Travel Hugs: 3000 km e tanti abbracci

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Oggi nel ripulire la macchina fotografica ho ritrovato la loro foto. Non so come si chiamano, so solo che sono partiti dalla Spagna (Barcellona, credo) per raggiungere la Sicilia in bicicletta,  una splendida avventura che li ha portati di città in città, sino a raggiungere Palermo, esponendo nelle strade il loro sogno e chiedendo qualche spicciolo a chi passa, contraccambiando il gesto con un abbraccio.

Li ho incontrati per caso due settimane fa in via Maqueda, due giovani volti sorridenti, i loro cartelli e le biciclette appoggiate alla copertura di un cantiere, per non disturbare negozi e passanti, han fatto scattare in me quel pizzico di solidarietà che muove il mondo. Con loro ho scambiato poche parole e un caloroso abbraccio, sufficienti ad immaginare per un attimo quelle due bici che pian piano macinano chilometri per un’avventura  indimenticabile.

Mentre scrivo il post e riguardo la foto noto la f cerchiata di facebook. Digitando Travel Hugs li ritrovo e decido di seguirli virtualmente in questa loro avventura. La speranza è quella che chiunque legga questa pagina e li incontri, sia con loro molto più generoso di me. E poi chissà, magari le nostre strade s’incroceranno ancora, forse davvero nulla accade per caso.

I castagni di Averara

Invidio un poco i castagni di Averara (Alta Val Brembana) che con la loro inamovibilità secolare han visto attraversare le strade del tempo dagli eventi che ne han segnato il tratto.

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A me passante fuggevole non rimane altro che immaginare facciate ricche di affreschi, portici brulicanti di genti e merci, mentre intorno bruciavano le fascine per ricavare calce dai sassi della valle.

 

E quelle strane scale che si arrampicano ad intreccio sulla facciata esterna di un palazzo, rimandano a dei vicini estinti da un pezzo e non graditi. Chissà se erano solo orsi quelli che si voleva tenere lontani, un sistema di scale così concepito serviva di certo per proteggere il sonno dai predatori umani.

 

(cliccare sulle slide per ingrandire e scorrere le immagini).

Carri infuocati e Acquedolci

Carnevale è una festa, una recita collettiva che parte dal basso, e chi è più in basso dei bambini nella catena sociale? Il carnevale, con i suoi colori e allegorie, coinvolge anche gli adulti che per un giorno non debbono nascondere l’anima da Peter Pan. Un gioco in maschera che chiunque voglia può vivere a modo suo una volta all’anno per dimenticare le quotidianità o per fare uno sberleffo.

 

Non sempre è così, purtroppo, a volte il fato, o forse una mano ignota, cercano di fermare la giostra. Così ad Acquedolci (ME), piccola cittadina di circa 5.600 abitanti, il 50º Carnevale cittadino è stato funestato da un incendio che, pochi giorni prima della sfilata, ha danneggiato i carri allegorici allestiti con tanta cura. La comunità ha reagito con generosa caparbietà e i bravi mastri carristi in poco tempo ne hanno ripristinati alcuni  che orgogliosamente hanno percorso il vialone che attraversa la città. Un mare di gente in festa, con forze dell’ordine e un’allegorica banda musicale a formare un lungo serpentone di luci e suoni.

 

(Per visionare le foto a tutta pagina cliccare in un punto qualsiasi delle composizioni)

Dal dieselgate ai dazi degli USA.

Da qualche tempo il dieselgate è diventato un termine di uso comune, ma quanti di noi sanno cosa sia realmente? Io sino a ieri ero convinto che si trattasse solo di un’alterazione dei dati sugli effettivi consumi di combustibile e le relative emissioni di gas tossici, invece non è così, perlomeno non è solo cosi.

Occorre fare un passo indietro, al 1992, data di pubblicazione del libro “Manovre monetarie” di Milton Friedman dove tra le pagine 36 e 46 suggeriva, in tono semiserio,  che il miglior modo per superare la crisi contingente, fosse quello di stampare moneta per riversarla a pioggia sulla popolazione dagli elicotteri, visto che l’operazione non è molto pratica meglio concedere sgravi fiscali finanziati stampando moneta (con conseguente svalutazione monetaria).

Una regalia fiscale di così ampia portata per rilanciare consumi, commercio e industria va chiaramente legata a qualcosa, come ad esempio acquisto della prima casa, ristrutturazioni e non ultima la rottamazione delle auto per l’acquisto di auto a basso consumo.

Gli USA nel 2008 vararono il CARS (cash for clunkers) un sistema di sgravi fiscali per l’acquisto di auto rispondenti ad alcuni requisiti (nel link viene indicato per gli Stati Uniti un importo pari a 5 miliardi di $).

Viste le dimensioni del mercato americano i produttori di autoveicoli han fatto a gara, alcuni alterando i dati sui consumi e le emissioni (secondo l’accusa), per procacciarsi clienti che avrebbero cambiato auto sfruttando i benefici fiscali.

Appare chiaro a questo punto la vera portata del diselgate. I truffati, cioè coloro che pensavano di acquistare auto ecologiche, non sono solo i cittadini consumatori ma anche lo Stato che,  concedendo ai propri contribuenti sgravi fiscali non spettanti,  ha prodotto moneta con conseguente svalutazione del dollaro. Visto che buona parte delle auto vengono importate,  il loro presidente ora vuole imporre un dazio salato che farà salire l’inflazione, compensando la diminuzione delle imposte sul reddito. DSC_0079.jpg

 

Cronache naspanti.

Ieri ho telefonato al call center dell’INPS per sapere come mai dopo 3 mesi dalla mia domanda di pensione, ancora non mi sia giunta alcuna risposta. Con l’inizio dell’anno nuovo ho visitato il sito dell’Istituto quasi tutti i giorni e ieri, che doveva essere il giorno del primo accredito in C.C., ho contattato il numero verde nazionale per i servizi al Cittadino. Dopo le opportune verifiche (data di nascita, residenza e codice fiscale) l’operatore mi chiarisce che il sottoscritto non può subire la metamorfosi sociale da naspato a pensionato con un colpo di bacchetta magica. Prima della pensione debbo esaurire il periodo di NASPI.

Visto che oltre che naspato sono anche uno sfigmomanometro vivente ho sentito il cuore pulsare alle tempie e con un fil di voce fantozziano ho chiesto (senza offesa) dove stava scritta una cosa del genere. Chiarito che all’indennità NASPI non si ha diritto se si percepisce una pensione, mi suggerisce di inviare per via telematica il modello NASPICOM.

Ma io non percepisco ancora una pensione, quello che voglio sapere è se la mia domanda avrà un esito positivo. Indubbiamente parto dall’erroneo presupposto che chi analizza una domanda di pensione e propone l’autorizzazione al suo pagamento verifichi che non vi siano in corso erogazioni di altre indennità che dovrebbero cessare automaticamente.

Ovvio non siamo più nell’era delle scartoffie, ora siamo tutti bip&byte, basta avere il programmino giusto con una stringa if=NASPI=0 e si accende una lucetta rossa per procedere. Ovvio che al programmatore dell’INPS non l’abbiano detto, quindi deve essere il naspato a segnalare la cosa, e mi accingo a farlo.

Nel compilare il modulo giungo alla riga che mi riguarda: “dichiaro che durante il periodo indennizzabile ho presentato domanda di pensione il 02/11/2017 (giorno dei morti ndr)” e qui mi si accende il led in fronte: l’indennità NASPI viene erogata dopo la fruizione, viceversa la pensione viene erogata all’inizio del periodo di diritto, pertanto mi automedico rinviando il momento della mia comunicazione a prima che possa essere indennizzato il mese corrente, maturando così degli arretrati con i relativi interessi di Legge.

Sconsolato capisco anche che il controllo incrociato da parte dell’INPS tra chi percepisce un’indennità che non può sommarsi alla pensione, avvenga già e non manca la stringa condizionante nel programma.

Resta il dubbio sul perché debba essere io a dovere comunicare all’INPS qualcosa che l’Istituto sa già, e da cosa derivi la scelta di non bloccare l’indennità al posto della pensione.