2 0 1 3 (più o meno)

Chi ci sarà domani a mezzanotte a dare il benvenuto all’anno nuovo sullo stretto di Bering? E perché proprio lì? Ebbene nel bel mezzo dello stretto ci sono le isole Diomede, separate da un fazzoletto di mare di poche miglia, eppure distanti un giorno e tre ore, per effetto dei fusi orari. Isole Diomede, che quando il tratto di mare che le separa è ghiacciato e si può attraversare a piedi, con quattro passi ci si ritrova al giorno prima o al giorno dopo.

Buon anno nuovo, si dicono tra loro i trichechi dell’est, buon fine anno, rispondono le foche dell’ovest, ferme al giorno prima. Il capodanno si festeggia due volte.

Immaginate se il fuso orario passasse tra Napoli e Nola, due giorni e due notti di botti ininterrotti.

Scherzi dell’orologio e del calendario, e i pochi eschimesi che ci vivono dedicandosi alla pesca forse non sanno che ci han dato quella tradizione di mangiar pesce nella notte di San Silvestro.

Cinquant’anni fa in attesa della mezzanotte, scandita dal cuculo del segnale orario radiofonico, si mangiava il baccalà fritto impanato, che si attaccava alle labbra. C’erano le noci, le mandorle e le nocciole, che a rotazione guarnivano i fichisecchi tagliati in due. Per dolce le sfincie, una pastella di farina, lievito, acqua, marsala, zucchero e sale q.b., con l’aggiunta di morbida uva passa senza semi. L’impasto poi veniva fritto a cucchiaiate nelle forme più strane e casuali, come fossero “nuvole” di deandreiana memoria. Il forno non c’era e non eravamo stati invasi ancora dal panettone con il duomo stampato sul cartone.

C’era però lo spumante con il botto che dava il “la” agli auguri.

Perché stanotte dovrei mangiare tanto e tanta roba che non m’appartiene? Per la paura che l’anno nuovo mi riservi il digiuno se mi scambia per un senza pasto fisso? O per arrivare all’anno nuovo con la bocca allenata dalla masticazione?

Quasi quasi faccio un dispetto. Stasera baccalà fritto, come una volta, lenticchie, scacci, fichi, sfincie e spumante.

E poi il giorno dopo faccio il brindisi vero con il caffè, al sole che sorge, perché a me non va che il giorno cominci a mezzanotte e non all’alba.

Alle Isole Diomede dicono che il lunedì non esiste perché al momento del passaggio di data, tutti si spostano dall’altra parte dove è ancora domenica. Io quest’anno sposto l’inizio dove mi fa più comodo, buon inizio danno (ce lo metto l’apostrofo o me lo conservo per poi?).

Popof 31.12.2010

PS: Eh si, è vecchio sto post, il blog allora era quasi privato, comunque privo di visitatori, ma mi ci ritrovo ancora bene, questo post lo dedico a Libera che nel leggere il suo post me lo ha fatto tornare in mente :).

La principessa sul pisello

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“La scienza e l’arte di governare, cioè la teoria e la pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello stato e la direzione della vita pubblica”.

Questa è, secondo l’enciclopedia Treccani, la definizione del termine “politica”. Si citano la scienza, l’arte, l’amministrazione e la direzione della vita pubblica ma non si cita l’unica parola alla quale, purtroppo, spesso si associa, a torto, questo nobilissimo termine: il potere. Spesso, infatti, a causa della degenerazione che l’agire politico ha assunto nella nostra società, tendiamo ad associare la politica alla prevaricazione, alla vessazione e alla gestione della cosa pubblica per meri interessi personali. La politica ha perso così le sue accezioni più alte che le derivano addirittura dal pensiero ellenistico, per diventare un esercizio volto solo alle proprie convenienze, senza guardare al bene e al progresso della società che si deve amministrare, al fine di farla crescere e migliorare.

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21.12.2012 COMINCIA UN’ERA DI PACE E COMPRIAMO 90 AEREI DA GUERRA.

F-35
(foto presa dal web)

Non ho sentito la sveglia stamattina, l’ho tacitata prima, ero già in piedi, avevo già bevuto il caffè e il fumo di tabacco con aroma tenue di vaniglia, già alle 6 entrava e usciva dalla mia bocca. La fine del mondo è rinviata a quanto pare. Non c’è stato bisogno di alcun decreto legge, o almeno non ce ne giunge notizia. Le profezie sono solo profezie. Però stamattina Barry non abbaia e Marilyn sonnecchia nella cuccia, che sia cominciato il lungo periodo di pace profetizzato dai maya? Quattrocento anni di pace, e mi chiedo che cavolo ce ne facciamo ora dei 90 caccia F 35 che costano 135 milion€uro l’uno. Nuova era, alcuni pianeti si sono allineati tra ieri e oggi lungo una linea immaginaria, se volevano segnalarci qualcosa penso non sia stato percepito, a meno che la giornata non ci riservi delle sorprese, e magari i professori e le professoresse che ci governano non rifacciano i conti e, annullando l’ordine d’acquisto che ci vedrà sborsare circa 12 miliard€uro, decidano di metterli in circolo per cose più serie e necessarie.  Tra poco è Natale e un pacco a sorpresa ci farebbe piacere.

E dopo le primarie … le parlamentarie

Nel mio post “E dopo le primarie?”, titolavo con un punto di domanda. Alcuni motivi del perchè mettevo quel punto di domanda li spiegavo nel post, come la nostalgia del sistema proporzionale o la possibilità di scegliere i candidati attraverso le preferenze, quando si va a votare. Ma il tempo corre, negli ultimi quindici giorni c’è stata la resurrezione di Lazzaro, non si sa se sia un miracolo o un colpo di coda del caimano, si sa solo che, cadavericamente parlando, puzza. Non è sufficiente, la puzza, a dar corpo all’ectoplasma che vagheggia ancora sui ruderi del muro di Berlino. ma in questo stesso periodo di tempo, come se qualcuno mi avesse ascoltato o complice il fatto che le primarie hanno avuto un largo seguito, ecco spuntare in area PD le parlamentarie. Niente male, l’idea mi piace, se proprio non è possibile esprimere delle preferenze in fase di voto, ritengo sia una cosa molto importante poter decidere la lista di candidati che si presentano al giudizio degli elettori.

Nel frattempo in Lombardia, visto il misero naufragio della giunta Formigoni,  si sceglie anche il candidato alla presidenza della Regione e cosa scopro, che in lizza c’è candidato Andrea Di Stefano, e allora come non correre a cercare il punto di raccolta? Certo che ci sono andato e di corsa. Una volta tanto un candidato simpatico, quel professore che il venerdì dalle 8.15 alle 9.00, parla di economia dalle onde di ” Radio Popolare”  (FM 107,60 per Milano e buona parte della Lombardia), in una trasmissione il cui titolo “Il giorno delle locuste” è già una presentazione più che degna. Infatti, recita la loro presentazione, “le locuste arrivano come orde, mangiano tutto quello che trovano sul loro cammino e lasciano solo desertificazione e povertà. Gian Marco Bachi (sagace conduttore, ndr) e Andrea Di Stefano si addentrano nei meandri della finanza cercando di svelare paradisi fiscali, truffe e giochi borsistici in Italia e all’estero. Una cronaca diversa dell’economia e della finanza nell’era della globalizzazione e del mercato come icona assoluta”.

Mi si dica pure che faccio pubblicità spicciola, ma è l’audience il vero artefice del sistema maggioritario,  le primarie si adattano allo scopo e in tempo di crisi è grasso che cola.logo RP(cliccare sul logo per ascoltare la diretta via internet)

Andata e ritorno.

Mentre i fari tagliano il buio e s’incrociano con altre luci che filtrano attraverso la pioggia, di colpo si sente un botto, una luce improvvisa e poi il buio. Restano le scie luminose di chi arriva in entrambi i sensi di marcia, e le lucette rosse di chi transita a fianco alle lamiere accartocciate nel buio. Neanche il tempo di chiedersi cosa sia accaduto e una sirena che si avvicina, poi un’altra e divise che si confondono nel prestare soccorso. Qualcosa che non era previsto è accaduto.

No, nessun incidente mi ha visto coinvolto di recente, ma l’apprendere che la dialettica politica torna ad accartocciarsi intorno a un omino con idee pescate nel basso ventre, è stato come la botta ricevuta all’inizio di luglio del ’90. Si giocava Italia Vs. Argentina, mezza nazione incollata davanti al televisore quando il semaforo si trasformò in un lampo. Erano solo i cocci del parabrezza frantumato dalla mia fronte. Il primo pensiero è stato “l’Italia ha segnato”.

Quella sera me ne stavo fermo a un semaforo, mentre l’Italia si giocava la qualificazione ai calci di rigore, come adesso, solo che il campo di calcio ora è l’Europa e in porta c’è Mister Spread. Stiamo caricando le gambe per tirare il nostro bel rigore tutti insieme, ma arriva l’invasore di campo che fa annullare la partita. Eh si, sino ad oggi ci siamo sorbiti tutto quello che la dieta Monti ci ha imposto per risanare la dilapidazione di tre lustri di buon governo, e mentre stiamo pagando l’IMU per il diritto al calcio di rigore, torna il nonno populista di Arcore a dirci che non è vero niente, non siamo in crisi, le banche erogano prestiti con tassi bassi alle aziende e le fabbriche si svuotano perché la gente non ha voglia di lavorare (non l’ha detto? Poco ci manca, se legge qui e l’idea gli piace la fa sua). Tanto ogni giorno cambia idea, a seconda della pillola, o idea, che gli viene somministrata.

scialuppe di salvataggio

E dopo le primarie?

Adesso che il popolo PD ha scelto il candidato premier, un passo avanti verso la prossima consultazione popolare è stato fatto.

A scanso di equivoci preciso che non sono andato a votare, non mi piace il sistema maggioritario per finta. Al mio paese si che c’è il sistema maggioritario: siamo solo in 3.500 e chi ha più voti amministra per cinque anni, siamo abituati a scegliere bene e una selezione prelettorale è benvenuta. Ma la legge elettorale attuale in via di probabile riformazione è maggioritaria? Esprime le mille istanze delle mille anime della nazione? A me piacerebbe tornare ad un bel sistema proporzionale puro, magari con sbarramento al 5 o 6%, ma questa è altra musica.

Certo il risultato delle primarie PD è importante, ma non per quel che si legge sui giornali. Le primarie le può organizzare e gestire solo un partito di un certo spessore. Alle primarie basta iscriversi prima, nessuno  guarda in tasca. Hanno un effetto catalitico sui mezzi di informazione e fanno conoscere a tanti, candidati sconosciuti ai più. Sulla scia del successo di audience ottenuta dalle primarie del PD anche altri tentano di muoversi. Dove c’è Camilla c’è casa, audience vuol dire pubblicità.

Ho provato ad immaginare che ad organizzare le primarie sia un partitino del 5 o del 10 o anche del 15% di voti, che senso avrebbero le primarie? Basterebbe che un gruppo avverso andasse a votare per squalificare il tutto. Anche il crescente M5S sta effettuando delle primarie, sembra siano via web. Sarei tentato di registrarmi con i miei nike name.

Comunque passata questa tornata che ha  catalizzato l’attenzione dei più, io provo a spingermi avanti, e penso al dopo elezioni di marzo, in cui sarà ben difficile che uno dei partiti, o delle coalizioni che saranno in lizza, possa raggiungere quel quorum che gli consenta di avere la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento. Non è che ci voglia la sfera di cristallo o la conoscenza delle statistiche. Il sistema elettorale attuale è di fatto un maggioritario difettoso, l’ho detto prima, ma viste le incombenze dettate dall’Eurobank nei prossimi due anni, tanto meglio per tutti star buoni e far governare ancora i tecnici. Se poi qualcuno riesce suo malgrado ad avere la maggioranza, si salverà in calcio d’angolo. Difatti nel 2013  ci sarà da eleggere anche il Presidente della Repubblica, un’occasione ghiotta per fingere di mettere da parte il prof.  Monti affidandogli un ruolo di risalto. Da Presidente della Repubblica avrebbe modo di rispedire al mittente le leggi senza copertura di spesa o non gradite all’Eurobank.gabbia indorata

Esili ombre pigre

finestraCom’è cominciato lento questo dicembre, sembra un’alba continua, qualcosa che si annuncia e non prende vita. Da quarantanni mi rimbombano in testa le parole della poetica ballata di Guccini:

E mi addormento come in un letargo, Dicembre, alle tue porte,
lungo i tuoi giorni con la mente spargo tristi semi di morte, tristi semi di morte…
Uomini e cose lasciano per terra esili ombre pigre,
ma nei tuoi giorni dai profeti detti nasce Cristo la tigre, nasce Cristo la tigre…

ecco la tigre profetica che si accinge al risveglio, e intanto il mondo annaspa, il nostro o meglio ancora il mio mondo annaspa. Il grigiore delle giornate fa a braccetto con il grigiore delle notizie. Son stato via qualche giorno, a vivere da dentro qualcosa che non mi appartiene, a cui non appartengo. Niente giornali e internet, solo notiziari e confronto con la realtà.

Al rientro, mentre veniva ritrovato il corpo dell’operaio finito in mare con una gru a Taranto, leggo anche che i proprietari dell’ILVA vengono insigniti del premio  «Imprenditore dell’anno» assegnato loro dall’Assocamuna Vallecamonica. A ritirarlo, al loro posto, nella cerimonia all’Hotel Rizzi di Boario, un delegato del gruppo Ilva, a quanto pare i titolari sono agli arresti domiciliari con l’accusa di disastro ambientale.

Suggerisco la lettura dell’articolo del Corriere della Sera, non  mi vanno i copia incolla, voglio solo portare in evidenza questa notizia che, apparsa in ambito locale (Brescia), può aggiungere un tassello alle riflessioni su lavoro e salute, sul meschino confronto tra il morire di lavoro e il morire di fame, come se non fosse possibile vivere altrimenti.