Le scalette di Bergamo

Le scalette di Bergamo sono dei sentieri gradinati dal sapore antico, che collegano la città bassa con quella alta.

Qui e la si trovano dei cartelli che indicano dove inizia e dove finisce un percorso, ci si può aiutare anche con lo smart phone attraverso la Guida alle Scalette di Bergamo, in .pdf ma non è come avere una guida cartacea in mano. prima o poi dovrò passare all’Assessorato all’Ecologia, Ambiente e Verde Pubblico per procurarmene una copia stampata, anche perché ogni volta che ne percorro un tratto mi sembra di scoprire cose che non avevo visto prima o su cui non mi ero soffermato. Il mio percorso dell’altro ieri è stato all’incirca questo:

Cattura5e se non avessi percorso in precedenza la Scaletta delle More, (qui il link ad un mio post di qualche anno fa) forse non avrei fatto caso alla colonna indicante il luogo dove sino al 1559 sorgeva l’antica cattedrale, fatta abbattere dalla Repubblica di Venezia per costruire le nuove mura, quell’atto che diede vita ad una rivolta.

 

Non poteva mancare una breve visita al Castello di San Vigilio, prima di proseguire nell’escursione.

Mentre alcune delle porte che si incontrano lungo il tragitto han fatto da cornice alla passeggiata.

 

 

 

Neve primaverile

DSC_0116.jpgOggi la mia sveglia è suonata all’alba. Le gambe, dopo un mese di inattività, avevano voglia di muoversi. Dove andare a sgranchirsi senza gradi rischi? Le scalette di Bergamo sono un buon allenamento fuori porta.

Previsioni meteo: poco nuvoloso. Temperatura tra i 3  i 7 gradi. Possibilità di pioggia 2%.

Bene, lo zainetto è pronto, opto per le scarpe da bosco e per la caccia fotografica scelgo l’obiettivo 18/55 pensando di avere a disposizione fiori e gemme primaverili, invece mi si presenta uno spettacolo diverso, Bergamo Alta durante la notte è stata leggermente imbiancata da questo marzo che non si smentisce.

(Cliccando sulla slide le foto si possono vedere singolarmente)

INFLAZIONE DA MONETA COMPLEMENTARE

Cattura4

L’esito delle elezioni del 4 marzo ha visto prevalere due schieramenti opposti, i quali si sono lanciati in tesi estremiste fatte di promesse allettanti che, se dovessero trovare attuazione, porterebbero ad una crescita abnorme del debito pubblico.

Contrariamente a quanto si pensa credo proprio che di questo contrasto si rendano conto loro per primi e che, nella mente dei leader di partito e dei relativi gruppi dirigenti, ci siano delle soluzioni, più o meno fantasiose, più o meno realizzabili, e in ogni caso dal costo esorbitante, specie per un’economia come la nostra, zavorrata da un enorme debito (pubblico) il cui incremento finirebbe per generare altro debito  facendo aumentare quello per interessi.

Chiaramente mi riferisco ai due cavalli di battaglia del Movimento 5* (reddito di cittadinanza) e della Lega (flat tax) in aggiunta alla comune riforma pensionistica.

Per chiarire meglio: per erogare i promessi benefici a pioggia senza aumentare le tasse occorrerebbe emettere un controvalore in titoli di stato (BTP, CCT ecc,) e per renderli appetibili il Tesoro dovrebbe riconoscere alti interessi (ricordiamoci che un tasso del 5% fa raddoppiare il capitale  dopo 14 anni, peggio ancora se va al 9%, il raddoppio avviene dopo 7 anni).

Per far fronte alle maggiori uscite per interessi senza aumentare le tasse viene in aiuto  l’inflazione, ovvero l’unica tassa a cui nessuno può sfuggire. Ma come generare inflazione considerando i lacci e laccioli che si hanno con l’€uropa e la BC€?

Una delle soluzioni prospettate negli anni scorsi dalle fila leghiste, da quelle pentastellate e gradita alla compagine di mister B., è stata quella di creare una moneta parallela e complementare all’€uro.

Con un’operazione di questo tipo si avrebbe la possibilità di stampare virtualmente tutta la moneta che si vuole, l’unico aggancio all’€uro sarebbe l’effettivo valore di cambio. Difatti se alla stampa del primo milione di Pannocchie o di Stellline il rapporto iniziale fosse di 1 a 1, nel giro di poco tempo arriverebbe a 1 a 10 o anche 100, di fatto generando inflazione. In Sardegna circola da qualche tempo il Sardex,  come in altre regioni italiane: in Piemonte c’è il Piemex, in Lombardia il Circuitolinx, in Veneto il Venetex, in Emilia il Liberex, nel Lazio il Tibex, in Campania il Felix e in Valle d’Aosta è stato creato il Valdex.)

Nessun governo si è mai dichiarato responsabile di generare inflazione. I funzionari governativi trovano sempre mille scusanti (la finanza, i sindacati, i consumatori, gli sceicchi arabi ecc.) tanto prima o poi le rivolte sociali cacciano via i politici.

Ma come non preoccuparsi leggendo quanto scriveva nel luglio dello scorso anno il “Il Giornale” e rammentando quanto scrisse Keynes nel 1920?

“Il modo più sicuro, più insidioso di sconvolgere una società, minandola alla base, è quello di alterarne la moneta. A questo fine concorrono tutte le forze occulte delle leggi economiche perversamente scatenate e operanti con una tecnica che neppure una persona su un milione è in grado di riconoscere.” J.M.Keynes (The economic consequences of the peace, 1920, p. 236)

Link:

 

La mimosa (di Rosanna Cenni)

Questa sera ho trovato tra le notifiche di face book questa bella poesia di Rosanna Cenni che usa la mimosa come metafora di vita. Forse è più di una poesia, è un urlo al femminile al mondo, il grido di un fiore a cui manca il fiato.

Buon 8 marzo.

sicilia di febbraio 045

La mimosa

Ricominciamo, 
quest’ anno
n ‘artra vorta,
Me staccheno dall’ albero 
me vonno vede’ morta
Possibile che nun capischeno che io vivo 
de sole, vento, pioggia
e un po’ de brina
e che pe famme bella
e profumata io vojo l ‘arbero pe pote’ sta in cima……
Ogni anno sempre la stessa storia
Nun conto niente io…..
ce vo’ memoria,
la memoria de sape’ a cosa servo, 
si na Donna l’ accarezzi co n cortello
Nun servo a niente io
se je urli addosso o 
se je porti via la dignita’
o se pe gelosia la fai stai male negannoie un po’ de liberta’
Nun servo io si nun sei capace
a carezzalla co le mani de velluto
Lasciame li ‘ n do sto famme un favore
e ragalaje un sogno gia’ sognato!

Rosanna Cennisicilia di febbraio 046

Paludi glaciali: torbiere del Sebino

DSC_0060.jpg

Il lago d’Iseo (o Sebino) ha origini glaciali, se le vicine piramidi di Zone testimoniano della forza levigatrice dell’acqua, il lago e le vicine torbiere sono il deposito naturale dei sedimenti trasportati dallo scioglimento dei ghiacci.DSC_0064.jpg

Dopo circa 100 anni di sfruttamento minerario (dal 1860 al 1955) del giacimento di torba, uno stato che precede la formazione del carbon fossile,  le torbiere del Sebino sono state riportate al loro stato lacustre naturale. (per approfondire consiglio di cliccare sui link).

In questi giorni di freddo lo spettacolo è tinto dai colori tenui che riflettendosi nelle acque gelate, lasciano appena presagire lo splendore dell’imminente primavera.