Torna “Lo Spirito del Pianeta”, tornano i Saor Patrol

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Quelle sopra sono immagini dell’anno scorso alla festa etnica più calda del pianeta. I Saor Patrol saranno sul palco il 3 di giugno e faranno ballare tutti sulle sedie.

Tra i tanti che saranno presenti non voglio perdermi gli aborigeni australiani che lo sorso anno han massaggiato di suoni gli astanti con i loro corni, e poi ci saranno i siberiani che tornano dopo tre anni, e anche …… il programma è qui (basta cliccare), io mi pregusto l’attesa 😳

Saor Patrol

Cornamusa e tamburi, strumenti che messi insieme richiamano ritmi di guerra. Marce di soldati che avanzano gli uni contro gli altri. I tamburi come minaccia, la cornamusa come liberazione. La vita è stata anche questa. I Saor Patrol sul palco capovolgono la storia. I ritmi e i suoni nascono innanzitutto come momento di unione in un ballo collettivo, la musica parossistica nella sua geometria che si ripete inframmezzata dalle risa e dalle grida, che non si sentono, vibra come un cuore che avvolge l’aria. I Saor Patrol li annovero tra i pochi gruppi che negli anni si son mantenuti fedeli a un ideale folk e culturale, che inizia e finisce nella loro Scozia che li preserva come una scorza, ruvida a volte, altre volte dolce.

Sicuramente chi legge questo post non sa chi siano. Ma c’è qualcuno che non ha visto film come Bravehert, L’ultimo dei Mohicani,  Robin Hood o Il Gladiatore? Ecco loro son quelli che ne han confezionato le musiche.

Alcune sere fa mi son divertito insieme ad altre migliaia di persone a ballare (anche sulla sedia) al suono della loro musica che, ripercorrendo sentieri antichi, riempiva l’aria di vitalità (se siete curiosi di sentirli, digitate il loro nome su you tube e sarete accontentati). Io mi son limitato a scattare qualche foto.

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Sentieri antichi dicevo prima, come  le loro ballate. Durante il concerto ognuna viene presentata e descritta nel suo significato. Lo sapevate ad esempio che la danza delle spade veniva eseguita come rito propiziatorio contro la superstizione che voleva che chi toccava la spada con un piede venisse poi ferito in battaglia? O peggio, se colpito al sedere era segno che non sarebbe tornato vivo? Quella danza la facevano i guerrieri la sera prima della battaglia,  il clan vi assisteva e partecipava anche per presagire il futuro. Peccato che, anche se illesi al ballo, dalla guerra non si tornava vivi.

Dal 1996 i Saor Patrol lavorano ad un progetto, allo sopo di mantenere viva la storia del popolo scozzese, che a breve vedrà realizzato un forte celtico (DunCarron) vicino ad Edimburgo.