Un’uggiosa giornata di fine inverno

23-01-2011-064

Passeggio sulla passerella che collega la mia sponda all’isola e sento il toc toc sordo dei miei passi come il rintocco del pedolo di casa.


Le mani in tasca e gli occhi a cercare qualche traccia del bel tempo che verrà. Le betulle già stendono gli amenti dai rami dove comincia a fluire la linfa e l’alicantus esala il profumo dei suoi fiori invernali.

Una bimba getta pezzi di pane a una coppia di cigni e un’anatra insegue sbattendo veloce le zampe palmate sott’acqua per catturare il grosso tocco conquistato. Non è il momento di spiegarle che il pane contiene sale e non fa bene ai pennuti che mangiano contenti. La bimba è felice di dargli nutrimento.

La pioggerellina è sottile e qualcuno chiacchera sotto un ombrello. In settanta metri di passerella riesci a intuire come siamo immersi in Europa. Polacco, rumeno, russo sono idiomi che intuisco, come intuisco l’anatrare o il cinguettio ma senza comprenderne il significato, affidandomi all’intuito, illudendomi di decifrare i suoni per percepire gioia, meraviglia, rabbia e nostalgia.

L’acqua scorre lenta nella lanca, e poco lontano il Salto del Gatto s’infrange come fosse una cascata vera e il suo suono rende l’aria fremente.

Una mano in tasca, nell’altra la pipa, il cappellaccio che mi ripara dalle gocce e il rientro a casa. Accendo il camino o affido il ricordo del pomeriggio alla tastiera?

boschi-e-canali-di-maggio-055(il Salto del Gatto)

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

4 thoughts on “Un’uggiosa giornata di fine inverno”

  1. Popof, non ti sei accorto? Caspita ero insieme a te in questa bellissima passeggiata invernale! Mi hai emozionata veramente…hai descritto luoghi, atmosfere, sensazioni umane e non, in maniera magistrale! Leggendoti vedevo i cerchi concentrici dell’acqua all’atterraggio del pane lanciato dalla bimba ai cigni, qualche alito bagnato mi ha colto dal frollio dell’aria mossa dalle ali dei gabbiani..il profumo dell’alicantus mi ha solleticato il naso..il parlottio straniero poi, ho perfino aguzzato l’udito per comprenderlo…e ti ho rivisto sparire nel tuo ormai famoso cappellaccio un pò da cowboys. Adoro, da sempre, la tua capacità di penna.😉

  2. Paolo un bel racconto, hai descritto un pomeriggio di una qualunque giornata di fine inverno con dovizia di particolari. Leggendo m’immagino di vedere un uomo solitario, non solo, che passeggia immerso nei suoi pensieri e nella natura che rispecchia il suo stato d’animo. La pioggerellina sottile forse è un elemento purificatore, lava via i brutti pensieri che affollano la mente di tutti i compagni di viaggio in questo mondo cosmopolita. Si percepiscono anche i suoni; prima quelli del suo passo lento, poi quella della pioggia, il cinguettio degli uccelli ed infine il tonfo dell’acqua della cascata.

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