Rijeka (Fiume) ha necessità di un mare di gente e di luce

Rijeka (Fiume in italiano) prima l’ho notata sulle mappe perché città di grandi dimensioni, poi nelle guide l’ho ritrovata come meta turistica o quantomeno città che meritava una visita. Dopo averne visti i contorni da lontano, ho notato subito le decine di grattacieli sulle colline: torri anonime con una vista stupenda sul golfo del Quarnero e le isole che lo racchiudono. Inizialmente l’avevo anche scartata come meta, poi è finita che ci son stato più volte.  Come ogni grande città ha diversi centri commerciali. e quest’estate Rijeka è diventata meta abituale visto che era vicina al mio luogo di vacanza e che le giornate di sole si son potute contare con le dita di una sola mano. In ogni caso è stato duro cancellare il limite della prima impressione destata già qualche anno fa, di città non bella, con la tipica architettura a patchwork delle città industriali e portuali, in cui l’occhio viene violentato ogni cento metri da architetture pugilistiche unite  a quel senso di vuoto desolante che una città sa dare la domenica, quando chiude le palpebre abbassando le saracinesche. Approfittando di una fresca e soleggiata giornata estiva infrasettimanale, ho deciso di tornarci per non arrendermi ad un ricordo plumbeo, un poco come volerle dare ancora una possibilità per cambiare idea. Vedere  una città durante un normale giorno di lavoro, per di più vestita a festa, è diverso, la rende viva,  così con tanto sole e tanta gente,  e qualche inquadratura gonfiata, alla fine son riuscito a portare a casa un buon ricordo, perchè Fiume per essere viva ha proprio bisogno di un mare di sole, quello che la gente sa dare. 

 

 

Dubrovnik, dall’alba al tramonto

Arrivare a Dubrovnik dal mare allo spuntare del sole è quasi magico. La nave solca piano l’acqua che sfiora isole e scogli. La terraferma appare con le opere dell’uomo in primo piano,  il ponte sullo sfondo delle prime immagini del video, e più oltre, le mura della città. Due costruzioni in antitesi, il ponte e le mura: il primo unisce, le seconde separano; epoche diverse che si accavallano con un’unica congiunzione, l’uomo con le sue vicissitudini.

La città ha conosciuto di tutto, dalle guerre ai terremoti,  fieramente si è sempre risollevata. Il suo cuore, un ampio agglomerato di costruzioni medievali, batte piano. Non ci sono auto a Dubrovnik, tutto viene trasportato a mano con piccoli carrelli gommati per non rovinare il lastricato stradale. Non ci sono deroghe di sorta, anche le forze dell’ordine ottemperano al divieto di utilizzare mezzi a motore. Mentre camminavo per le vie pensavo a Bergamo, molto simile per la struttura urbana,  piena all’inverosimile di automobili, furgoni e moto. Mai vista una pavimentazione stradale così lustra come a Dubrovnik,  niente macchie d’olio e nemmeno chewingum che ti si attacca alla suola delle scarpe, e niente cicche di sigaretta sparpagliate: ogni cestino dei rifiuti è dotato di posacenere.

Insomma un passaggio veloce, in cui ho potuto scattare un bel po’ di foto e quando si è aperta davanti una lunga scalinata scalinata non ho perso l’occasione per riprendere i tetti e la città dall’alto. Il filmato ottenuto è lungo, ma ho messo la buona musica dei Weather Report  sperando che you tube la mantenga senza avanzare divieti di copyright. 

Isola di Krk (Croazia)

Krk, da non confondersi con il comandante Kirk  di Star Trek, era una meta in agenda. Da circa 30 anni ero affascinato dalle isole dalmate, ovvero da quando avevo letto un articolo sulla rivista Airone (che non c’è più come ebbi a dire un po di tempo fa). A Krk ci si arriva passando su un lungo ponte di un chilometro e mezzo, che merita tutte le 35 kune pagate per il transito (circa 5 €), non l’ho fotografato, sue immagini si trovano sul WEB (cliccare qui). Lungo la strada per raggiungere l’isola si offrono allo sguardo squarci deliziosi come questo:

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Visto che non mi è stato consentito di fare a piedi o in bici un’escursione dell’isola, le immagini della slide, dell’omonima cittadina, sono inframmezzate con alcune raccolte due anni fa intorno alle isole del Quarnero.

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