di macchine che selezionano i migliori, coloro che devono pensare a rendere ancora più efficiente il sistema” Il virgolettato è lo stralcio di una recensione analitica di Giuseppe Pili pubblicata cinque anni fa su Scuola Filosofica.com.

Fatta questa premessa a me viene in mente  Target2 che attualmete regola i debiti quotidiani degli europei, e le tante macchine che hanno sostituito l’uomo e non solo per lavori gravosi ma anche quelli noiosi. Ci pensavo ancora ieri mentre ero a sollazzarmi su una pista di sci di fondo a Flassin (Saint Oyene – AO). Ebbene in questa pista di fondo il pagamento del pedaggio è affidato ad un emettitore automatico. Sino a qualche anno fa questo compito era affidato ad un addetto/a che rilasciava i biglietti di accesso all’ingresso della pista. Quando la casupola era chiusa e l’addetto non c’era si era esonerati dal pagamento, vuoi per scarso innevamento, vuoi perchè non valeva la pena di spendere tempo per i pochi fruitori della pista. A volte capitava che intorno a mezzogiorno si presentasse l’esattore per il pedaggio (ore più calde e con maggior numero di utenti), nessun dramma, si pagava e amici come prima.

Ieri, vedendo il gabbiotto chiuso ho tratto le mie conclusioni e dopo due ore, finalmente stanco e soddisfatto, ho sistemato gli sci nella sacca e quest’ultima sul pullman. Mentre mi reacavo al bar attiguo all’ingresso del foyer della pista, ho notato la macchinetta per il pagamento del ticket. Ormai era andata, ho sciato gratis, nessun rimorso nei confronti della macchinetta, un po’ nei confronti del battitore della neve che comunque ha una colpa, quella di affidarsi ad una macchina e non avere il tempo di effettuare i controlli di accesso.

Nell’era dei robot non si può delegare tutto all’automazione, gli automi saranno esentasse ma fanno perdere incassi.

 

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11 risposte a Tassare i robot

  1. Alidada ha detto:

    la troppa automazione fa dei danni… in tutto ci vorrebbe una giusta misura. La tecnologia ultimamente fa da padrona nelle nostre vite e questo non va bene. Buona serata amico mio

    • popof1955 ha detto:

      Stavo per scrivere “stiamo arrivando” ma in realtà siamo già arrivati all’intelligenza artificiale, il plug in fa riconoscere ai computer i software, Target2 decide quanto denaro distribuire quando, dove, come e a chi lo decidono i ministri … alle macchine mancano ancora le emozioni poi saranno complete.

  2. ili6 ha detto:

    5 minuti per sbrigare le faccende di casa??? Dimmi come si chiama questo fantastico robot!!!
    e io che volevo acquistare una planetaria! E se mi tassano anche quella???

    Le macchine saranno anche utili, ma stanno cancellando posti di lavoro. L’altra volta ho scordato di portare con me il Telepass e ho dovuto fare la coda per il pagamento. Nella ME-CT ci sono solo 2 caselli con telepass e cinque con personale UMANO. Inizialmente ho imprecato un attimo, poi ho pensato che cercherò di scordare altre volte il telepass. Dieci minuti di coda valgono bene un posto di lavoro.

    • popof1955 ha detto:

      Ormai da 5 anni faccio la spesa al supermercato usando una macchinetta con cui registro quello che metto nelle borse, ogni tanto c’è il controllo umano e quasi ne sono contento perchè alla fin fine per il gestore del supermercato un margine del 10% di tacchinaggio è più conveniente di un cassiere ed io non posso sperare che la mia pensione si paghi con l’IVA sul consumo di energia necessaria per ricaricare il lettore di codici a barre.

  3. fausta68 ha detto:

    A me, penso per colpa dell’età e della vita che ho vissuta, tutta questa automazione fa un po’ paura però credo che con una buon dose di buon senso potrebbe essere veramente utile…

    • popof1955 ha detto:

      A volte penso che da bambino vedevo il pastore passare con le pecore e ci forniva latte munto al momento, che le verdure crescevano in dei campi vicini e con un carretto tirato da un asino l’ortolano faceva il giro del quartiere, non ho visto i pennini ma adoperavamo le matite riservando la penna ai compiti in bella … toc passano 50 anni e di botto sono qui con un pc portatile e in un secondo tu puoi leggere quel che scrivo anche se sei dall’altra parte del mondo.

  4. Emilio ha detto:

    Credo che le macchine stanno prendendo il sopravvento sugli uomini, basta vedere in giro tutte le persone che hanno in mano un cellulare, siamo schiavi e non lo sappiamo..

    • popof1955 ha detto:

      A me quello dei cellulari sembra un uso smodato da parte della gente che sembra aver trovato chissà quale rimedio esistenziale, ma bene o male produce un reddito che di sicuro è mal distribuito dalle varie compagnie che hanno un occhio più rivolto alla finanza e alla loro quotazione in borsa che non alle persone che fanno funzionare il tutto senza sapere quasi nulla dell’insieme in quanto il lavoro in questo campo è molto parcellizzato, a partire dalle centraline per arrivare sino ai satelliti con in mezzo call center e tutto il resto.

  5. mariella1953 ha detto:

    Ricordo quella collana di fantascienza! In particolare un romanzo dove si parlava di un futuro in cui l’uomo si sarebbe “rigenerato ” e dove i viaggi nel tempo erano come per noi andare in vacanza!

    • popof1955 ha detto:

      Tanti autori han toccato l’argomento, poi con il fatto che la fantascienza di tipo sociale mi ha appassionato tanto, penso a molti titoli di tanti autori che con la scusa della SF analizzavano il comportamento umano nel futuro. Il più affascinate era Asimov con le sue tre leggi della robotica e la presa di coscienza del robot che vede nascere, crescere, e invecchiare la sua padrona ed infine ne piange la morte provando l’emozione del dolore.

  6. mariella1953 ha detto:

    Non avevo finito! La tecnologia mi ha anticipato con un click involontario!
    Insomma questo romanzo si svolge nel 2003/2004 non ricordo bene ma per l’autrice che lo ha scritto nei primi anni del novecento il 2000 doveva essere la fantascienza diventata realtà…

    La tecnologia utile in tante cose non può e non deve però toglierci l’umanità….una macchina non può sostituire la persona umana 😀😀

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