se 25 anni fa si fosse investito per produrre opportunità di sviluppo nel sud del mondo

Erich Fromm già negli anni ’70 evidenziava che nel futuro del pianeta la divisione del mondo non sarebbe più stata tra est comunista ed ovest capitalista ma tra nord ricco e sud povero, a meno che non si fosse investito per produrre opportunità di sviluppo nel sud del mondo. Lo iato, ovvero la forbice che già allora intuiva, si sarebbe via via allargato portando ad inevitabili migrazioni, come quelle attuali con cui noi che ci piaccia o no conviviamo. Non esiste il colpo di bacchetta magica che risolve tutto, come nessuno può arrogarsi il diritto di voler condannare altre persone a rinunciare ad una possibilità di vita migliore o con prospettive future di miglioramento.
Mi chiedo perché questo fenomeno migratorio avviene oggi e non venti anni fa.
Non voglio affondare nella storia, ma a mio parere almeno alla fine della seconda guerra mondiale occorre andare, a quel momento che ridisegnò il mondo dividendolo nella forma rimasta inalterata sino al 1989 con la caduta del muro di Berlino. Da quel momento il nord industrializzato si è uniformato sino a sviluppare la globalizzazione che bella o brutta che sia esclude da ogni beneficio buona parte delle persone. Buona parte, quindi non tutti. Difatti è solo il sud del mondo ad essere nelle condizioni di vivere uno spostamento di esseri umani. Ma è vero altrettanto che non migrano tutti i popoli del sud. Noi umani non abbiamo ali e i nostri nidi sono più solidi di quelli degli uccelli, dove i nidi hanno solide basi, ovvero pace e lavoro, gli uomini non migrano.

Non esiste una linea equatoriale che divide il nord dal sud, esistono delle zone coincidenti con il continente africano nel nostro caso, con il sud america nel caso degli USA, non è una linea geografica ma temporale e storica che in passato è coincisa con il sudest asiatico nei confronti di Russia, Cina e USA e prima ancora ha riguardato sparpagliate popolazioni del sud Europa che si son spostate in nord Europa, ma anche negli USA ed in Sudamerica.
Eppure agli occhi dei popoli europei sembra quasi che tutta la popolazione africana e mediorentale si stia spostando verso il nord del mondo.
Realisticamente è così? Certamente no, il fenomeno interessa più di tutti i paesi nordafricani destabilizzati di recente, i paesi subsahariani interessati da guerre decennali e i paesi mediorientali che non riescono a ristabilire una forma di governo.
Le azioni del terrorismo internazionale si innestano in questo scenario. Tengono viva l’attenzione dell’opinione pubblica del nord, fanno aumentare la paura, portando a prendere decisioni protettive utili ad alimentare un senso di separazione di due mondi che condividono lo stesso pianeta.

ll punto è proprio questo: io, tu noi tutti siamo contemporanei, questo mondo può essere sufficiente a farci convivere tutti senza che io veda te annaspare e persino morire nel tentativo di aggrapparti al futuro. Se 25 anni fa …. si fosse investito per produrre opportunità di sviluppo nel sud del mondo saremmo allo stesso punto della storia? Il mondo non è perfetto e gli uomini ancora meno. L’umanità è vulnerabile, a causa di questa sua vulnerabilità l’uomo è soggetto a fare cose che altri uomini gli dicono di fare, arrivando anche a convincersi della bontà di una propria libera scelta di rinuncia alla propria libertà, corrispondente a dettami imposti dalle necessità.

Oggi se non avessimo avuto l’attacco alle torri gemelle accetteremmo di trascorrere  tre inutili ore in un aeroporto facendoci radiografare? Senza la migrazione in atto avremmo accettato il controllo che ci si propone di effettuare sui viaggiatori dei treni europei?

Basta un atto violento il lunedì affinché i giornali ne parlino per una settimana, sino a convincerci che gli atti violenti sono almeno 50 al giorno tante quante le informazioni che quotidianamente vengono ripetute.

In sintesi questi eventi tendono a condizionarci nella mente e nella vita di tutti i giorni. Ma proviamo ad immaginare, a fantasticare su un mondo perfetto, un’utopia che nell’umanità non si è mai sopita. Ognuno di noi è naturale che pensi ad un proprio ideale, la realtà è che si convive gli uni con gli altri, e gli uni senza gli altri possiamo fare ben poco. Quando la libertà, che qui voglio ridurre al diritto umano di vivere, viene meno, viene a mancare l’uomo e noi stiamo rinunciando ad assumere comportamenti umani, vale a dire morali e quindi etici. L’etica presuppone un ragionamento, abbandonandola rinunciamo a pensare.

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

13 thoughts on “se 25 anni fa si fosse investito per produrre opportunità di sviluppo nel sud del mondo”

    1. In fondo basta un’osservazione, se non avessimo scuole avremmo una marea di bambini in giro per le città, se non ci fossero ospedali avremmo anche delle epidemie, se non si può pensare ad un futuro sena prospettive la gente fugge per rifugiarsi altrove.

  1. Caro Paolo tocchi temi molto profondi.
    Fammi solo aggiungere che oltre ai fattori storici (ma andiamo indietro anche fino al colonialismo, perchè forse le responsabilità dei paesi al Nord del mondo cominciano di là) ci sono quelli economici che hanno il nome preciso di “sfruttamento”.
    Un caro saluto.
    Piero

    1. In questi giorni provo fastidio per i toni usati da stampa e politici, come se l’esodo di Mosè si fosse svolto senza problemi.
      Inoltre è risaputo che ogni divieto ha come contropartita lo sfruttamento della situazione da parte di chi il divieto promette di poterlo aggirare.
      Ciao

  2. E’ sempre stata e sempre sarà una questione di scelte di chi si sente in qualche modo superiore ad altri. il sud dovrà restare sempre un sud.Ad ogni costo.
    Stavolta non si tratta solo di fame e miseria, ma del diritto di vivere. Con che coraggio dire no, io non lo so.

    1. La nostra vita è stata segnata dalle immagini lontane dei vietnamiti in fuga dalla guerra, della gente del Bangladesh immersa nel fango, dalla carestia del Sahel e siamo stati capaci di grandi azioni a sostegno di genti lontane (a distanza di sicurezza).
      Il coraggio di dire no al rendersi disponibili ad accogliere nasce dalla paura, paura che viene alimentata e quindi pilotata da chi ha interesse a mantenere un mondo diviso.

  3. Sfruttamento, è alla base di tutto, altrimenti la situazione sarebbe migliore, ma non lo vogliono, preferiscono lasciare le cose come stanno e di conseguenza il Sud sarà sempre l cosiddetto “pozzo senza fondo” che nonostante tutto non progredirà come dovrebbe. E alla fine ci si ritrova con gente che muore di fame e cerca solo di sopravvivere, correndo rischi incredibili pur di fuggire dalle loro Nazioni dove ci sono miseria, guerra, soprusi, violenze continue.
    Pat

    1. Rispondendo al commento di Ily6 ricordavo il Sahel, leggendo il tuo commento ricordo che fece scalpore la notizia di invio di latte in polvere a popolazioni nel deserto senz’acqua. Tornaconto economico? Si, allora si scrisse anche che erano scorte rimaste invendute.

  4. Questi disperati vengono qui a chiederci il conto, perchè noi del nord abbiamo sfruttato tutte le loro ricchezze dandogli in cambio, non sviluppo, scuole e ospedali ma solo e soltanto armi, guerre e disastri ambientali…

    Rispetto alla caduta del Muro di Berlino noi europei occidentali ci siamo fatti carico di molti paesi dell’Est e se oggi l’Europa è in questa crisi lo dobbiamo in parte anche all’ingresso di quei paesi nella Comunità Europea… Nella totale desolazione delle posizioni sui migranti di tutta la Comunità Europea, mi inorridisce vedere quello che accade in Ungheria, in Repubblica Ceca e in Polonia… Si ricordassero quei signori di quando, 30 anni fa, le loro donne si facevano sposare dagli italiani in cambio di 3 collant, 2 penne Bic e un paio di Jeans e di quanti di loro, dopo la caduta del muro, vennero in Italia ai semafori a lavare le macchine. Possibile che non si ricordino che meno di venti anni fa c’erano loro al posto dei siriani?

    Dai un minimo di benessere a qualsiasi persona e questa, pur di difenderlo con le unghie, è disposta a perdere qualsiasi sentimento di pietà e umanità… Moltiplicalo per milioni di persone e capisci perchè anche i governanti hanno posizioni vergognose…

  5. Due eventi mi han fatto riflettere più di altri, il primo è stata la lettura negli anni ’70 di “Fuga dalla Libertà” di E.Fromm, fu scioccate continuare a leggere n libro che affermava che il fascismo aveva un grosso seguito popolare e fosse benaccetto dalle masse popolari; il secondo evento è stata la visione nel gennaio 2011 di Ausmerzen con Marco Paolini, che nell’introduzione evidenziava come non solo la Germania ma tutti i paesi nordici dalla Polonia alla Finlandia avessero ordinamenti nazisti.
    Questo per rimarcare il fatto che concordo con le tue conclusioni.

  6. Se il mondo si facesse un serio e sincero same di coscienza dovremmo inginocchiarci a chiedere perdono a questi popoli che vengono per tentare almeno una vita semplice ma senza paura là dove potrebbero pretendere un risarcimento del “mal tolto”

    1. Non vedo la cosa come conti da saldare, cerco di mettermi nei loro panni, essere giovani, vivere in n paese in guerra fratricida, mette davvero le ali ai piedi, impedire ad n omo di avere una speranza è come ucciderlo.

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