La concorrenza dei Centri Commerciali

DSC_0119Sono tanti i negozi che han chiuso negli ultimi anni. Erano luoghi d’incontro per la domanda e l’offerta di beni, hanno spento le luci delle vetrine come fossero stelle che svaniscono al sopraggiungere del giorno. La differenza è che le stelle riemergono e con l’avanzare del buio tornano a splendere, invece le vetrine una volta staccata la corrente non si illumineranno più e non cancelleranno lo squallore dei marciapiedi.

Tutto sembra si sia traferito nei Centri Commerciali, un “non luogo” per eccellenza, posti senza storia, dove le persone non s’incontrano ma si sfiorano scansandosi a vicenda, anonime le une alle altre,  selvaggina per i cacciatori di clienti che a loro volta si sentono cacciatori d’affari. Si aggirano in corridoi di finto marmo respirando odori da bar e cibo di strada (o corridoio). Aromi ripuliti e ricicla dagli impianti aeraulici che puliscono l’aria (si spera) e mantengono la temperatura costante.

I centri commerciali hanno preso il posto dei negozi di strada attirando una clientela che può, che vuole o che pensa di poter spendere, che considera la moneta un bene fuggevole e gli oggetti, le cose, l’unico bene tangibile. Nell’impoverimento generale ci si scopre cacciatori alla ricerca di tane. Tane ricche di selvaggina e facili da raggiungere, che non richiedono un grande dispendio di tempo e tanto meno gli effetti collaterali delle frustazioni.

Il centro commerciale è una foresta con le vetritane e i prezzi della selvaggina a vista. Il braccio dei clienti cacciatori-raccoglitori non si sposta lungo il calcio di un fucile, la mano non tende la corda di un arco,  scorre mentalmente verso la tasca posteriore dei pantaloni, al petto della giacca o alla borsetta e calcola quante cartucce o cartamoneta potrà spendere o trasferire dal proprio conto a quello di un fantasma vestito in srl o in spa, i nuovi tessuti sociali in cui si insaccano carta colorata, carte di debito con PIN e carte di credito con firma.

Che squallore la foresta del Centro Commerciale, e quanta nostalgia del negoziante che  accoglieva nel bosco cittadino di negozi senza musica distraente e con l’odore tipico delle merci in vendita.

 Nota: nel 1973 i Genesis pubblicarono Selling Englan by the pound (“Vendendo l’Inghilterra per un pound”) denunciando attraverso una metafora come i centri storici si andassero svuotando di abitazioni e persone, riempendoli di uffici e sportelli bancari.

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9 risposte a La concorrenza dei Centri Commerciali

  1. Rebecca Antolini ha detto:

    Buona sera caro Paolo.. ho ricordi delle piccole botteghe di una volta.. in Germania lo chiamano questi piccoli negozi “Tante Emma Laden” – “La bottega della zia Emma” … la zia Emma (il nome non centra, potrei chiamarsi anche Anna o Maria) per dire aveva quasi tutto nel negozio, e sopratutto in queste botteghe ognuno aveva il suo libretto, e si pagava al giorno della paga.. io era piccola avevo 5 anni quando andava con la mia mamma pagare il conto al primo del mese..
    dalla zia Emma so compravo solo quello che serviva, nei centri commerciali compri anche quello che non serve..
    secondo me dobbiamo rallentare un po’ e fare rinascere ancora quelli piccole botteghe dove ti senti come uno di famiglia, dove si quattro chiacchiere, dove ti trattano ancora da umano e ti fanno sentire cliente..
    Un po’ di tempo fa eravamo in uno di questi centri commerciali qui a Verona anni fa lo hanno chiamato Rinascente (aveva un un supermercato) e altri 5 negozi, io lo ho conosciuto come Città-mercato un enorme supermercato con una 10 negozio.. poi lo hanno chiamato Auchan e leggermente ingrandito con un altro grande negozio Brico… da anno scorso raddoppiato mega costruzione si chiama ora Le porte del Adige.. sono sui 100 negozi, a me non piace per niente anzi mi stressa e se poi chiedi una commessa dove sono le cose ti risponde anche maleducata ..
    Vorrei le botteghe di una volta, dove ieri erano i bei negozi nel nostro quartiere sono oggi negozi per contratti di cellulari tipo Tim, Vodafone ecc.. poi tanti di quelli che vendono il Kebab o i negozi dei africani.. i bar sono nelle mani dei cinesi e anche tanti parrucchieri..
    Qui sono due belli locali angolari piccolissime mono-locali ottimo per negozi hanno anche grande vetrate.. chi lo ha preso?? Quelli che vendono o affittano case..
    fra 30 negozi vecchi che erano qui dove abito io sono ancora rimasti 5, ha pure anche chiuso il macellaio in piazza.. quello del pesce apre solo due volte a settimana..
    ora sono in moda i sala gioco..
    Mah io non mi trovo bene in questi mega centri commerciali allora preferisco fare spese di alimentazione ai discount come Lidl, Eurospin e DiPiù.. e il resto compro via internet .. no stress

    buona serata 🌻

  2. Penso che Selling England… sia il più bel album dei Genesis! Riguardo ai Centri commerciali… in regime di austerità permanente, causa primaria di deflazione e crollo dei prezzi, la concorrenza, il mercato rimangono mere utopie! I “grossi” vivono più che sui consumi sullo sfruttamento dei lavoratori-merce e la gente sempre più farà debito anche per comprare da mangiare. Lo pseudo-benessere ci fa vivere felici (?!?!) in luoghi virtuali (centri commerciali e simili), ma sempre più gente si sveglierà da questo sogno (incubo) rivolendo indietro la propria vita, che ci costringono ogni giorno, a suon di RIFORME antisociali, a gettare nel cestino! Non credo che ritorneremo al baratto, dovrebbe succedere qualcosa di brutto che nessuno si augura, ma credo che il negozio di strada tornerà presto alla moda, volenti o nolenti la gente dovrà ricominciare a vivere una vita che non sia solo finzione e menzogna.

  3. ili6 ha detto:

    Hai intessuto varie metafore al limite del poetico!
    anche io non amo i centri commerciali, soprattutto non amo trascorrere festività e intere giornate a passeggiare tra i corridoi. Possono essere comodi nel caso di acquisti multipli e frettolosi, ma stare lì a trascorrere la domenica pomeriggio mi farebbe venire l’angoscia. I negozietti di paese li ricordo bene, in alcuni vicino casa mia mamma mi mandava ancora piccolina per semplici commissioni. Si fidava di me e del negoziante e io avevo le mie occasioni di crescita, anche. Questo i bambini di oggi non sanno che significhi. Un peccato.

  4. mariella1953 ha detto:

    Ci sono due “cose”che non acquisto mai al supermercato: frutta e verdura e pane,per il resto carrefour o simili
    I grossi centri commerciali non mi attirano ,qui da me c’è n’è solo uno a Taggia ma non enorme
    Dopo ascolto la musica ora i nipotini dormono e…..lasciamoli dormire😀😀😀buona domenica!

  5. lastufaeconomica ha detto:

    Mi hai dato lo spunto per un articolo sul mio blog. Come al solito ti esprimi poeticamente dicendo delle cose vere, ciao

  6. Marco ha detto:

    Io ci vado di rado ma fondamentalmente non sono contrario ai centri commerciali. Se devi comprare un televisore vai dove c’è più scelta e dove i prezzi sono (o sembrano) più buoni. Idem se devi comprare un vestito. A volte vado in quei bricocenter quando, nella ferramenta sotto casa, non ho trovato quello che mi serve.
    Però vado, compro quello che cerco ed esco il prima possibile! Non capisco invece quelli che non hanno niente da comprare e vanno a bivaccare per giornate intere al centro commerciale, soprattutto quelli che ci vanno di Domenica… Ma andate a fare una bella passeggiata in campagna vi fa meglio alla salute! Vuoi mettere il caro vecchio sole e la frizzante brezza in confronto con tutte quelle luci al neon e quell’aria artificiale degli impianti di condizionamento?

    • popof1955 ha detto:

      Io invece in un centro commerciale ci vado almeno una volta la settimana ma solo per l spesa, mai di sabato o domenica e nei festivi (per principio), e per i prodotti a lunga scadenza. Per il fresco preferisco la spesa a cielo aperto (il mercato) che diventa anche momento d’incontro sociale. Eppure noto che il ora nei CC si organizzano feste dove la popolazione che invecchia (più dentro che fuori) si ritrova e non si accorge che così facendo svuota le città,

      • Marco ha detto:

        Anch’io vado a far la spesa una volta a settimana al supermercato… per centri commerciali intendevo quelli con dentro 50 o 60 negozi oltre al supermercato…
        In questi giorni la popolazione che invecchia svuota le città e affolla i supermercati soprattutto per una cosa sola: l’aria condizionata gratis… Se mettessero l’aria condizionata nelle chiese si riempirebbero di pensionati anche quelle!

      • popof1955 ha detto:

        Qualche settimana fa mi trovavo a Mantova nel sole pieno del primo pomeriggio: mai ho apprezzato così tanto le panche e la frescura chiese 😉

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