Isola di Fronda

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Il piccolo comune di Isola di Fronda se ne sta immerso nel verde cuore delle Orobie, dove culla con lo scroscio del Brembo, i muggiti delle mucche e i cinguettii degli uccelli, i suoi 180 abitanti, distribuiti in cinque contrade. Molto meno di un condominio di città. Contrade collegate tra loro da sentieri, mulattiere e una strada silvo-pastorale il cui accesso è regolato da una sbarra di metallo chiusa con un lucchetto che periodicamente viene cambiato per evitarne abusi. La distribuzione delle chiavi viene gestita dall’amministrazione comunale che così verifica la regolarità dei pagamenti per le quote di manutenzione. Un angolo di paradiso quando è bel tempo, un po’ meno quando il Brembo si riempie d’acqua e il cielo di nuvole. In passato la vita del luogo era ritmata dal ciclo vitale degli allevamenti, dall’attività estrattiva nelle miniere di rame e ferro, oltre che dalla produzione di carbone. Agli inizi del secolo scorso gli abitanti erano il triplo di quelli attuali, allora si nasceva in casa, cominciare a nascere altrove è come se avesse allargato l’orizzonte e dato inizio allo spopolamento progressivo. Ora è in estate che le contrade tornano a riempirsi come un alveare alla sera. Oltre mille abitanti e villeggianti, nei mesi estivi, si ritrovano in questi luoghi che da posto di lavoro si sono trasformati in luogo di ristoro.

Il giro delle contrade inizia con Via Piana, che si raggiunge dopo mezz’ora di cammino percorrendo un tratto in ripida salita lungo una mulattiera che si addentra nel  bosco.

Superato il piccolo agglomerato di case ed attraversato un torrente, uno dei tanti che fanno di Fronda un’isola, si risale sul versante opposto in una cornice di prati adibiti a pascolo, che circondano la contrada di Pusdosso.

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Proseguendo in mezzacosta dopo aver attraversato un prato e seguendo il sentiero che si addentra nel fitto bosco, per mezzo di ponticelli fatti di tronchi, si superano ancora diversi ruscelli e dopo altri 40′ di cammino si approda a Foppa le cui case testimoniano un passato di un certo tono, come dei manufatti e decori riconducibili al XVII secolo.

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Uno dei 6 abitanti della contrada mi racconta che la sua famiglia scelse la città mezzo secolo fa, a Foppa la vita era di sicuro molto faticosa, anche se 10 mucche ed il bosco permettevano una vita dignitosa, la prima cabina elettrica fu impiantata per iniziativa di un valliggiano che aveva imparato il mestiere lavorando in città.

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16 risposte a Isola di Fronda

  1. sembra di tornare indietro nel tempo… anche dalle mie parti, in Garfagnana, ci sono delle piccole frazioni isolate, dove vivono poche decine di persone, per lo più anziani.

  2. Rebecca Antolini ha detto:

    Sarebbe una alternativa di vivere… basta contentarsi di poco … bel posto… buona settimana caro Paolo 😉

    • popof1955 ha detto:

      In passato avevo anche voglia di stabilirmi in luoghi simili, oggi al massimo potrei prebedere di starci una settimana. Forse il futuro di posti simili sarà solo turistico.

      • Rebecca Antolini ha detto:

        … io adoro posti isolati.. ma non so se serve un medico ecc… devo pensare al futuro almeno per Gianni 😀 … uffa turistico non va bene e la rovina di tutto

  3. mariella1953 ha detto:

    Veramente un angolo di paradiso!certo con il sole é meglio ma anche con la pioggia davanti ad un camino che non mancherà in quelle vecchie case….
    Bellissime le foto😀😀😀

  4. ili6 ha detto:

    Posti molto caratteristici, ma per una giornata al massimo. Non saprei vivere in luoghi così isolati, nemmeno d’estate.
    Buona Pasqua, Paolo. A te e famiglia 🙂

  5. Emilio ha detto:

    Visto la descrizione dettagliata, sembra di essere lì con te 😀
    Ti lascio i miei più sinceri auguri per una serena Pasqua. 🙂

  6. popof1955 ha detto:

    Grazie Emilio, abche per gli auguri che ricambio, buona Pasqua 🙂

  7. lastufaeconomica ha detto:

    Isola di Fronda…sembra quasi un nome da isole esotiche.
    Bello per scappare lì e rigenerarsi, buona Pasquetta.

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