Sganarello e Dulcamara

Stamattina dopo aver letto tre o quattro paginette de “Il Capitale” di C.Marks, ho fatto un po’ di aperture a caso del tomo, e a pag. 927  nella prefazione di F.Engels al terzo libro leggo “L’Italia è il paese della classicità. Dalla grande epoca in cui apparve sul suo orizzonte l’alba della civiltà moderna, essa ha prodotto grandiosi caratteri, di classica e ineguagliata perfezione, da Dante a Garibaldi. Ma anche l’età della decadenza e della dominazione straniera le ha lasciato maschere classiche di caratteri, tra cui due tipi particolarmente compiuti, Sganarello e Dulcamara.”

Inutile dire che ho sorriso al pensiero di quanta attualità ci fosse in quella frase. Chiuso il libro ho finito la preparazione per avviarmi al lavoro in compagnia dell’autoradio con le notizie del giorno prima e del nuovo che avanza. Il nuovo chi? Mi verrebbe da dire, e già da qui si spiega chi è Sganarello, figura de “Il medico immaginario” di Moliere che nel secondo atto della commedia afferma in modo deciso che il cuore è a destra e il fegato a sinistra, e poi come non bastasse in risposta a  Geronte che ne è stupito, ne difende l’ evidenza anatomica affermando: “Sì, in altri tempi era così; ma noi abbiamo cambiato tutto questo e oggi pratichiamo la medicina secondo metodi del tutto nuovi!”.

Ecco il nuovo che avanza, retorica e autocompiacimento, come il vangelo secondo Matteo.

Arrivato al lavoro ho fatto una breve sosta al CoffeeBreak, ovvero la macchinetta distributrice di bevande calde. Manco a farlo apposta per ricaricare la chiave mi trovo in mano 2 € nostrani, e chi ci sta stampato su una delle facce della moneta? C’è Dante, la perfezione declamata qualche ora prima da Engels.

E’ un caso solo un caso mi dico, che io abbia aperto il libro a metà e abbia trovato quella frase e poi 2 € danteschi. Poi ripenso a Dulcamara. Di sicuro non si tratta di quella pianta che ne porta il nome e i cui rami vengono usati in medicina per la proprietà di poter aumentare il sudore, stimolare la diuresi e depurare il sangue. O forse no, perché Donizzetti alludendo alla pianta da vita al dottor Dulcamara che nell’opera buffa “Elisir ‘amore” vende e vanta nelle nelle piazze il suo miracoloso elisir. Per abbinare il dottor Dulcamara a un ciarlatano il passo è corto.

Non resta che riflettere ancora su quella frase mattutina e abbinarci facce e proclami di questi giorni. I miei connazionali dicevo tempo addietro, sognano Zorro e Superman, ci ritroviamo con Arlecchino e Pulcinella. Ero miope, Engels nel suo presente aveva visto oltre, e chissà che carri sfileranno quest’anno ad Acireale, lo scorso anno uno era questo sotto, forse ha anche vinto, ma vincere a carnevale serve a poco.????????????????????????????????????

 

 

IL GRILLO HA UNA BUSSOLA?

wild piano al rigugio Coca (89)Un vecchio amico mi ha raccontato di quando nel ’75  si ritrovò, poco più che ventenne, ad essere eletto con altri coetanei nella lista del PCI. Quei ragazzi di allora, avevano accettato la candidatura con passione, memori delle lotte quotidiane dei genitori contro i padroni che, grazie ai voti dei mangiaostie, ottenevano da quasi trentanni la legittimazione ad amministrare il comune. C’era stata gran festa per le strade della cittadina dopo le elezioni, e la bandiera rossa con falce e martello sventolava alta sulla facciata della sezione. Finita la festa però occorreva amministrare. Da soli non erano maggioranza assoluta, occorreva  trattare con chi avrebbe consentito loro di entrare in giunta. Con i numeri che avevano avrebbero dovuto accordarsi con i socialisti e i repubblicani, che sino ad allora avevano amministrato con la DC. L’alternativa era restare, come i loro padri per 5 lustri, all’opposizione.

Scelsero la via dell’accordo di programma, trovarono i punti su cui potevano convergere le loro posizioni con quelle del PRI e del PSI e anche se loro rappresentavano il 35% dell’elettorato, consentirono che sindaco diventasse un socialista. In compenso dalle sale Consiliari e di Giunta, uscirono in 5 anni: l’istituzione del servizio di trasporto pubblico, la costruzione di un Asilo Nido, l’attivazione di una Scuola Materna, il piano regolatore comunale,  la costruzione di una piscina coperta e del centro sportivo, si attivò il consultorio familiare. Si gettarono le basi per nuovi insediamenti produttivi, decentrando in una zona periferica le attività artigianali e industriali che con la cittadina, che era cresciuta e si era sviluppata, si erano ritrovati in centro paese. Furono anche resi pubblici i dati delle dichiarazioni dei redditi, con relative denunce e querele.

A quel tempo non c’era internet, ci si guardava in faccia, si gridava forte se era il caso e in qualche altro ci si azzuffava pure. Ma quando si facevano gli accordi porte e finestre erano chiuse, inutile fare fare gossip o cuttiggiu, e tanto meno streaming col superotto, servivano fatti e cose reali.

C’era una bussola a quel tempo, erano le segreterie provinciali e regionali. I tanti grilli che c’erano per la testa, alla fine un indirizzo univoco, una via da percorrere la trovavano. Non bastava ovviamente guardarsi intorno, applaudirsi e poi spiccare il volo dicendo “grazie dei voti, siamo qui, abbiamo l’apriscatole e non facciamo accordi. Vedete siamo coerenti”.

A quanto pare una via diversa da quella indicata dal Presidente uscente si potrebbe anche trovare, a cominciare dal successore di Napolitano. Basta averne l’intenzione.wild piano al rigugio Coca (135)

Vuoi fare il parlamentare? Guadagnati la pagnotta!

????????????????????????????????????Di emozioni questa settimana me ne ha date tante. Non  tanto la fuga in montagna di mercoledì, servita a dare ossigeno alle membra e alle idee, come nemmeno le dimissioni papali con la clausura iniziata ieri sera. L’emozione forte me l’ha  data l’esito elettorale. Non c’è che dire, l’elettorato italiano quando si muove si muove davvero. Peccato che si muova come un elefante in una cristalleria. Le rivoluzioni si fanno per costruire, non per raccogliere i cocci.

A me, come a tanti altri, Grillo piace perché sembra viscerale. Ma non l’ho votato. A un suo spettacolo, o meglio kermesse ci andrei volentieri, son sicuro che si respira quell’aria tipica delle feste di piazza in cui lo show men più le spara grosse più raccoglie applausi. Io mi sono fermato alla battuta sui socialisti del 198ttantaequalcosa, quando chiese a voce alta “se i cinesi son tutti socialisti a chi rubano?”. Il pubblico rise poco, io mi sganasciai dalle risate, e predissi per Grillo la fine di Dario Fo. Leggevo Cuore ed ero reduce dal Tango del lunedì (ma Serra, Altan, Ellekappa non han pensato a fondare un movimento, Grillo si). A quella battuta l’Italia bacchettona, ladrona e chi più ne ha ne metta, lo mise fuori dalla RAI. Io spensi la TV per un quarto di secolo, tranne riaccenderla a fine anno, per il discorso alternativo a quello del Presidente della Repubblica. Forse Grillo fu allora che ci prese gusto. Parlava con veemenza, divertiva. Lo spettacolo si vede che si è perfezionato con il tempo, l’esito delle urne lo dimostra.

Non posso non pensare a Reagan o a  Schwarzenegger, anche loro erano attori, non mi sembra fossero comici, al massimo mastini d’attacco, ma in qualche modo, condivisibile o meno, han governato, uno una confederazione, l’altro uno stato. Potenza della legge elettorale americana, chi vince prende tutto. Da noi regna il porcellum Calderoli  & Company, che punta allo sfascio.  Con l’aria di sprechi e ruberie che si respira il risultato del M5S non è del tutto una sorpresa.

Narra una leggenda che durante la guerra di liberazione dal nazifascismo, un gruppo di partigiani riuscì a conquistare una prefettura. Il capo telefonò a Togliatti per annunciargli la conquista. “Bravi” disse Togliatti, e subito aggiunse “e ora che ve ne fate?”

Ecco ora che M5S ha ottenuto un buon risultato, cosa farà per meritarsi dopo il voto degli italiani, anche lo stipendio parlamentare? Eh si, non dimentichiamo che al pari degli altri son nostri dipendenti, la sovranità appartiene al popolo che la esercita attraverso il parlamento, ovvero non avendo tempo e modo per potercene occupare noi personalmente abbiamo delegato deputati e senatori, son pagati per questo non per ridurci in braghe di tela peggio di come ha fatto Berlusconi prima e Monti poi. Se la speranza è di incrementare i voti attraverso l’ingovernabilità qualcosa non quadra. Il M5S ha cinque punti cardine su cui puntare, tante quante le stelle, faccia in modo di realizzarli, forse non sono solo di loro interesse, e se non sanno gestire i numeri, il computer può dargli una mano, oltre ai fogli di scrittura ci sono quelli di calcolo.  ????????????????????????????????????