I camerieri della camera rotonda ….

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(presa dalla pag. FB de “l’Urlo”)

Oggi il Ministro  dell’Interno  ha  convocato le parti sociali,   vale  a  dire  i  rappresentanti  di  43  sigle Sindacali  di  Lavoratori e  Imprese  per  illustrare i (suoi) progetti della prossima manovra economica, giocando d’anticipo sui Ministri di Lavoro, Welfare, Economia e Finanza, oltre che sul Capo del Governo.

Certo avremmo potuto risparmiare le retribuzioni di 4 ministeri se lo avessero  incaricato di occuparsi di ogni cosa con le deleghe relative. Che spreconi che siamo.

La foto perfetta

Dal balcone di casa ho visto passare due donne avvolte nel velo islamico, erano incorniciate dai rami dei cedri del libano piantani nel mio giardino che, in quell’istante, avrebbero voluto essere un apprezzamento per la manifesta eleganza.

Che schiaffo, non si sono voltate per sentire aria di casa.

Che schiaffo non avevo la macchina fotografica appresso.

Rimane l’immagine suggellata dalle mie parole, sincero obnubilato da pinot nero dell’oltrepò pavese.

La triste Italia del rancore

Una statistica di qualche mese fa evidenziò come noi italiani siamo diventati un popolo pieno di rancore, gli uni verso gli altri, complice una campagna fraudolenta di paura, siamo intolleranti con tutti ma in modo particolare con gli stranieri, seppure a livelli diversi. Poco con quelli sorridenti e con il portafogli turistico a fisarmonica, molto di più verso quelli che svolgono i lavori che i nostri giovani rifiutano, o peggio, se tendono una mano chiedendo aiuto. Il massimo dell’intolleranza viene manifestata con chi non ha un lavoro. Quest’intolleranza in alcuni casi si è macchiata di veri e propri crimini razzistici, ma viene sminuita nella sua essenza da chi dovrebbe garantire la pacifica convivenza.

Se sino ad un anno fa alcune frasi venivano solo scritte e lette da un manipolo di sfaccendati che sfogavano le loro frustrazioni su una tastiera, oggi non solo continuano e si moltiplicano sui social media, ma trovano spazio nei discorsi da bar, facendo eco a quello che dice il loro capo carismatico, un certo Matteo Salvini, uomo senz’arte ne parte se non una retorica scadente che fa presa grazie alla sua sfrontata volgarità.

Qualcosa è avvenuto e sta accadendo sotto i nostri occhi per consentire a gente di questa risma di essere al potere. Una società rancorosa li ha eletti, una società corrosa dalla crisi che dopo essere stata economica è diventata crisi morale. Gente senza più niente in cui credere se non annotare in maniera minuziosa quel che gli manca, che non è di sicuro il pane ma il tempo per vivere.